Avversione alle perdite
Valutazione di riferimento
L’avversione alle perdite descrive una valutazione asimmetrica di perdite e guadagni rispetto a un riferimento nei modelli decisionali. Non è un moltiplicatore fisso del dolore per ogni persona. Contano contesto, importo e modo di presentare la scelta. Non dedurre lo stato di un trader da un solo risultato né trasformare la popolare espressione “il doppio” in una misura universale.
Il collegamento con l’effetto disposizione
Realizzare troppo facilmente i guadagni rinviando le perdite è l’effetto disposizione, un concetto distinto. L’avversione alle perdite è una possibile spiegazione, non una definizione identica. Obiettivi brevi con stop più ampi possono appartenere a un sistema valutato; conta l’allontanamento dalle regole, non soltanto la geometria dei risultati. Anche altre spiegazioni e altri vincoli possono influire sulle uscite.
Revisione nel diario
Registrare l’uscita prevista, il motivo della modifica e il risultato netto. Esaminare se le perdite inducono ad ampliare gli stop o i guadagni ad accorciare ingiustificatamente le operazioni. Procedure e limiti possono sostenere il piano, ma non garantiscono né l’esecuzione nei gap né un risultato favorevole. Separare la selezione della strategia da un impulso che nasce durante una posizione.
Fonte della definizione
Kahneman & Tversky: Prospect Theory (1979). La documentazione della costruzione o del concetto non garantisce i risultati di una strategia.