Swing trading: il costo di mantenere una posizione per notti successive

Nello swing trading una posizione rimane aperta per giorni o settimane. Il risultato dipende allora dal cambio, ma anche dal finanziamento e dall’esecuzione dopo una pausa delle quotazioni. Otto notti non sono sempre otto giorni di finanziamento: contano pesi dei rollover coperti, tassi e condizioni dello strumento. Gli esempi mostrano come calcolare la detenzione, confrontarla con l’obiettivo e valutare cosa cambi un’uscita temporale. Spiegano anche perché uno stop non garantisca il prezzo eseguito e perché meno operazioni rallentino la valutazione della regola. Le cifre sono illustrazioni, non promesse di rendimento.

Mantenere una posizione per più giorni richiede di verificare gli adeguamenti di finanziamento ponderati e il rischio di gap. I motivi D1, H4 e H1 sono concettuali; il salto del prezzo nel fine settimana non contiene quotazioni effettive.
Cosa calcola l’articolo e dove termina il suo ambito
  • I giorni di interesse si contano dagli istanti di rollover, non dalle notti di calendario. Una posizione tenuta per otto notti che copre un evento triplo riceve otto giorni ponderati di finanziamento pur attraversando sei rollover. Una tenuta per sei notti che manca quell’evento ne riceve quattro. Conta la disposizione della settimana, non la durata della detenzione.
  • Il costo di detenzione si confronta con l’obiettivo come quello di ingresso. Con i valori illustrativi del testo, otto giorni ponderati a −0,50 pip danno 4,00 pip, ingresso e uscita 2,00: totale 6,00 pip contro obiettivo 150, il 4,0 % dell’obiettivo e il 22,9 % del valore atteso lordo. Con un aggiustamento positivo di +0,30 pip al giorno, la stessa componente dà +2,40 pip e il costo totale diventa negativo.
  • Il livello protettivo è una regola, non un prezzo di esecuzione. Quando le quotazioni riprendono dopo una pausa sotto il livello scritto nell’ordine, l’esecuzione avviene al primo prezzo disponibile. Nel calcolo della sezione 6, la differenza fra prezzo dell’ordine ed esecuzione è 67 pip e la distanza realizzata 142, contro i 75 ipotizzati.
  • Un orizzonte maggiore non significa minor rischio per operazione. Lo determinano distanza protettiva e dimensione della posizione, non la detenzione; la dimensione appartiene alla sezione 9 e qui non viene convertita. Le cause dei gap sono descritte dalla sezione 4, gli strumenti analitici dalla sezione 5.

1. Definizione operativa: cosa cambia esattamente il rollover

Lo swing trading mantiene posizioni per giorni o settimane. I confini sono convenzionali. Una descrizione operativa dovrebbe specificare ingresso, uscita, momenti di valutazione e orizzonte previsto; l’articolo 8.1 sviluppa questa specifica. L’etichetta da sola non definisce né un sistema né un segnale.

Per questo calcolo una posizione può restare aperta attraverso più rollover e pause delle quotazioni. Valutare meno spesso l’ingresso può ridurre il bisogno di osservazione, ma la supervisione richiesta dipende anche dalle uscite e dagli eventi che possono attivarle.

Attraversare un rollover aggiunge una componente temporale il cui totale dipende da tassi successivi e pesi del regolamento. Tassi positivi generano ricavi, negativi addebiti. A volume invariato non si moltiplica questa componente per il numero di nuove operazioni.

Tre domande operative della lezione

L’orizzonte distingue modi di lavorare, mentre la contabilità valuta ipotesi specifiche. Il costo di detenzione può essere piccolo anche su periodi lunghi o importante in pochi giorni. Non definisce quindi autonomamente lo swing trading.

DomandaRisposta per una regola intradayRisposta per una regola plurigiornalieraConseguenza per il calcolo
La posizione è mai aperta al rollover?No, se funziona la regola di chiusuraSì, molte volteDecide se i punti swap entrino nei costi
Per cosa viene moltiplicata la componente dominante del costo?Per il numero di operazioniPer il numero di giorni ponderati di finanziamentoDetermina quale grandezza controllare nella regola scritta
Eventi fuori dalle ore di osservazione trovano esposizione aperta?Non nella pausa settimanale, sì nella finestra operativaSì in entrambi i casiDecide se il calcolo a distanza protettiva fissa descriva ogni percorso

La distanza protettiva non garantisce la perdita realizzata. Un gap può entrare nella perdita media se presente nel campione, ma la media da sola non mostra frequenza o entità delle perdite estreme. La sezione 6 distingue quindi prezzo di attivazione ed esecuzione. L’articolo 8.8 sviluppa eventi intorno alle pubblicazioni.

Cosa non appartiene alla definizione

Nella descrizione dello stile vengono spesso inserite grandezze che sono parametri del sistema o argomenti di altre sezioni. Separarle non è una formalità editoriale: alcune si possono cambiare senza modificare lo stile, altre non entrano in nessun calcolo del testo.

GrandezzaAppartiene alla definizione dello stile?Motivazione
Mantenere la posizione attraverso il rolloverSìDecide la presenza di una componente temporale, tutto ciò che calcola l’articolo
Ordine di grandezza della detenzioneSì, pur con confini convenzionaliDetermina i giorni ponderati e, attraverso essi, l’entità della componente temporale
Modalità di lavoro: valutare senza osservazione continuaSìDecide quali strutture siano fattibili e fissa il ritmo di accumulo del campione della sezione 8
Intervallo del graficoNoDetermina su quali dati si valuti. Una regola M15 può mantenere due settimane, una D1 chiudere lo stesso giorno
Distanza dell’uscita protettivaNoÈ un parametro del sistema derivato dalla condizione che invalida lo scenario, non dall’orizzonte. Le conseguenze aritmetiche sono sviluppate nella sezione 7
Dimensione della posizioneNoIl sistema resta lo stesso indipendentemente dal volume con cui viene eseguito; il dimensionamento appartiene alla sezione 9 e non viene convertito qui
Come vengono identificati livelli e configurazioni di ingressoNoGli strumenti analitici sono descritti dalla sezione 5, le famiglie di logica di ingresso dall’articolo 8.7; un orizzonte plurigiornaliero compare in ognuna
Entità presunta del rischioNoIl rischio per operazione deriva da distanza protettiva e dimensione della posizione. L’orizzonte non entra come moltiplicatore o divisore

Decisioni meno frequenti non provano minor rischio. Detenere più a lungo cambia esposizione a eventi e pause; la perdita realizzata dipende anche dall’esecuzione. Dimensione e misure del rischio restano nella sezione 9.

La frequenza delle decisioni va distinta dal tempo in cui le conseguenze restano sul mercato. Valutare meno gli ingressi può ridurre l’attività, ma la posizione aperta risponde alle quotazioni fra valutazioni. La regola può specificare uscita automatica, revisione programmata o risposta a informazioni nuove, con requisiti esecutivi differenti. Il nome dello stile non identifica la struttura scelta.

La distanza prevista dello stop è un fatto separato. Non stabilisce perdita in valuta del conto né garantisce esecuzione allo stop. Qui esaminiamo distanze, costo ed esecuzione. Valutare il capitale richiede anche dimensione dell’esposizione e misura di rischio appropriata, sviluppata nella sezione 9. Tenerle separate evita di equiparare meno decisioni a meno esposizione.

L’orizzonte non è l’intervallo

La quarta riga richiede approfondimento: equiparare orizzonte e intervallo è quasi un riflesso nelle descrizioni dello stile. «Faccio swing, quindi lavoro su D1» unisce due cose senza denominatore comune: l’intervallo determina i dati della valutazione, l’orizzonte quanto resta aperta la posizione dopo che la condizione si è verificata. Una regola su candele di quindici minuti può mantenere due settimane se lo richiede l’uscita; una su candele giornaliere può chiudere dopo un’ora se così è scritta.

I giorni ponderati dipendono da apertura, chiusura e calendario degli aggiustamenti, non dall’intervallo del segnale. Una regola D1 che chiude prima del rollover può non accumulare swap; una M1 detenuta due settimane include i pesi pertinenti. Somma e segno si calcolano separatamente dai dati del segnale.

Un’uscita temporale consente di pianificare l’istruzione di chiusura. Non è l’unico limite possibile: la regola può fissare una data finale. Nessuno garantisce l’esecuzione prima del successivo finanziamento se cessano le quotazioni o l’ordine viene rifiutato.

Il confine con i numeri vicini

Dal lato dell’orizzonte breve il confine è netto e binario: la posizione è talvolta aperta al rollover oppure no. Tre casi di confine — chiusa due minuti prima senza addebito, tenuta dieci minuti attraverso l’istante con addebito e mantenuta dopo la mezzanotte del server per più di un’ora senza addebito — sono scomposti nell’articolo 8.4 e non c’è motivo di ripeterli. Per una regola su più giorni è già stabilito: l’aggiustamento avverrà, resta solo quante volte.

Su detenzioni più lunghe confronta anche finanziamento e rischio di cambio. L’articolo 8.6 sviluppa il calcolo. Non c’è un numero di giorni oltre il quale lo swap diventi automaticamente dominante.

Orizzonte, regola e costo. Illustrazione del meccanismo; dettagli e ipotesi nel testo.
Orizzonte, regola e costo: valori costruiti, non un risultato empirico di una strategia.

2. Giorni di interesse e istante dell’addebito triplo

L’addebito al rollover non paga la detenzione misurata dall’orologio. È la conseguenza di spostare di un altro giorno la data di regolamento dell’esposizione aperta, in un istante designato della giornata. Entrano quindi i giorni ponderati addebitati a rollover successivi, non ore o notti di calendario.

I punti swap non sono il differenziale di tasso

Il differenziale non è un tasso swap CFD pronto all’uso. Condizioni di mercato e regole contrattuali incidono sul prezzo di finanziamento. La BRI descrive deviazioni della parità all’ingrosso,[1] mentre la specifica fornisce tassi e metodo del contratto pertinente.[2] Dividere due tassi in «mercato» e «ricarico» richiede altre ipotesi e non misura il ricarico.

Ne seguono due cose. Il segno dell’aggiustamento non si ricava dalla direzione della posizione o dalla valuta col tasso maggiore: si legge nella specifica, separatamente per lato lungo e corto.[2] L’importo non è universale: è parametro di un intermediario e un giorno specifici. Una tabella swap copiata da un listino non descrive le condizioni di un altro intermediario né dello stesso un mese dopo. Perciò tutte le cifre sono valori illustrativi adottati per mostrare il meccanismo, non dati da ricopiare.

Da dove viene l’addebito triplo

Nella settimana illustrativa quattro aggiustamenti hanno peso 1 e uno peso 3. Quello triplo corrisponde a spostare tre giorni la data di regolamento. Una specifica può dare altri moltiplicatori settimanali, incluso 0; non si trasferisce il calendario a ogni strumento.[2]

Primo: l’evento triplo precede il fine settimana perché contano giorni lavorativi prima del regolamento, non dopo. Con regolamento a due giorni e rollover alle 00:00 del server cade nella notte fra mercoledì e giovedì, ma non è generale: alcuni strumenti indicano un altro giorno e festività che cambiano il calendario possono spostarlo. Giorno e ora si leggono nella specifica del proprio intermediario, non nella descrizione del meccanismo.[2]

Il rollover coperto determina il peso. Una posizione chiusa dopo l’evento del mercoledì può accumulare tre giorni senza restare nel fine settimana. Una aperta dopo può mancare quel peso pur attraversando il fine settimana. Si allocano aggiustamenti per date di regolamento; non è un pagamento trasferito fra i titolari delle due posizioni.

Sei grandezze necessarie per qualsiasi calcolo

Prima della prima cifra servono tutti i dati di ingresso. Quattro si trovano nella finestra di specifica, due talvolta sono pubblicati separatamente.

  1. L’aggiustamento giornaliero per una posizione lunga: espresso in punti dello strumento o valuta per unità di volume, secondo la convenzione dell’intermediario. Va letta con la cifra: due convenzioni danno grandezze diverse per lo stesso valore del campo.
  2. L’aggiustamento giornaliero per una posizione corta: grandezza separata con segno proprio. Sostituire l’una all’altra cambia risultato e segno.
  3. Il giorno settimanale dell’addebito triplo: parametro dello strumento, non principio di mercato.
  4. L’ora del rollover sul server: determina quando si stabilisce se la posizione entri nel regolamento.
  5. Lo scarto del server dal tempo universale: serve a convertire l’istante nell’orologio dell’osservatore.
  6. Date dei cambi di scarto: date ed entità pertinenti ai fusi di server e osservatore; non si presume che nessuno cambi necessariamente orario. L’articolo 8.4 spiega lo sfasamento.

Per ricostruire il costo servono tassi con le relative unità, pesi e istanti effettivi dei rollover compresi nel periodo. L'ora del server, da sola, non indica per quanto tempo la posizione sia rimasta aperta. Senza questi dati si può descrivere uno scenario, ma non ricostruire il costo effettivo.

Letture necessarie per il calcolo. Illustrazione del meccanismo; dettagli e ipotesi nel testo.
Letture necessarie per il calcolo: valori costruiti, non un risultato empirico di una strategia.

Il calendario di una posizione, notte per notte

Il riepilogo seguente scompone una posizione aperta il lunedì mattina e chiusa il martedì pomeriggio della settimana successiva. Le ipotesi sul calendario sono illustrative: rollover alle 00:00 del server, istanti di rollover dal martedì al sabato secondo l'ora del server, addebito triplo nella notte tra mercoledì e giovedì e nessun rollover nelle notti in cui le quotazioni sono sospese. Ciascuna ipotesi è un parametro delle specifiche contrattuali e va verificata con il proprio broker prima di ripetere il calcolo con i propri dati.

Notte di calendarioIstante delle 00:00 del serverRolloverGiorni di interessiCumulato
Lunedì → martedì (settimana 1)Martedìsì11
Martedì → mercoledìMercoledìsì12
Mercoledì → giovedìGiovedìsì, triplo35
Giovedì → venerdìVenerdìsì16
Venerdì → sabatoSabato, chiusura della settimana di negoziazionesì17
Sabato → domenicaDomenicano, quotazioni sospese07
Domenica → lunedìLunedì, apertura della settimana di negoziazioneno07
Lunedì → martedì (settimana 2)Martedìsì18

Occorre distinguere tre cifre di questo riepilogo, perché nelle descrizioni di questo stile vengono talvolta confuse: otto notti di calendario, sei istanti di rollover e otto giorni di finanziamento ponderati. La prima e la terza coincidono qui nel valore, mentre la seconda non coincide con nessuna delle due.

Qui i pesi sommano a otto, coincidendo casualmente con le otto notti. In un'altra finestra di mantenimento potrebbero non coincidere. Gli zeri nelle righe del fine settimana indicano che non avviene alcun adeguamento in quegli specifici istanti; non dimostrano che qualcun altro abbia pagato per questa posizione.

Da qui deriva la divergenza rispetto al numero di istanti di rollover e l'errore più frequente nei calcoli del costo di mantenimento. Moltiplicare il tasso giornaliero per il numero di istanti di rollover dà in questo caso sei giorni anziché otto, sottostimando di un quarto la componente dipendente dal tempo. Moltiplicarlo per le ore di mantenimento divise per ventiquattro dà ancora un risultato diverso e altrettanto errato, perché un giorno di finanziamento ponderato non è un giorno dell'orologio e non inizia quando viene aperta la posizione.

Quando viene meno la coincidenza con il numero di notti

La forma generale è D = Σ dⱼ, dove dⱼ è il peso di ciascun rollover compreso nel periodo. La scorciatoia seguente usa le notti di calendario, le pause settimanali B e gli eventi tripli Q, e vale solo per il calendario illustrato: notti complete, due notti senza addebiti per settimana, altri pesi pari a 1 o 3 e nessuna festività.

giorni di finanziamento ponderati = notti di calendario − 2 × B + 2 × Q

La derivazione richiede due frasi. Ogni pausa settimanale contiene due notti senza rollover, quindi sottrae due giorni dalla somma. Ogni istante di addebito triplo fornisce tre giorni al posto dell'unico giorno che spetterebbe alla sua notte, quindi aggiunge due alla somma. Ne deriva la condizione per la coincidenza delle due cifre:

giorni di finanziamento ponderati = notti di calendario se e solo se B = Q

L'uguaglianza richiede quindi che il numero di eventi tripli compresi nel periodo compensi le pause settimanali comprese, non semplicemente che vi sia un evento triplo. Due casi mostrano che la scorciatoia «include un triplo, quindi i giorni equivalgono alle notti» fallisce in entrambe le direzioni. Una posizione dal lunedì mattina al giovedì pomeriggio comprende tre notti, nessuna pausa settimanale e un evento triplo: B = 0, Q = 1, quindi 3 − 0 + 2 = 5 giorni pur includendo il triplo. Una posizione dal lunedì mattina al mercoledì pomeriggio comprende due notti, nessuna pausa e nessun triplo: B = 0, Q = 0, quindi esattamente 2 giorni pur escludendolo.

Una terza disposizione comprende la pausa settimanale, ma non l'evento triplo: B = 1, Q = 0. In questo calendario, la somma dei pesi è inferiore di due al numero di notti. Tutte e cinque le disposizioni della tabella si possono ricostruire dai pesi specificati.

AperturaChiusuraNotti di calendarioIstanti di rolloverGiorni di interessiGiorni per notte
Mercoledì mattinaGiovedì pomeriggio11, triplo33,00
Venerdì mattinaLunedì pomeriggio3110,33
Giovedì mattinaMercoledì pomeriggio della settimana successiva6440,67
Lunedì mattinaMartedì pomeriggio della settimana successiva86, incluso un triplo81,00
Mercoledì mattinaMercoledì pomeriggio della settimana successiva75, incluso un triplo71,00

La prima e la seconda riga descrivono lo stesso meccanismo da due prospettive. Una posizione di una notte paga tre giorni perché comprende l'istante in cui la data valuta viene spostata di tre giorni. Una posizione di tre notti paga un giorno perché è stata aperta dopo quell'istante e chiusa prima del successivo. Una differenza di tre volte in un senso e di tre volte nell'altro, con tre giorni tra le due aperture.

La conclusione è più circoscritta di quanto potrebbe sembrare, e conviene delimitarla subito. Non ne deriva una regola del tipo «apri il giovedì»: scegliere il momento di apertura in funzione dell'importo dell'addebito significherebbe lasciare che a decidere l'ingresso sia il calendario di regolamento, non la condizione di ingresso scritta nella regola. Ne deriva invece che il costo di mantenimento non si può calcolare solo sul numero di giorni. Servono le date, l'ora del rollover e l'indicazione del giorno dell'addebito triplo: soltanto da questi tre elementi si ottiene la cifra per cui moltiplicare il tasso.

La formula collega i giorni di finanziamento ponderati alle notti di calendario: giorni = notti − 2 × B + 2 × Q, dove B è il numero di pause settimanali comprese e Q il numero di istanti di addebito triplo compresi. Una pausa settimanale sottrae due giorni, un istante di addebito triplo ne aggiunge due. Tre disposizioni: otto notti con B = Q danno otto giorni, tre notti con un istante triplo danno cinque giorni, tre notti del fine settimana senza di esso danno un solo giorno. Valori illustrativi.
6 rollover, 8 giorni di finanziamento ponderati6 rollover, 8 giorni di finanziamento ponderati. Illustrazione costruita. Unità, ambito e ipotesi sono specificati nel grafico; non è un risultato empirico di una strategia.6 rollover, 8 giorni di finanziamento ponderatiPesi del rollover, non notti • calendario ipotizzatod = 11Σ 1d = 12Σ 2d = 33Σ 5d = 14Σ 6d = 15Σ 7d = 06Σ 7d = 07Σ 7d = 18Σ 8Notte successiva nell'illustrazione6 eventi → D = 8 • tasso −0,50 → −4,00 pipIllustrazione • nessun test empirico • ipotesi nel testo

Le festività spostano e moltiplicano

Il calendario della tabella precedente descrive una settimana in cui ogni giorno è lavorativo in entrambi i mercati rilevanti per la coppia. Quando in uno dei due non lo è, lo spostamento della data valuta salta quel giorno esattamente come salta il fine settimana. Le conseguenze sono due e vanno verificate separatamente.

Una festività può cambiare il peso di uno specifico adeguamento. Se qui un peso aumentasse da 1 a 2 e gli altri restassero invariati, D salirebbe da 8 a 9. Il costo di mantenimento sarebbe di 4,50 pip e il costo totale di 6,50, ossia il 4,3 % dell'obiettivo. Si modifica in modo condizionale un peso, senza affermare che ogni festività aumenti la somma per qualsiasi periodo di mantenimento.

La seconda conseguenza riguarda il giorno stesso dell'addebito triplo. Poiché è determinato dal numero di giorni lavorativi prima della data valuta, una festività all'interno di quella finestra lo sposta a un altro giorno della settimana. In una settimana simile, un calcolo fondato su «l'addebito triplo avviene sempre nella notte tra mercoledì e giovedì» sbaglia non di una proporzione, ma di un'intera posizione nel calendario. Per una posizione di più giorni, la differenza tra un giorno e l'altro determina se l'istante dell'addebito triplo sia stato compreso oppure no. È un altro motivo per leggere il giorno nelle specifiche dello strumento relative a quella settimana, anziché ricavarlo da una regola generale.

Spostare il giorno dell'adeguamento multiplo può collocarlo dentro o fuori dalla finestra di mantenimento. Una posizione dal mercoledì al giovedì accumulerebbe un peso di 3 nel modello, ma potrebbe ricevere soltanto 1 se quell'evento fosse spostato a una notte precedente. Per la settimana specifica, somma nuovamente i pesi effettivamente compresi; B e Q non coprono ogni possibile disposizione delle festività.

Cambiare il peso e cambiare la data sono eventi diversi. Aumentare un peso compreso nel periodo, lasciando invariati gli altri dati, modifica D e il finanziamento al tasso assegnato a quell'evento. Spostarlo a un'altra notte richiede prima di verificare se la posizione lo comprenda ancora. Lo spostamento può anche assegnare all'evento un tasso diverso. Non basta modificare soltanto il numero di notti.

Una settimana senza festività non è favorevole né sfavorevole per definizione. È una disposizione di eventi utile a spiegare il calcolo. Ricostruire una posizione richiede il calendario applicabile al suo periodo e la riconciliazione con le registrazioni effettive del conto. Una discrepanza vicino alla soglia può invertire il segno del margine del modello; più lontano resta un errore nei dati, anche se incide meno sulla conclusione.

Pesi cumulati: 1, 2, 5, 6, 7, 7, 7, 8. Gli zeri indicano nessun adeguamento in quegli istanti, non un pagamento da parte di qualcun altro.
Giorni di finanziamento ponderati cumulatiGiorni di finanziamento ponderati cumulati. Illustrazione costruita. Unità, ambito e ipotesi sono specificati nel grafico; non è un risultato empirico di una strategia.Giorni di finanziamento ponderati cumulatiD [giorni di finanziamento ponderati]0,002,304,606,909,2012345678notte successivaSomma dei pesi DIllustrazione • nessun test empirico • ipotesi nel testo

Tassi variabili: ponderare i giorni, non gli eventi

Per sei rollover illustrativi, ipotizza pesi [1, 1, 3, 1, 1, 1] e tassi [−0,50; −0,50; −0,80; −0,80; −0,30; −0,80] pip al giorno. Il finanziamento totale Σ rⱼdⱼ è −5,30 pip. Il tasso medio ponderato è −5,30/8 = −0,6625. La media ordinaria dei sei tassi moltiplicata per 8 darebbe −4,9333, sottostimando il costo di 0,3667. Il tasso con peso 3 contribuisce per il triplo.

Ogni riga della tabella di input dovrebbe rappresentare un evento compreso nel periodo, con il suo tasso e il suo peso. In questo modo si identifica l'origine di ogni parte del totale. Un tasso cambiato tra due rollover non si applica retroattivamente agli adeguamenti precedenti. Se cambiano unità o metodo, converti a una base comune prima di sommare.

La media ponderata non prevede un tasso futuro. Riassume il finanziamento di questo specifico percorso e verifica la contabilità. Per pianificare la posizione successiva si può usare uno scenario con gli stessi tassi o con tassi diversi, ma resta condizionale. È preferibile valutare la sensibilità a una variazione del tasso in corrispondenza di un peso multiplo, anziché ripartire ogni variazione in modo uguale tra gli eventi.

Con un costo di apertura e chiusura di 2 pip, C completo è 7,30 e la soglia per W = 150 e L = 75 è (75 + 7,30)/225 = 36,58 %. È uno scenario costruito di variazione dei tassi, senza quotazioni né una strategia eseguita.

3. Il costo di mantenimento per otto notti

Il calcolo seguente è il nucleo dell'intero articolo. Porta dal tasso giornaliero a una cifra significativa: la quota del costo di mantenimento rispetto all'obiettivo che si pone la regola. Il costo espresso soltanto in pip non dice nulla finché non viene confrontato con la distanza che il prezzo deve percorrere.

Calcolo: costi di mantenimento per otto notti rispetto all'obiettivo.

Ipotesi illustrative. EUR/USD, un pip = 0,0001. W = 150 e L = 75 pip rappresentano movimenti da un prezzo di riferimento comune prima di spread e slippage. Il modello mantiene invariato l'elenco delle operazioni e sottrae separatamente il costo di apertura e chiusura. Una posizione lunga effettiva entra al prezzo lettera ed esce al prezzo denaro; la differenza tra i prezzi di esecuzione contiene già lo spread e gli scostamenti di esecuzione inclusi in tali prezzi. Non vengono sottratti di nuovo. Il calendario della sezione 2 dà D = 8. I tassi seguenti non provengono da alcuna offerta di un broker.

  • Spread 0,60 pip — entra una volta per operazione completa, perché l'acquisto avviene al prezzo lettera e la chiusura della posizione lunga al prezzo denaro.
  • Commissione 0,40 pip — per apertura e chiusura, cioè per entrambi i lati insieme, convertita in pip in base al valore del pip per il volume ipotizzato; il metodo di conversione è descritto nella sezione 2.
  • Slippage di ingresso di 0,30 pip e di uscita di 0,70 pip — stime, non dati; a scopo illustrativo si ipotizza un'uscita più costosa, senza misurare la distribuzione dello slippage.
  • Adeguamento per giorno di finanziamento ponderato: −0,50 pip — un valore ipotizzato per una posizione lunga, non una lettura dell'offerta di un broker, secondo la convenzione in cui i numeri negativi riducono il risultato. Una posizione corta avrebbe un valore e un segno propri.

Calcolo: la componente dipendente dal numero di operazioni. C_ent = 0,60 + 0,40 + 0,30 + 0,70 = 2,00 pip per operazione chiusa.

Calcolo: giorni di finanziamento ponderati. Sei eventi di rollover: cinque singoli e uno triplo, quindi 5 × 1 + 1 × 3 = 8 giorni. Verifica: una pausa settimanale e un evento triplo implicano B = Q nella sezione 2, perciò la somma dei giorni coincide con le otto notti di calendario.

Calcolo: la componente dipendente dal tempo. C_hold = 8 × 0,50 = 4,00 pip.

Calcolo: costo totale e suo rapporto con l'obiettivo. C = 2,00 + 4,00 = 6,00 pip. C / W = 6,00 ÷ 150 = 4,0 % dell'obiettivo. La sola componente dipendente dal tempo: 4,00 ÷ 150 = 2,7 % dell'obiettivo. Perché rimanga la distanza ipotizzata dopo la sottrazione del costo, il prezzo deve percorrere 150 + 6,00 = 156,00 pip.

Un costo specificato prima dell'ingresso è un'ipotesi. Lo spread quotato e il tasso pubblicato sono letture di quell'istante; lo spread di uscita, lo slippage e la somma finale dei pesi possono differire. Una data finale specificata permette di pianificare D, mentre i giorni e gli adeguamenti effettivi vengono confermati dopo la chiusura.

Risultato e interpretazione. Il costo di mantenimento rappresenta due terzi del costo totale e il 2,7 % dell'obiettivo. È una grandezza del tutto assente dal calcolo di una regola intraday e che, a questo orizzonte, supera di due volte il costo di ingresso e uscita. Avvertenze: è stato ipotizzato un tasso giornaliero costante per tutto il periodo di mantenimento, una semplificazione, perché talvolta il tasso cambia da un giorno all'altro. Si è inoltre ipotizzato che un'operazione perdente venga chiusa dopo lo stesso numero di giorni di una vincente, semplificazione discussa nella sezione 9.

Da dove proviene la cifra di −0,50 pip

Il tasso giornaliero usato sopra è una quantità convertita, non letta direttamente. Le specifiche degli strumenti esprimono l'addebito in unità diverse e la conversione in pip è talvolta fonte di un errore più grande di tutte le altre componenti di costo insieme. Conviene quindi esaminarla nelle tre convenzioni più comuni.

Calcolo: convertire il finanziamento giornaliero in pip.

Ipotesi. EUR/USD, conto denominato in dollari statunitensi, volume di un lotto standard, ossia 100.000 unità della valuta base. Il valore di un pip per questo volume è di 10,00 USD; il metodo per determinarlo è illustrato nella sezione 2. Lo strumento è quotato a cinque decimali, quindi un punto è 0,00001 e un pip è 0,0001: dieci punti per pip. Il cambio adottato per la conversione è 1,0840. Valori illustrativi.

Prima convenzione: l'addebito in punti dello strumento. Le specifiche indicano −5,0 punti al giorno. Conversione: −5,0 ÷ 10 = −0,50 pip.

Seconda convenzione: l'addebito nella valuta del conto per lotto. Le specifiche indicano −5,00 USD al giorno per lotto standard. Conversione: −5,00 USD ÷ 10,00 USD per pip = −0,50 pip.

Convenzione percentuale: illustrazione. Un tasso del −1,68 % su un nozionale di 108.400 USD, con una base annua di 365 giorni, dà −1.821,12 USD annui, −4,98937 USD giornalieri, ossia −0,49894 pip a 10 USD per pip. Arrotondando, sono −0,50 pip. I segni restano negativi in ogni fase; 365 è un'ipotesi di questa convenzione.

Verifica della proporzionalità. A un decimo del volume, l'adeguamento secondo la seconda convenzione è −0,50 USD e il valore del pip è 1,00 USD; il quoziente resta invariato. Se il finanziamento è proporzionale al volume, il suo importo in pip non dipende dalla dimensione, il che permette di svolgere in pip i calcoli di questo articolo.

La conversione percentuale richiede la base nozionale, la convenzione annua e la valuta dell'addebito. Un tasso percentuale è adimensionale, un importo ha unità monetarie e un pip misura una variazione del cambio. Dividere l'importo per il valore del pip collega queste ultime due grandezze. Mantenere il segno in ogni fase evita di presentare un addebito come ricavo.

Valori arrotondati simili non rendono identiche le convenzioni. L'esempio percentuale aggiunge ipotesi sul cambio e sulla base annua; un importo monetario quotato può già incorporare la loro applicazione da parte del fornitore. Non va anche riconvertito come percentuale. Se la base non è nota, la conclusione corretta è che i dati sono insufficienti, non un tasso indovinato.

Disponibilità delle informazioni ed esecuzione. Convenzione e valore sono noti prima dell'apertura, ma soltanto per la data di consultazione. La terza convenzione richiede anche un cambio che varia durante il mantenimento, quindi il suo tasso in pip non è costante neppure con una percentuale annua invariata.

Risultato e interpretazione. Tre notazioni diverse danno la stessa grandezza, ma richiedono tre conversioni differenti; confondere le convenzioni modifica il risultato di un ordine di grandezza, non di qualche punto percentuale. Inserire −5,00 anziché −0,50 pip dà, su otto giorni, un costo di mantenimento di 40,00 pip anziché 4,00, ossia il 26,7 % dell'obiettivo invece del 2,7 %. Avvertenze: il numero di giorni dell'anno adottato nella terza convenzione varia tra strumenti e costituisce un ulteriore dato da verificare nel calcolo; usare 360 anziché 365 modifica il tasso giornaliero dell'1,4 %.

Che cosa dà lo stesso calcolo su sei giorni

Sostituire il numero di giorni di finanziamento ponderati con il numero di istanti di rollover dà C_hold = 6 × 0,50 = 3,00 pip, un costo totale di 5,00 pip e una quota dell'obiettivo di 5,00 ÷ 150 = 3,3 %.

Omettere due giorni sottostima il costo di 1 pip per operazione in questo caso di tasso negativo. Con cinque operazioni ipotetiche al mese, sarebbero 60 pip all'anno. Con un tasso positivo, lo stesso errore sottostima il ricavo anziché il costo. La direzione dell'errore dipende quindi dal segno dell'adeguamento.

Lo stesso calcolo con un adeguamento positivo

Il segno dell'adeguamento è un parametro, non una costante. I punti swap sono talvolta positivi su uno dei lati della coppia; in quel caso la componente dipendente dal tempo non è un costo ma un ricavo. L'intero calcolo si svolge esattamente allo stesso modo: cambia il segno di una componente e nient'altro.

Calcolo: lo stesso orizzonte con finanziamento positivo.

Ipotesi. Tutto resta invariato rispetto al calcolo precedente, tranne una grandezza: l'adeguamento per giorno di finanziamento ponderato è +0,30 pip anziché −0,50 pip. Valori illustrativi.

Ricavo da mantenimento: F = 8 × 0,30 = +2,40 pip. Si ipotizza un tasso costante e che la posizione resti aperta per tutti e sei i rollover.

Costo netto: C = 2,00 − 2,40 = −0,40 pip. L'eccedenza emerge soltanto dopo l'accumulo del finanziamento; all'apertura tale ricavo non esiste.

C / W = −0,40 ÷ 150 = −0,27 %, ossia −0,3 % arrotondato. Si compensano i costi di apertura e chiusura con adeguamenti successivi a prezzo di riferimento invariato, senza descrivere un risultato positivo all'apertura.

Momento di disponibilità ed esecuzione. Il segno e l'importo dell'adeguamento si leggono nelle specifiche del giorno interessato, separatamente per il lato lungo e quello corto. Non si possono dedurre né dalla direzione della posizione né da quale valuta della coppia abbia il tasso d'interesse più alto; il motivo è spiegato nella sezione 2. Né si possono presumere per l'intero periodo di mantenimento, perché il tasso può cambiare nel frattempo.

L'eccedenza di 0,40 pip è piccola rispetto all'obiettivo di 150, ma può compensare un movimento avverso sufficientemente piccolo. Non è un ricavo privo di rischio né una prova di vantaggio. Confrontare i tassi solo in valore assoluto elimina la distinzione tra ricavo e costo.

Il costo rispetto al valore atteso lordo

La quota del costo rispetto all'obiettivo risponde alla domanda su quanta parte del movimento ipotizzato venga assorbita dal costo. Non risponde alla seconda domanda, di solito più importante: quanta parte di ciò che produce la regola venga assorbita dal costo. Questa seconda relazione richiede un'ipotesi aggiuntiva, il tasso di successo, che va esplicitato perché è ipotizzato e non misurato.

Calcolo: costo rispetto al valore atteso lordo.

Ipotesi. W = 150 pip, L = 75 pip, C = 6,00 pip come sopra. Tasso di successo p = 45 %: una cifra adottata per il calcolo, che non descrive alcuna regola effettiva e non proviene da alcun test; serve soltanto a mostrare la relazione. Valori illustrativi.

Valore atteso lordo. E_gross = 0,45 × 150 − 0,55 × 75 = 67,50 − 41,25 = +26,25 pip per operazione.

Valore atteso netto. E = 26,25 − 6,00 = +20,25 pip.

Costo relativo. C / E_gross = 6,00 ÷ 26,25 = 22,9%. La sola componente dipendente dal tempo: 4,00 ÷ 26,25 = 15,2%.

Il tasso di successo del 45 % è qui un'ipotesi contabile. Si può usare in uno scenario precedente al test; una stima empirica richiede un campione definito. La sezione 8 mostra l'incertezza nel semplice modello a due esiti.

In questo modello il costo è il 22,9 % del risultato lordo positivo. C / E_gross rappresenta l'eccedenza assorbita solo quando E_gross > 0; non è definito a zero e perde questa interpretazione quando è negativo. La sola ampiezza dell'obiettivo non stabilisce se il costo sia decisivo.

La sezione ha prodotto tre percentuali, ognuna delle quali risponde a una domanda diversa, perciò scambiarle modifica la conclusione: il 4,0 % è la quota del costo rispetto all'obiettivo, il 22,9 % la quota del costo rispetto al risultato lordo e il 2,7 % la quota della sola componente temporale rispetto all'obiettivo. La prima non dipende dal tasso di successo, la seconda ne dipende fortemente e la terza dipende dal numero di giorni di finanziamento ponderati.

Sei eventi di adeguamento, otto giorni ponderati
Sei pesi degli eventi: 1, 1, 3, 1, 1, 1; D = 8. Un addebito di 0,50 pip per giorno ponderato dà 4,0 pip di costi di finanziamento. Aggiungendo i 2,0 pip di apertura e chiusura si ottengono 6,0 pip. Verifica per lo strumento e il broker i pesi e gli orari limite applicabili.

Due formulazioni dello stesso costo

Il prezzo denaro di riferimento illustrativo all'ingresso è 1,08394 e il prezzo denaro atteso all'uscita è 1,08557: un movimento lordo di 16,3 pip. Uno spread di 0,6 dà un prezzo lettera atteso all'ingresso di 1,08400. Con uno scostamento di ingresso di +0,3 pip, l'acquisto avviene a 1,08403; con uno scostamento di uscita di −0,7 pip, la vendita avviene a 1,08550. La differenza è 14,7 pip.

Metodo del prezzo di riferimento: 16,3 − 0,6 − 0,3 − 0,7 − 0,4 di commissione − 4 di swap = 10,3 pip. Metodo dei prezzi di esecuzione: 14,7 − 0,4 − 4 = 10,3. Sottrarre nuovamente spread ed entrambi gli scostamenti dai prezzi di esecuzione sottostimerebbe il risultato di 1,6 pip.

I metodi sono equivalenti perché descrivono esattamente la stessa operazione. Il primo ricostruisce il movimento di riferimento e il passaggio dalle quotazioni attese alle esecuzioni ipotizzate; il secondo parte dalla differenza effettiva tra i prezzi di esecuzione. Commissione e finanziamento restano fuori da tale differenza in entrambi. I risultati di riferimento di una posizione non si possono riconciliare con le esecuzioni di un'altra.

Una discrepanza tra metodi può aiutare a diagnosticare i dati registrati. Controlla i lati dei prezzi, l'unità del pip, i segni degli scostamenti e i costi registrati due volte. La sola discrepanza non identifica quale registrazione sia errata. Si riconcilia un calcolo; non si dimostra che il costo ipotizzato descriva un intero campione futuro.

4. Come cresce questo costo e quando uguaglia l'obiettivo

Il calcolo della sezione precedente riguarda un orizzonte e un tasso. Entrambe le grandezze variano ampiamente nella pratica, ed è meglio individuare prima del primo ordine un risultato che cambia segno dopo una piccola e realistica modifica di un'ipotesi, anziché dopo il cinquantesimo.

Sensibilità alla durata del mantenimento

La tabella cambia soltanto i giorni di finanziamento ponderati D. La prima colonna non si può leggere come numero di notti senza verificare il calendario. Ogni riga ipotizza un tasso fisso e lo stesso movimento prima dei costi.

MantenimentoGiorni di interessiCosto di mantenimento a −0,50 pip al giornoCosto totale CC / W con un obiettivo di 150 pipTasso di successo di pareggio p*
1 notte10,50 pip2,50 pip1,7%34,4%
3 notti31,50 pip3,50 pip2,3%34,9%
8 notti84,00 pip6,00 pip4,0%36,0%
15 notti157,50 pip9,50 pip6,3%37,6%
22 notti2211,00 pip13,00 pip8,7%39,1%
30 notti3015,00 pip17,00 pip11,3%40,9%

Tutti i parametri della tabella sono valori illustrativi. L'ultima colonna usa la formula p* = (L + C) / (W + L), che viene ricavata nella sezione 5; con W = 150 e L = 75 pip, il denominatore è 225 ed è uguale in ogni riga.

La colonna con la quota del costo rispetto all'obiettivo cresce linearmente perché il numeratore cresce linearmente. La sola componente temporale arriva, a trenta giorni, a 15,00 ÷ 150 = 10,0 % dell'obiettivo e, a un giorno, a 0,50 ÷ 150 = 0,3 %. Tra la prima e l'ultima riga non cambiano né la regola né il tasso: cambia soltanto il tempo per cui la posizione resta aperta.

Conviene confrontare una regola intraday sulla stessa proporzione, non sugli importi. Una regola chiusa prima del rollover, con un obiettivo di 24 pip e un costo di ingresso di 2,0 pip, cede ai costi l'8,3 % dell'obiettivo, indipendentemente da quanti giorni operi. La regola di più giorni della tabella precedente rimane sotto quel livello fino al ventesimo giorno e lo eguaglia a ventuno giorni: allora C = 2,00 + 10,50 = 12,50 pip, e 12,50 ÷ 150 dà, dopo arrotondamento, l'8,3 %. Soltanto oltre questa soglia cede ai costi una parte dell'obiettivo maggiore rispetto a una regola giornaliera. Il calcolo giornaliero per una regola chiusa prima della fine della giornata è svolto nell'articolo 8.4; qui serve soltanto il riferimento.

Costo C = 2 + 0,50 D con un tasso fisso e una base di movimento prima dei costi. Il grafico usa un asse D numerico; tutti i valori sono illustrativi.
Il costo aumenta con la somma dei pesiIl costo aumenta con la somma dei pesi. Illustrazione costruita. Unità, ambito e ipotesi sono specificati nel grafico; non è un risultato empirico di una strategia.Il costo aumenta con la somma dei pesiC [pip]0,004,899,7714,6619,55138152230D [giorni di finanziamento ponderati]C = 2 + 0,50DIllustrazione • nessun test empirico • ipotesi nel testo

Sensibilità all'importo dell'adeguamento

La seconda dimensione è il tasso giornaliero stesso, la cui dispersione tra strumenti è talvolta maggiore di quella dell'orizzonte. Il riepilogo seguente mantiene otto giorni di finanziamento ponderati e modifica soltanto il tasso.

Adeguamento per giorno di finanziamento ponderato (valori illustrativi)Costo di mantenimento su 8 giorniCosto totale CC / W con un obiettivo di 150 pipTasso di successo di pareggio p*
+0,30 pip−2,40 pip−0,40 pip−0,3%33,2%
−0,20 pip1,60 pip3,60 pip2,4%34,9%
−0,50 pip4,00 pip6,00 pip4,0%36,0%
−1,00 pip8,00 pip10,00 pip6,7%37,8%
−1,50 pip12,00 pip14,00 pip9,3%39,6%

La seconda colonna mantiene la convenzione dei segni della sezione 3: un valore positivo indica un addebito, quindi il costo totale si ottiene con una semplice somma, C = 2,00 + costo di mantenimento. Secondo questa convenzione, un tasso giornaliero positivo dà un costo negativo, ossia un ricavo; da qui i −2,40 pip della prima riga. Il tasso di successo di pareggio differisce di 6,4 punti percentuali tra la prima e l'ultima riga, a regola, orizzonte e prezzo di ingresso invariati. È cambiata una sola cifra letta nelle specifiche dello strumento e la soglia necessaria al pareggio si è spostata tanto quanto, con un obiettivo breve, può spostarla un raddoppio dello spread.

Senza il tasso swap, la soglia è incompleta. Omettere il finanziamento negativo sottostima la soglia calcolata; omettere quello positivo la sovrastima. La tabella descrive la sensibilità del modello stabilito, non un intervallo di condizioni rappresentativo dei broker.

Quando il costo di mantenimento uguaglia l'obiettivo

La domanda richiede un'operazione: l'obiettivo diviso per il tasso giornaliero dà il numero di giorni dopo i quali la componente temporale consuma l'intera distanza ipotizzata. È un calcolo limite e non descrive alcuna regola sensata; mostra dove si trova il confine con cui conviene confrontare il proprio orizzonte.

Obiettivo WA −0,20 pip al giornoA −0,50 pipA −1,00 pipA −1,50 pip
40 pip200 giorni80 giorni40 giorni26,7 giorni
80 pip400 giorni160 giorni80 giorni53,3 giorni
150 pip750 giorni300 giorni150 giorni100 giorni
300 pip1500 giorni600 giorni300 giorni200 giorni

La tabella mostra i limiti continui del finanziamento W/r. D = 26,67 per W = 40 e un costo di 1,50 rientra in poche settimane di giorni del modello; anche D = 40 può corrispondere all'estremo superiore di un orizzonte di più settimane. La conversione in notti richiede un calendario e l'aggiunta dei costi di apertura e chiusura anticipa il limite del risultato netto.

Il resto della tabella dice qualcosa di contrario e altrettanto importante. Con un obiettivo di centocinquanta pip e un tasso di −0,50 pip, il limite si trova a trecento giorni, ben oltre qualsiasi orizzonte contato in settimane. L'affermazione «i punti swap si mangiano il profitto di chi fa swing trading» è quindi vera per alcune combinazioni di parametri e falsa per altre; a deciderlo è il quoziente di due cifre che occorre conoscere. Un'affermazione generale in un senso o nell'altro non ha senso senza indicarle entrambe.

Una terza dimensione: il periodo da cui proviene il tasso

Le due dimensioni precedenti si possono fissare. La terza è una grandezza su cui nessuno può influire e che non si può presumere una volta per tutte: il tasso giornaliero cambia nel tempo e talvolta da un giorno all'altro. Una posizione mantenuta tre settimane attraversa quindi una dozzina o più di addebiti, ognuno dei quali potrebbe essere stato applicato a un tasso diverso da quello letto al momento dell'apertura.

Un cambiamento di segno del risultato al variare del tasso indica sensibilità a quel tasso. Non dimostra che esista un solo punto adattato. Calcola il tasso limite, ma anche l'intervallo di tassi in cui la conclusione resta valida, e spiega perché quell'intervallo è credibile.

Le variazioni di tasso e di calendario richiedono registrazioni proprie. I relativi errori non devono necessariamente aumentare in modo monotono con l'orizzonte: il loro effetto dipende dai segni e dai pesi delle variazioni successive. Un tasso costante è uno scenario utile, non la ricostruzione di più settimane di addebiti effettivi.

L'uscita temporale come parametro di costo

Un'uscita temporale può limitare i costi di mantenimento pianificati. Di seguito confrontiamo due periodi ipotetici mantenendo costante il tasso. Accorciare il periodo cambia però anche la distribuzione dei risultati di prezzo: il calcolo del risparmio di swap non può sostituire tale distribuzione.

Calcolo: costi di mantenimento con e senza uscita dopo dieci giorni ponderati.

Ipotesi. Parametri come nella sezione 3: W = 150 pip, L = 75 pip, C_ent = 2,00 pip, adeguamento di −0,50 pip per giorno di finanziamento ponderato. La distribuzione delle durate di mantenimento è costituita da valori illustrativi adottati per il calcolo e non ricavati da alcun registro: l'80 % delle operazioni raggiunge l'obiettivo o l'uscita difensiva entro dieci giorni di finanziamento ponderati, impiegando in media 7,5 giorni; il restante 20 % non raggiunge nessuno dei due livelli in quel tempo e, senza limite temporale, si chiude mediamente dopo 40 giorni. La variante confrontata differisce per un solo aspetto: la regola contiene un'uscita temporale fissata a dieci giorni di finanziamento ponderati. Stato del risultato: esempio illustrativo, non risultato di un test sui dati.

Calcolo: numero medio di giorni senza limite. 0,80 × 7,5 + 0,20 × 40 = 6,00 + 8,00 = 14,00 giorni.

Calcolo: numero medio di giorni con uscita dopo dieci giorni. 0,80 × 7,5 + 0,20 × 10 = 6,00 + 2,00 = 8,00 giorni.

Calcolo: costo. Senza limite: C_hold = 14,00 × 0,50 = 7,00 pip, C = 2,00 + 7,00 = 9,00 pip, C / W = 9,00 ÷ 150 = 6,0 % dell'obiettivo. Con uscita dopo dieci giorni: C_hold = 8,00 × 0,50 = 4,00 pip, C = 6,00 pip, C / W = 4,0 % dell'obiettivo.

Soglia nel modello ausiliario. Se entrambe le varianti conservassero soltanto esiti di +150 e −75 pip, costi di 9 e 6 pip darebbero soglie del 37,3 % e del 36,0 %, con una differenza di 1,33 punti percentuali. Aggiungere un'uscita temporale crea un terzo tipo di esito. Queste due soglie non descrivono quindi la regola effettiva con stop temporale: la sua soglia richiede la distribuzione di tutte le uscite.

Budget nel modello. D ≤ 10 e un costo costante di 0,50 pip al giorno danno C_hold ≤ 5,00 pip. Questa condizione richiede la chiusura prima di un rollover il cui peso supererebbe il limite. Un'interruzione dell'esecuzione o una variazione del tasso possono far superare il budget; l'ora di invio di un ordine non ne garantisce né il prezzo né l'ora di esecuzione.

Il limite temporale è noto dalla regola scritta prima dell'ingresso. La distribuzione delle durate può essere ipotizzata in uno scenario e successivamente stimata dai registri. Il prezzo e l'ora effettivi di esecuzione si conoscono dopo. Questi tre tipi di informazioni devono restare separati.

Nel modello, il costo medio scende di 3 pip; per 60 operazioni illustrative, la differenza sarebbe di 180 pip nei soli costi. Non è una previsione di miglioramento della performance. Le operazioni chiuse prima hanno esiti di prezzo diversi, che possono aumentare o annullare tale risparmio.

Il confronto dei costi conservato dal calcolo originario ha senso come livello separato: a tasso costante, una permanenza più breve riduce il finanziamento negativo. Non si possono però mantenere lo stesso tasso di successo e le stesse due distanze quando alcune posizioni vengono ora chiuse per un limite temporale. I loro esiti possono trovarsi tra i livelli e, dopo un gap o un'esecuzione incompleta, fuori dall'intervallo ipotizzato nel modello semplice.

Chiudere prima elimina la possibilità di raggiungere successivamente l'obiettivo o lo stop. Il guadagno o la perdita derivanti da tale decisione richiedono quindi un confronto tra percorsi completi, compresi il prezzo di uscita temporale, i ritardi e il finanziamento effettivo. Il modello a tre esiti seguente conserva queste informazioni tramite termini X_T e C_T separati. Il calcolo del risparmio di swap resta valido nel proprio ambito, ma applicarlo al valore atteso complessivo richiede dati aggiuntivi.

Una volta fissata una scadenza, si può calcolare un budget di finanziamento con specifici tassi e pesi. Valutare separatamente l'intera uscita richiede prezzi di chiusura, casi di ritardo e gli esiti che la regola avrebbe ottenuto senza quell'uscita.

Costi medi di 9 contro 6 pip dopo aver accorciato il periodo di mantenimento del modello. Questo non confronta la performance della regola completa con uscita temporale.
Uscita temporale: confronto dei costiUscita temporale: confronto dei costi. Illustrazione costruita. Unità, ambito e ipotesi sono specificati nel grafico; non è un risultato empirico di una strategia.Uscita temporale: confronto dei costiC medio [pip]0,002,655,317,9610,629,00Nessun limite temporale6,00Limite D = 10Illustrazione • nessun test empirico • ipotesi nel testo

Uno stop temporale crea un terzo esito

Se il 20 % delle posizioni termina per il limite temporale, l'equazione completa è E = p_W(W − C_W) − p_L(L + C_L) + p_T(X_T − C_T), con p_W + p_L + p_T = 1. X_T è il risultato medio di prezzo con segno dell'uscita temporale. Non gli si può assegnare automaticamente +W o −L.

Le probabilità dei tre gruppi si riferiscono a tutte le posizioni chiuse e sommano a uno. Un tasso di successo calcolato soltanto tra i casi di obiettivo e stop raggiunti non basta più per usare la soglia precedente. Occorre conoscere anche la proporzione di esiti derivanti da uscite temporali. Il costo di quel gruppo può differire perché chiude con pesi diversi e in condizioni di esecuzione diverse.

Se X_T viene stimato dai risultati usati per scegliere la scadenza, si sta usando lo stesso storico anche per la selezione. Non fornisce una conferma indipendente dello stop temporale scelto. Il confronto con un nuovo periodo dovrebbe riguardare una versione congelata dell'intera procedura, comprese le date di revisione e la risposta ai ritardi. I valori di questa illustrazione sono stabiliti: mostrano l'effetto del terzo gruppo, non una scadenza di chiusura favorevole.

Nell'illustrazione, p_W = 0,36, p_L = 0,44, p_T = 0,20 e C è 6 per ogni gruppo. Per X_T = 0 il risultato è di 15 pip; per X_T = −50 è di 5 pip. Lo stesso risparmio di finanziamento può quindi accompagnare risultati diversi della regola completa.

5. Il costo di mantenimento nel tasso di successo di pareggio

Nel modello a due esiti, p* è la proporzione del risultato lordo +W alla quale la media netta è zero. Non coincide necessariamente con la proporzione di operazioni con risultato netto positivo: con carry positivo, alcune perdite di prezzo possono terminare come guadagni netti.

E = p × W − (1 − p) × L − C

p indica la proporzione del risultato lordo +W e 1 − p quella di −L. W e L sono grandezze positive del movimento prima dei costi e C è il costo medio completo nella stessa unità. In questo modello, entrambi i gruppi hanno lo stesso costo.

p × (W + L) = L + C → p* = (L + C) / (W + L)

La formula è la stessa usata nell'articolo 8.3, mentre la derivazione completa con le conseguenze per la valutazione del vantaggio è sviluppata nell'articolo 8.2. L'unica novità è ciò che entra in C: accanto a spread, commissione ed entrambi gli slippage compare ora una componente dipendente dal numero di giorni di finanziamento ponderati.

Calcolo: soglia per una regola di più giorni.

Illustrazione: W = 150 e L = 75 pip su una base di prezzo comune prima dei costi. Confrontiamo C = 0, costi di apertura e chiusura di C = 2 e costi completi di C = 6 con D = 8. Non sono risultati di backtest.

Senza costo. p* = 75 / (150 + 75) = 75 / 225 = 0,33333 = 33,3%.

Il solo costo di ingresso e uscita. p* = (75 + 2,00) / 225 = 77,00 / 225 = 0,34222 = 34,2%.

Costo completo. p* = (75 + 6,00) / 225 = 81,00 / 225 = 0,36000 = 36,0%.

La soglia calcolata prima dell'ingresso è condizionata alle ipotesi su W, L, costo e orizzonte. Un obiettivo specificato non è un guadagno medio empirico e uno stop specificato non è una perdita media empirica. I registri devono distinguere i prezzi di riferimento dalle esecuzioni effettive.

Risultato e interpretazione. L'intero costo di mantenimento — otto giorni, quattro pip — aumenta il tasso di successo richiesto di 1,8 punti percentuali. Con questo obiettivo, è una grandezza che si può ignorare in una conversazione, ma non in un calcolo esteso a un anno. Avvertenze: si sono ipotizzati W e L identici per tutte le operazioni, lo stesso numero di giorni di finanziamento ponderati per operazioni vincenti e perdenti, e nessuna operazione chiusa fuori da quei due livelli.

Di quanto la sola componente temporale sposta la soglia

Poiché p* = (L + C) / (W + L), l'aumento della soglia al variare del solo costo è:

Δp* = ΔC / (W + L)

Per il calcolo di questa sezione: 4,00 ÷ 225 = 0,01778, ossia 1,8 punti percentuali. La verifica diretta dà 36,0 % − 34,2 % = 1,8 punti percentuali, quindi entrambi i metodi coincidono.

Il denominatore è la somma delle due distanze ed è ciò che determina la scala del fenomeno nell'intera sezione. Con un obiettivo e un'uscita difensiva di cinque pip ciascuno, il denominatore è dieci, quindi ogni pip di costo sposta la soglia di dieci punti percentuali. Con 150 e 75 pip, il denominatore è 225, quindi lo stesso pip la sposta di 0,4 punti percentuali: ventidue volte e mezzo meno. Quattro pip di mantenimento fanno qui quanto poco meno di due decimi di pip di spread in una regola da cinque pip: 4,00 ÷ 22,5 = 0,178 pip.

I costi possono determinare la fattibilità a qualsiasi orizzonte. Un obiettivo più lontano riduce l'effetto di un singolo pip di costo su questa soglia, ma non elimina né il finanziamento né il rischio di esecuzione.

Una seconda derivazione, dalle grandezze nette

La stessa soglia si ottiene per una seconda via, incorporando il costo in entrambi gli esiti dell'operazione anziché sottraendolo separatamente. La derivazione delle due formule e della loro equivalenza è illustrata nell'articolo 8.2; qui serve il risultato di tale derivazione per le cifre di questa sezione.

Con W = 150, L = 75 e C = 6, l'esito netto positivo è 144 pip, l'entità della perdita è 81 pip e il loro rapporto è 144/81 = 1,7778. Quindi p* = 81/(144 + 81) = 36 %. Il rapporto è sceso dell'11,1 % da 2,0. È la stessa operazione di costo espressa sui due lati dell'esito: il costo non scompare riorganizzando la formula.

Nella formulazione lorda, il costo si sottrae dalla media. Nella formulazione netta, lo stesso costo riduce l'esito positivo e aumenta il valore assoluto di quello negativo. Sono due forme della stessa operazione, non due addebiti separati. Il denominatore, la somma delle distanze positiva e negativa, resta 225 perché costi uguali si annullano nella somma.

Conserva entrambe le formulazioni come verifica. Se danno soglie diverse, controlla la convenzione dei segni, la base di prezzo e se i costi dei due gruppi siano effettivamente uguali. La sezione 9 modifica quest'ultima condizione, perché durate diverse possono produrre costi diversi per guadagni e perdite. Non si può trasferire la formula semplice senza verificare tale condizione.

Il caso di un adeguamento positivo

La variante con una componente temporale positiva richiede un paragrafo separato perché dà un risultato assente dagli altri calcoli di questa sezione. Con C = −0,40 pip, la soglia è (75 − 0,40) ÷ 225 = 74,60 ÷ 225 = 0,33156, ossia 33,2% — poco meno di due decimi di punto percentuale al di sotto della soglia senza costi, perché 0,40 ÷ 225 = 0,00178.

Il ricavo da mantenimento abbassa la soglia in questo modello. Una differenza di 0,18 punti percentuali è piccola rispetto all'incertezza del tasso di successo in un campione ridotto, ma non rappresenta un limite universale della risoluzione di misura. Nessuna di queste soglie, da sola, dimostra un vantaggio.

La verifica di buon senso

Le tre soglie —33,3 %, 34,2 % e 36,0 %— sono comprese tra 0 e 1. Un costo positivo alza la soglia, mentre C = −0,40 la abbassa al 33,2 %. C = 6 è inferiore a W = 150, quindi il modello a due esiti fissi ammette un tasso di successo al quale la media è zero. Ciò non conferma la fattibilità effettiva né un vantaggio. A un tasso negativo costante, ogni giorno aggiuntivo di finanziamento ponderato aumenta C di 0,50 e la soglia di 0,50/225 = 0,22 punti percentuali. Queste verifiche riguardano la coerenza algebrica dello scenario.

La quarta verifica conduce a un caso limite che in questo articolo è molto lontano e merita di essere esaminato proprio per questo. Se il costo totale uguagliasse l'obiettivo, raggiungendo cioè 150 pip, la soglia sarebbe (75 + 150) ÷ 225 = 1,000; come leggere questo valore e quelli superiori al cento per cento è spiegato nello stesso articolo 8.2. Qui conta altro: quanti giorni di finanziamento ponderati occorrano per raggiungere quel limite. Con un tasso di −0,50 pip e un costo di ingresso di 2,00 pip, servirebbero (150 − 2,00) ÷ 0,50 = 296 giorni di finanziamento ponderati, quasi dieci mesi mantenendo una sola posizione. La tabella della sezione 4 dà lo stesso limite per la sola componente temporale: con un tasso di −0,50 pip e un obiettivo di 150 pip, lì risultano trecento giorni esatti; la differenza di quattro giorni è precisamente il costo di ingresso e uscita convertito in giorni.

Il numero di operazioni non entra nella formula della soglia. L'orizzonte può però cambiare non soltanto C, ma anche W e L empirici e la proporzione di uscite diverse dall'obiettivo e dallo stop. Una soglia calcolata con due distanze costanti isola soltanto l'effetto del costo.

6. L'uscita difensiva in un gap: prezzo dell'ordine e prezzo di esecuzione

Ipotizzare una perdita fissa di 75 pip semplifica il calcolo. Non bisognerebbe assegnarle una frequenza senza dati. Una posizione che attraversa un fine settimana o un'altra pausa può incontrare un gap; non tutte le posizioni di più giorni comprendono un fine settimana.

Le cause delle discontinuità delle quotazioni sono trattate nella sezione 4 e non occorre svilupparle qui. Per il calcolo dei costi conta soltanto l'esecuzione, che richiede di distinguere tre grandezze spesso fuse in una sola nel linguaggio comune.

GrandezzaChe cos'èQuando è nota
Il livello registrato nell'ordineUna cifra inserita prima di aprire la posizione; determina la condizione di attivazione dell'ordinePrima di aprire la posizione
Il prezzo al quale si è verificata la condizioneLa prima quotazione sul lato pertinente alla direzione della posizione che ha oltrepassato il livello registratoNel momento del superamento
Il prezzo di esecuzioneIl prezzo al quale l'ordine è stato effettivamente eseguito; quando le quotazioni sono discontinue, si trova più lontano del livello registratoDopo l'esecuzione

Un normale livello protettivo definisce una condizione di attivazione. Per una posizione lunga nello strumento descritto conta il prezzo denaro, per una posizione corta il prezzo lettera.[5] Il prezzo di esecuzione dipende dalle quotazioni disponibili e dall'esecuzione dell'ordine; il solo livello dello stop non lo garantisce.

Calcolo: esecuzione dell'uscita protettiva attraverso un gap, posizione lunga.

Ipotesi. EUR/USD, posizione lunga. Prezzo di esecuzione all'ingresso sul lato lettera: 1,08400. Obiettivo di 150 pip, ossia 1,09900. Uscita difensiva 75 pip sotto il prezzo di esecuzione, quindi livello registrato nell'ordine pari a 1,07650, riferito al prezzo denaro, perché una posizione lunga si chiude vendendo al denaro. Ultima quotazione prima dell'interruzione: prezzo denaro 1,07900 — livello difensivo non toccato, la posizione resta aperta durante la pausa. Prima quotazione dopo la pausa: prezzo denaro 1,06980, prezzo lettera 1,07030, spread di 5,0 pip rispetto agli 0,6 pip ipotizzati per condizioni ordinarie. Tutti i prezzi sono valori illustrativi; non provengono da alcuna serie di quotazioni e servono soltanto a mostrare il meccanismo.

Calcolo: se la condizione si è verificata. La prima quotazione dopo la pausa sul lato denaro è 1,06980, quindi inferiore al livello registrato di 1,07650. La condizione di attivazione si verifica nel momento della prima quotazione.

Ipotesi di esecuzione dell'illustrazione: l'ordine di vendita viene eseguito integralmente al prezzo denaro di 1,06980. È un'esecuzione ipotizzata, non una garanzia di esecuzione alla prima quotazione visualizzata.

Calcolo: differenza tra il prezzo dell'ordine e quello di esecuzione. 1,07650 − 1,06980 = 0,00670 = 67,0 pip.

Calcolo: distanza realizzata. 1,08400 − 1,06980 = 0,01420 = 142,0 pip rispetto ai 75,0 pip registrati. Quoziente: 142,0 ÷ 75,0 = 1,89.

La sequenza citata non contiene quotazioni tra l'ultimo tick e il primo dopo la pausa. Non vi si può inserire un'esecuzione al livello dello stop. La quotazione attiva la condizione, mentre il prezzo di esecuzione ipotizzato è un'ipotesi aggiuntiva. La differenza tra il prezzo lettera effettivo di ingresso e il prezzo denaro di uscita include già lo spread e lo slippage illustrato.

Il risultato di prezzo di −142 pip è una perdita quasi doppia rispetto alla distanza pianificata di 75. I 67 pip aggiuntivi corrispondono a 67/20,25 = 3,3 contributi della media attesa del modello nella sezione 3. Non è il risultato di tre specifiche operazioni vincenti: una vincente del modello produce +144 netti, mentre +20,25 è la media ponderata di guadagni e perdite. Il confronto mostra la scala dello scostamento rispetto all'eccedenza condizionale, senza prevedere quante operazioni servirebbero a recuperare la perdita. Il gap e l'esecuzione ipotizzati non determinano né la frequenza di un simile evento né un limite superiore dello scostamento possibile.

Gap: stop ed esecuzione ipotizzata. Illustrazione del meccanismo; dettagli e ipotesi nel testo.
Gap: stop ed esecuzione ipotizzata: valori costruiti, non un risultato empirico di una strategia.

Perché un L fisso non descrive l'esecuzione in un gap

Una perdita di 142 pip è fuori dal modello con L fisso = 75. Può però entrare nella media e nella distribuzione delle perdite effettive. Finché non se ne incorporano la frequenza e le altre uscite, la soglia della sezione 5 non descrive l'intera regola.

Gli ordini stop e limite hanno condizioni di esecuzione diverse. Uno stop ordinario può essere eseguito peggio del suo livello, mentre un ordine limite può restare ineseguito. Questo fatto, da solo, non determina una distribuzione dello slippage né se il miglioramento di prezzo degli ordini limite sia vicino a zero; servono dati di un campione specifico.

Un gap può anche produrre un prezzo di uscita favorevole. Il solo livello dell'obiettivo non è un limite superiore generale al miglioramento di prezzo. La distribuzione degli esiti dipende dai tipi di ordine, dalle regole di esecuzione e dal percorso del prezzo; il diagramma di un gap non la determina.

Il rapporto della BRI sull'episodio repentino della sterlina del 7 ottobre 2016 individua un'interazione tra il momento dell'evento e i flussi legati alla copertura delle opzioni.[4] Riguarda il mercato all'ingrosso. Non fornisce né frequenze dei gap né una distribuzione delle esecuzioni al dettaglio per il modello di questa lezione.

Il lato del prezzo determina l'attivazione dell'ordine

Il secondo caso limite non richiede alcun gap e talvolta viene trascurato proprio perché sembra innocuo. Nelle piattaforme della famiglia MetaTrader, il grafico di uno strumento quotato fuori borsa viene costruito per impostazione predefinita dal prezzo denaro; la linea lettera diventa visibile solo dopo essere stata attivata esplicitamente.[3] Una posizione corta, però, si chiude comprando, quindi al prezzo lettera: l'attivazione del suo ordine difensivo dipende dunque da una linea che il grafico non mostra per impostazione predefinita.

Calcolo: attivazione dell'ordine protettivo di una posizione corta con uno spread più ampio.

Ipotesi. EUR/USD, posizione corta. Prezzo di esecuzione all'ingresso sul lato denaro: 1,08400. Uscita difensiva 75 pip sopra il prezzo di esecuzione, quindi livello registrato nell'ordine pari a 1,09150, riferito al prezzo lettera. Quotazione nell'istante decisivo: prezzo denaro 1,09120, prezzo lettera 1,09170, spread di 5,0 pip. Valori illustrativi.

Calcolo: ciò che mostra il grafico. Il massimo della linea denaro è 1,09120, cioè si trova 3,0 pip al di sotto del livello registrato. In un grafico costruito dal prezzo denaro, il livello resta intatto.

Calcolo: ciò che determina l'attivazione. Il prezzo lettera è 1,09170, cioè si trova 2,0 pip al di sopra del livello registrato. La condizione di attivazione dell'ordine difensivo della posizione corta è soddisfatta.

Calcolo: distanza realizzata. 1,09170 − 1,08400 = 0,00770 = 77,0 pip rispetto ai 75,0 pip registrati.

Lettera e denaro sono lati separati della quotazione. Con uno spread più ampio, la distanza tra i due aumenta. In questo esempio ipotizziamo la chiusura integrale della posizione corta al prezzo lettera di 1,09170; la documentazione definisce il lato di attivazione,[5] ma la sola quotazione non garantisce quel prezzo di esecuzione.

Risultato e interpretazione. La frase «il livello non è stato toccato e l'ordine è scattato comunque» descrive una situazione in cui l'osservatore guarda un lato della quotazione mentre l'ordine si riferisce all'altro. L'eccedenza di 2,0 pip è piccola in questo esempio e non cambia alcuna conclusione quantitativa; cambia però la possibilità stessa di ricostruire il percorso dal registro. Avvertenze: riferire il livello a un lato o all'altro della quotazione è un'impostazione della piattaforma e una convenzione del broker; è quindi un ulteriore dato da verificare, non da presumere.

Posizione corta: rispetto allo stop a 1,09150. Illustrazione del meccanismo; dettagli e ipotesi nel testo.
Posizione corta: rispetto allo stop a 1,09150: valori costruiti, non un risultato empirico di una strategia.

Il lato del prezzo, il livello di attivazione e la regola di esecuzione vanno specificati indipendentemente dalla distanza dell'obiettivo. Con una distanza piccola, un errore può rappresentare una quota maggiore del risultato, ma un obiettivo lontano non fa sì che smetta di essere un errore.

Un ordine pendente lasciato durante la pausa

Un ordine pendente può attivarsi dopo una pausa quando una quotazione ne soddisfa la condizione. Raggiungere il prezzo non garantisce però l'esecuzione. Di seguito ipotizziamo l'esecuzione integrale di un ordine limite a un prezzo migliore per mostrare come cambia la geometria della posizione.

Illustrazione: limite di acquisto a 1,07650, stop sul denaro a 1,06900. Dopo la pausa ipotizziamo un acquisto al prezzo lettera di 1,07030. Sono 62 pip migliori del livello limite e la distanza dallo stop invariato è di 13 pip. È un'esecuzione ipotizzata, non una conseguenza automatica del primo tick.

Entrambe le distanze cambiano se i livelli restano fissi. L'obiettivo originariamente fissato 150 pip sopra il limite, a 1,09150, si trova ora a 212 pip dalla nuova esecuzione di ingresso, mentre lo stop dista 13 pip. Mantenere W = 150 richiederebbe di spostare l'obiettivo, una regola separata. Non sottraiamo nuovamente l'intero costo dello spread da queste esecuzioni né trasferiamo il precedente tasso di successo alla nuova geometria.

La procedura scritta può conservare livelli assoluti, fissare distanze dall'ingresso effettivo o rifiutare esecuzioni fuori da un intervallo specificato. Ogni scelta crea una procedura diversa. Non occorre individuare la migliore per esigere che la scelta sia risolta prima della ricostruzione. Un'esecuzione migliore ipotizzata non giustifica il mantenimento del vecchio W senza verificare la posizione dell'obiettivo.

I registri non devono nascondere questo cambiamento in un'unica distanza media. Devono permettere di ricostruire il livello limite originario, il prezzo effettivo di ingresso e la regola per fissare entrambe le uscite. I casi di gap possono così essere descritti come parte di una strategia definita, anziché mescolare costruzioni risolte soltanto dopo l'esecuzione. Un prezzo di ingresso favorevole è un fatto di esecuzione; l'esito atteso dell'intera geometria modificata resta una questione separata.

Esecuzione parziale e rifiuto dell'ordine

L'ultimo caso limite riguarda ciò che accade al resto della posizione. Se un ordine di chiusura viene eseguito solo in parte, la parte restante rimane aperta: per una posizione di più giorni significa attraversare altri istanti di rollover e aggiungere giorni di finanziamento ponderati. Un calcolo del mantenimento svolto per l'intera posizione smette allora di corrispondere alla realtà in due punti contemporaneamente: il numero di giorni è diverso per ciascuna parte e l'ora di chiusura annotata nel registro riguarda soltanto la prima.

Le registrazioni delle chiusure parziali devono permettere di ricostruire la quota ancora aperta a ogni addebito. La sezione 9 sviluppa regole per i cambiamenti di esposizione. Senza dati non assegniamo a questi casi né una frequenza né una quota dominante degli errori di costo.

Ordini con esecuzione garantita

Le condizioni delle specifiche garanzie di esecuzione appartengono alla sezione 11. Se il contratto prevede una commissione aggiuntiva, il calcolo usa la sua effettiva base di addebito. Non va presunto che abbia in ogni caso lo stesso peso dello swap.

Attivazione ed esecuzione sono osservazioni separate

Per ricostruire un'uscita, registra ora e prezzo di attivazione sul lato pertinente della quotazione e ora e prezzo di ogni esecuzione. Un tick che soddisfa la condizione dello stop non dimostra un'esecuzione integrale su quel tick. L'esempio del gap mostra un risultato di prezzo di −142 pip, che include già spread e scostamento di esecuzione; commissione e swap effettivo entrano poi nel risultato finale.

7. La distanza dell'uscita difensiva e l'orizzonte

Nelle descrizioni di questo stile, la distanza dell'uscita difensiva è talvolta indicata come una sua caratteristica: una regola di più giorni ha uno «stop ampio», una intraday uno «stretto». È una sintesi che descrive una conseguenza anziché una causa e conviene scomporla, perché porta direttamente all'errore più frequente sul rischio.

La distanza dell'uscita difensiva non deriva dall'orizzonte. Deriva dalla condizione il cui verificarsi invalida lo scenario: tale condizione è scritta nella regola e appartiene alla sua costruzione. La coincidenza nasce perché uno scenario sviluppato su più giorni viene invalidato da un movimento del prezzo che, sulla scala di poche ore, è una fluttuazione ordinaria. La distanza è maggiore perché l'intervallo di movimento che la regola deve sopportare è maggiore, non perché la posizione resta aperta più a lungo.

Uno stop di una dozzina di pip o poco più in una regola di più giorni non può essere giudicato internamente incoerente senza informazioni sul segnale e sulla volatilità. Anche uno stop ampio in una regola intraday può essere raggiunto. La coerenza tra distanza e condizione di invalidazione si verifica per una regola specifica, senza un intervallo universale di distanze «buone».

Che cosa cambia nel calcolo modificando soltanto la distanza

Il riepilogo seguente mantiene invariati obiettivo e costo e modifica soltanto la distanza dell'uscita difensiva. Tutti i parametri sono valori illustrativi e il costo totale C è di 6,00 pip come nella sezione 3.

W / L (pip)Rapporto tra W e LTasso di successo di pareggio senza costoTasso di successo di pareggio con C = 6,00 pipDifferenza
150 / 37,54,0020,0%23,2%+3,2 punti percentuali
150 / 752,0033,3%36,0%+2,7 punti percentuali
150 / 1501,0050,0%52,0%+2,0 punti percentuali
150 / 2250,6760,0%61,6%+1,6 punti percentuali

L'ultima colonna ripete l'espressione C / (W + L): 6,00 ÷ 187,5 = 3,2 %; 6,00 ÷ 225 = 2,7 %; 6,00 ÷ 300 = 2,0 %; 6,00 ÷ 375 = 1,6 %. Due effetti agiscono qui in direzioni opposte e conviene separarli perché vengono talvolta confusi. Allontanare l'uscita difensiva aumenta il denominatore, quindi indebolisce l'influenza del costo espressa in punti percentuali della soglia. Allo stesso tempo peggiora il rapporto tra guadagno e perdita, quindi aumenta la soglia stessa, e molto più fortemente. Tra la prima e l'ultima riga, l'influenza del costo scende di 1,6 punti percentuali e la soglia sale di quaranta.

La conclusione riguarda il modo di leggere queste tabelle, non la scelta dei parametri. La frase «uno stop più ampio diluisce il costo» è aritmeticamente vera e praticamente irrilevante, perché lo diluisce di una quantità minore dell'ordine con cui cambia tutto il resto. Il calcolo va svolto sulla soglia, non sul suo incremento.

Un orizzonte più lungo e l'entità del rischio

La distanza dello stop e la dimensione della posizione determinano la perdita pianificata ipotizzando un'esecuzione al livello. Il rischio effettivo comprende anche gap, costi e altre uscite. L'orizzonte può modificare questa esposizione; non garantisce né una perdita minore né una maggiore.

Le distanze in pip restano indipendenti dal volume. Anche un modello di costo lineare conserva le proporzioni, ma commissioni minime o un'esecuzione diversa possono modificarle. Il dimensionamento delle posizioni e le misure di capitale restano nella sezione 9.

Una posizione che attraversa una pausa rimane esposta alle discontinuità del prezzo. Non tutte le posizioni di più giorni comprendono un fine settimana. L'esempio della sezione 6 mostra che uno stop ordinario non è un limite superiore alla perdita, ma non determina la frequenza di questi eventi.

Che cosa cambia l'orizzonte e che cosa no

GrandezzaDipende dall'orizzonte?Motivazione
Numero di giorni di finanziamento ponderatiSì, direttamenteNel modello è la somma dei pesi compresi, che aumenta a gradini secondo il calendario
Numero di interruzioni delle quotazioni attraversate dalla posizioneSìDetermina il numero di occasioni in cui l'esecuzione dell'uscita difensiva può discostarsi dal livello registrato
Numero di operazioni per unità di tempoDipende dal sistema, comprese le posizioni simultaneeDetermina il ritmo di accumulo del campione e dopo quanto tempo il risultato diventa significativo — sezione 8
Distanza dell'uscita difensivaNon direttamenteDeriva dalla condizione che invalida lo scenario; la coincidenza con l'orizzonte è una conseguenza, non una definizione
Rischio di una singola operazioneL'orizzonte può modificare l'esposizioneLa perdita pianificata al livello dello stop non include tutti i costi, i gap e le uscite
Tasso di successo di pareggioNon direttamenteDipende da W, L e C; con W e L fissi, il modello mostra soltanto l'effetto del finanziamento; altre uscite possono anche cambiare la distribuzione degli esiti di prezzo
Valore atteso prima dei costiPuò cambiare con la regola di uscitaIl modello mantiene fisse le distanze; gli esiti effettivi dipendono anche dal tempo e dal percorso

Il ritmo di raccolta degli esiti può limitare la valutazione della regola. Non deriva direttamente dalla durata di una posizione, soprattutto con posizioni simultanee. La sezione successiva ipotizza una frequenza specifica per illustrare il calcolo dell'incertezza.

8. Il ritmo di accumulo del campione

La frequenza delle operazioni dipende dalla regola, dal numero di strumenti e dalle posizioni simultanee ammesse. Per il confronto, ipotizziamo cinque operazioni al mese per una regola di più giorni. Non è una misurazione dello swing trading tipico. A questa frequenza si può calcolare il tempo necessario per raccogliere un numero specificato di esiti.

Calcolo: incertezza della stima dopo un anno.

Ipotesi. Una distribuzione a due punti: un'operazione termina con +144,00 pip o −81,00 pip, ossia obiettivo e uscita difensiva dopo aver sottratto il costo di 6,00 pip della sezione 3. Tasso di successo p = 0,45: un valore ipotizzato, non misurato. Numero di operazioni N = 60 all'anno, cioè cinque al mese: anch'esso un valore illustrativo adottato per il calcolo. Per ora le osservazioni sono considerate indipendenti; questa semplificazione viene rimossa più avanti.

Ampiezza dell'intervallo degli esiti. 144,00 − (−81,00) = 225,00 pip.

Deviazione standard di un singolo risultato. Per una distribuzione a due punti, s = ampiezza × √(p × (1 − p)) = 225,00 × √(0,45 × 0,55) = 225,00 × √0,2475 = 225,00 × 0,49749 = 111,94 pip.

Errore standard della media. SE = s / √N = 111,94 / √60 = 111,94 / 7,746 = 14,45 pip.

Intervallo. Un intervallo approssimato con copertura di circa il 95 % ha una semiampiezza di 1,96 × 14,45 = 28,3 pip.

Tasso di successo e volatilità possono essere stabiliti come scenari espliciti per la pianificazione. Misurarli richiede un campione. Il calcolo dell'incertezza seguente riguarda un modello indipendente a due esiti, non una regola effettiva né un tempo garantito per la conferma.

La media del modello è +20,25 pip e, con N = 60, la semiampiezza dell'approssimazione normale è 28,32 pip. Un intervallo centrato su questa media stabilita include lo zero. Un intervallo effettivo sarebbe centrato sulla media campionaria osservata e potrebbe trovarsi altrove. Un anno non conferma sempre un vantaggio e non lo esclude sempre: contano dimensione campionaria, dispersione, dipendenza ed entità dell'effetto.

Dimensione campionaria per un obiettivo di errore standard

Per un SE pari alla metà di E = 20,25, occorrono almeno ceil((111,936087/10,125)²) = 123 osservazioni indipendenti. Per un quarto di E: ceil((111,936087/5,0625)²) = 489. A cinque operazioni ipotetiche al mese, corrispondono a circa due e otto anni. È un obiettivo di errore standard, non una garanzia di confermare un vantaggio.

L'obiettivo di errore standard confronta la dispersione della media con un'entità dell'effetto specificata. Non dice quante operazioni basteranno in ogni caso. W, L o p diversi cambiano la volatilità di un singolo esito e il N richiesto. Anche la dipendenza modifica il ritmo con cui righe aggiuntive riducono l'incertezza.

Convertire N in anni aggiunge un'altra ipotesi: la frequenza stabilita deve persistere per tutto quel periodo. Una regola può avere fasi inattive o molti segnali contemporaneamente. Uno storico lungo offre più occasioni di osservare condizioni diverse, ma non le trasforma in prove identiche e indipendenti. Un piano di raccolta dei dati conserva quindi i marcatori degli eventi e la versione della regola; il solo trascorrere di un anno non è un criterio di successo.

I conteggi delle osservazioni vengono arrotondati per eccesso a numeri interi, perché una precisione maggiore sarebbe fuorviante: la deviazione standard è entrata nel calcolo come grandezza derivata da un tasso di successo ipotizzato, non come misura. La relazione è una proprietà generale della radice quadrata e non contiene nulla di specifico di questo stile: ridurre l'incertezza di quattro volte richiede un campione sedici volte più grande. Soltanto il moltiplicatore temporale necessario per raccoglierlo è caratteristico dello stile.

Il confronto con l'altro estremo della sezione richiede una divisione. Una regola di breve termine che raccoglie 660 operazioni al mese accumula in un mese più osservazioni di una regola di più giorni in dieci anni. Non ne deriva la superiorità di nessuna delle due: ne deriva che le affermazioni sul risultato hanno uno stato completamente diverso dopo lo stesso periodo. La frase «la regola funziona, l'ho verificata per un anno» significa una cosa con seicento operazioni e un'altra con sessanta.

Perché sessanta operazioni possono contenere meno osservazioni indipendenti

Il calcolo precedente presume risultati indipendenti, un'ipotesi che in una regola di più giorni può essere violata in modo difficile da ignorare. I segnali non si distribuiscono uniformemente: compaiono nelle condizioni in cui la regola funziona, e tali condizioni persistono per settimane. Più operazioni successive possono quindi essere effettuate all'interno dello stesso movimento del prezzo e, se si negoziano più coppie, anche su strumenti che si muovono insieme.

Calcolo: dimensione campionaria effettiva con raggruppamento.

Ipotesi. Le operazioni formano gruppi di dimensione media m = 3 e la correlazione dei risultati all'interno di un gruppo è ρ = 0,5. Entrambe le cifre sono valori illustrativi adottati per mostrare l'ordine di grandezza; i propri vanno stimati dai registri, non presunti.

Fattore di inflazione della varianza. Si usa la formula la cui derivazione e variante per gruppi più piccoli è illustrata nell'articolo 8.2: 1 + (m − 1) × ρ = 1 + 2 × 0,5 = 2,0.

Numero effettivo di osservazioni. N_eff = 60 / 2,0 = 30.

Errore standard. SE = 111,94 / √30 = 111,94 / 5,477 = 20,44 pip, ossia il quarantuno per cento in più rispetto all'ipotesi di indipendenza.

Intervallo. Semiampiezza 1,96 × 20,44 = 40,1 pip, quasi il doppio del valore atteso.

Raggruppamento e correlazione si stimano dai dati. Prima di raccogliere un campione si possono stabilire scenari di dipendenza per pianificare l'incertezza; non sono misurazioni. I timestamp aiutano a identificare le posizioni che hanno attraversato eventi comuni.

Risultato e interpretazione. Sessanta operazioni effettuate in una dozzina di situazioni di mercato distinte o poco più non sono sessanta osservazioni indipendenti. Con queste ipotesi corrispondono a circa trenta, ed è questa la cifra da inserire nel calcolo dell'incertezza. Avvertenze: la formula presume gruppi di uguale dimensione e la stessa correlazione al loro interno; con gruppi fortemente disuguali sono più adatti metodi robusti all'autocorrelazione o un bootstrap a blocchi.

Affiancare i due calcoli porta a una conclusione sul modo di tenere il registro, non sulla regola. A cinque operazioni al mese, ogni singola osservazione pesa così tanto nella stima che ometterla o registrarla male cambia visibilmente il risultato. I campi senza i quali non si può ripetere il calcolo sono i timestamp di apertura e chiusura, entrambi i prezzi di esecuzione, entrambe le distanze fissate nella regola e il numero di giorni di finanziamento ponderati con l'adeguamento effettivamente applicato. Gli ulteriori campi da includere nel registro sono elencati nell'articolo 8.1.

Nel modello a due punti, la deviazione standard è stata calcolata senza dati, da W, L e p ipotizzati. Anche altre distribuzioni specificate possono essere calcolate senza un campione empirico. La distribuzione effettiva comprende uscite aggiuntive e può contenere osservazioni estreme; un'approssimazione normale della media non descrive la forma delle singole perdite.

Cambiare un parametro crea una nuova versione della regola e richiede di identificare i dati usati per selezionarla. Lo storico della versione precedente conserva valore diagnostico, ma non diventa una conferma indipendente della modifica. Quando nuove operazioni si accumulano lentamente, sono importanti un registro delle varianti e un piano per i dati di controllo.

Un intervallo per la media non è un intervallo di perdita

Per il modello con p = 45 %, esiti netti di +144 e −81 e N = 60 osservazioni indipendenti, la deviazione standard è 111,936087 pip e SE = 14,450887. L'approssimazione normale della media è 20,25 ± 28,32, ossia [−8,07; 48,57]. Non è né l'intervallo degli esiti possibili per un'operazione né la probabilità che il «risultato vero» sia nell'intervallo. Con osservazioni dipendenti, l'approssimazione richiede una diversa stima dell'errore.

Questo intervallo è un calcolo di scenario attorno a una media stabilita. Nell'analisi dei dati, il suo centro sarebbe la media campionaria e occorrerebbe stimare la volatilità o giustificare esplicitamente il modello. L'interpretazione frequentista riguarda la procedura: su campioni ripetuti che soddisfano le ipotesi, una proporzione specificata di intervalli include il parametro. Non assegna alla media vera una distribuzione di probabilità dopo aver osservato un solo intervallo.

Un intervallo per la media e la distribuzione di una perdita rispondono a domande diverse. Un intervallo stretto può descrivere bene la media di una regola con esiti individuali molto dispersi. Non è un limite alla perdita né prova che le rare esecuzioni nei gap siano piccole. Questa lezione mostra l'incertezza della media; le misure di capitale e drawdown restano nella sezione 9.

9. Che cosa non dice questo calcolo

Il calcolo del costo di mantenimento è lo strumento principale di questo articolo, perciò occorre indicare con particolare precisione dove termina il suo ambito. Le limitazioni seguenti non sono avvertenze in caratteri piccoli: ognuna cambia ciò che si può dedurre dal calcolo.

Il numero di giorni di finanziamento ponderati è un risultato della regola, non un parametro

Tutti i calcoli precedenti trattano il numero di giorni come dato in anticipo. In realtà è determinato dal momento di chiusura della posizione, che dipende da quando il prezzo raggiunge uno dei livelli, cioè da qualcosa di ignoto all'apertura. Gli otto giorni della sezione 3 sono quindi uno scenario condizionale, non una previsione, e il 4,0 % dell'obiettivo che ne deriva va letto in questo modo.

Uno scenario o un limite temporale si può specificare in anticipo, confermando gli addebiti effettivi dopo la chiusura. Anche lo spread di uscita e l'esecuzione sono ignoti all'ingresso. Una scadenza pianificata limita il modello di finanziamento nelle condizioni stabilite; non offre un limite superiore incondizionato ai costi.

Le operazioni vincenti e perdenti non hanno lo stesso numero di giorni

Il costo di guadagni e perdite può differire perché l'ora di chiusura dipende dal percorso del prezzo. Uno stop più vicino non dimostra, da solo, che le perdite termineranno prima. La direzione e l'entità di questa differenza vanno stimate; di seguito ipotizziamo uno scenario.

Si può calcolare l'entità di questo onere. Supponiamo che un'operazione vincente attraversi dodici giorni di finanziamento ponderati e una perdente quattro: valori illustrativi. Il costo del lato vincente è quindi 2,00 + 12 × 0,50 = 8,00 pip, quello del lato perdente 2,00 + 4 × 0,50 = 4,00 pip. Il valore atteso con un tasso di successo del 45 % è 0,45 × (150 − 8,00) − 0,55 × (75 + 4,00) = 0,45 × 142,00 − 0,55 × 79,00 = 63,90 − 43,45 = +20,45 pip, contro +20,25 pip con costo uniforme. Il tasso di successo di pareggio è 79,00 ÷ (142,00 + 79,00) = 79,00 ÷ 221,00 = 35,7%, contro il 36,0 %.

In questo esempio la differenza è inferiore a tre decimi di punto percentuale e non cambia il segno di alcuna conclusione. Vale comunque la pena calcolarla, perché la direzione della semplificazione non è ovvia in questa costruzione: il costo uniforme sovrastima la soglia anziché sottostimarla. Con rapporti diversi tra le due distanze e un altro tasso giornaliero può accadere il contrario; inserire le proprie cifre è quindi l'unico modo per verificare.

Il tasso giornaliero è un parametro su cui la regola non influisce

Il tasso di −0,50 pip è illustrativo. I tassi effettivi possono cambiare nel tempo secondo le condizioni contrattuali. La ricostruzione richiede uno storico di letture e addebiti, non l'applicazione retroattiva delle specifiche odierne.

Una grandezza di questo tipo non si può eliminare dal calcolo né sostituire con una costante. Si può invece determinare la soglia alla quale la regola perde senso aritmetico con l'orizzonte ipotizzato e annotarla in anticipo, come nella tabella limite della sezione 4. La differenza tra i due approcci è quella tra un calcolo invalidabile e uno interpretabile arbitrariamente a posteriori.

La raccomandazione resta vuota finché non si calcola il limite; di seguito viene quindi calcolato per i parametri principali di questo articolo.

Calcolo: tasso giornaliero al quale la regola smette di essere aritmeticamente sostenibile.

Ipotesi. I parametri principali dell'articolo: W = 150 pip, L = 75 pip, C_ent = 2,00 pip, otto giorni di finanziamento ponderati, tasso di successo p = 45 %: un valore ipotizzato, lo stesso della sezione 3, che non descrive alcuna regola effettiva. Si cerca il tasso giornaliero r al quale il valore atteso scende esattamente a zero. Valori illustrativi.

Calcolo: costo totale ammissibile. E = 0,45 × 150 − 0,55 × 75 − C = 67,50 − 41,25 − C = 26,25 − C. Uguagliandolo a zero si ottiene C = 26,25 pip.

Calcolo: costo di mantenimento ammissibile. C_hold = 26,25 − 2,00 = 24,25 pip nell'arco di otto giorni di finanziamento ponderati.

Calcolo: il tasso limite. r = 24,25 ÷ 8 = 3,03 pip di costo per giorno di finanziamento ponderato, oltre sei volte il tasso di −0,50 pip ipotizzato nel calcolo principale.

Verifica per una seconda via. Con C = 26,25 pip, il tasso di successo di pareggio è (75 + 26,25) ÷ 225 = 101,25 ÷ 225 = 0,45000, ossia esattamente 45,0% — quanto il tasso di successo ipotizzato. Entrambe le vie per determinare il limite danno la stessa cifra.

Calcolo: una seconda forma dello stesso criterio. A un tasso invariato di −0,50 pip, lo stesso limite si trova a (26,25 − 2,00) ÷ 0,50 = 48,5 giorni di finanziamento ponderati, ossia un mantenimento dell'ordine di sette settimane.

Momento di disponibilità ed esecuzione. W, L e C_ent provengono dalla regola scritta e dalle condizioni del conto, quindi il limite può essere calcolato e annotato prima del primo ordine. Il tasso giornaliero è invece una lettura delle specifiche del giorno interessato e può cambiare durante il mantenimento: il criterio va quindi verificato a ogni lettura, non una volta sola. Il tasso di successo entra nel calcolo come grandezza ipotizzata e, con qualsiasi altro tasso ipotizzato, il limite si trova altrove.

Il risultato e ciò che non ne deriva. Con questi parametri il margine è ampio: il tasso dovrebbe aumentare di oltre sei volte per invalidare il calcolo, e la riga peggiore della tabella di sensibilità nella sezione 4, cioè un tasso di −1,50 pip, dà C = 14,00 pip e un valore atteso ancora positivo di +12,25 pip. Non ne deriva che il limite sia sempre lontano. Ne deriva come calcolarlo e che il risultato di quella divisione va annotato insieme alla regola prima di aprire la prima posizione. Avvertenze: il limite dipende dal tasso di successo ipotizzato tanto quanto dal tasso di finanziamento; con un successo del 38 % anziché del 45 %, il costo totale ammissibile è 0,38 × 150 − 0,62 × 75 = 57,00 − 46,50 = 10,50 pip, quindi il tasso limite scende a (10,50 − 2,00) ÷ 8 = 1,06 pip al giorno. Il calcolo determina il limite con un orizzonte ipotizzato di otto giorni e dà un'altra cifra con un orizzonte diverso; anche il tasso di successo del 45 % è ipotizzato, non misurato, quindi il limite è altrettanto condizionale.

La soglia è una condizione necessaria, non una prova di vantaggio

Superare la soglia significa che il valore atteso nelle ipotesi adottate è positivo. Non significa che la regola abbia un vantaggio. Se ne può parlare solo dopo aver stimato un valore atteso positivo al netto di tutti i costi su un campione esplicito, con la relativa incertezza, e averlo confermato fuori dai dati su cui la regola è stata costruita. A cinque operazioni al mese, questa condizione è particolarmente onerosa in termini di tempo: il calcolo della sezione 8 mostra quanti anni richieda. La procedura che lo determina è descritta nell'articolo 8.9.

La formula non contiene informazioni sulla forma della distribuzione

Due regole con identico tasso di successo di pareggio e identico valore atteso possono avere percorsi radicalmente diversi: sequenze perdenti di diversa lunghezza, un'altra quota delle operazioni maggiori nel risultato complessivo, un'altra asimmetria. La formula p* = (L + C) / (W + L) contiene tre medie e nient'altro. La probabilità di una sequenza perdente e l'influenza di singole osservazioni sul risultato complessivo sono calcolate nell'articolo 8.2, mentre le distribuzioni caratteristiche di specifiche famiglie di logica di ingresso sono trattate nell'articolo 8.7.

Gli esiti dei gap si possono incorporare nella perdita media e nella distribuzione. Il limite del modello semplice deriva dall'uso di un L fisso anziché delle perdite effettive, non dall'impossibilità di incorporare osservazioni estreme in qualsiasi calcolo.

Dai pip alla valuta del conto e oltre

La conversione nella valuta del conto richiede il valore del pip e il cambio appropriato. Qui il calcolo in pip è indipendente dal volume con finanziamento e costi lineari; una commissione minima può interrompere questa relazione. Il dimensionamento delle posizioni resta nella sezione 9.

Il calcolo non risponde neppure alla domanda se una regola di più giorni sia praticabile con le ore e la modalità di lavoro disponibili. È una verifica di esclusione e viene risolta nell'articolo 8.10. Infine non dice nulla su come reagire al percorso di una posizione mantenuta per più giorni: le reazioni al percorso del risultato appartengono alla sezione 10 e non entrano in alcuna formula di questo testo.

Il nome di uno stile non dice se la sua regola sia più facile o sicura. Oltre ai costi e al ritmo di raccolta del campione, un orizzonte più lungo cambia l'esposizione agli eventi e alle discontinuità del prezzo. La sezione 9 sviluppa le misure di rischio e il dimensionamento delle posizioni.

Quando leggere le specifiche non basta più

A ogni lettura registra strumento, direzione, unità, valore, ora del server con relativo scostamento UTC e calendario dei pesi. Conserva la data di verifica della fonte e la lettura stessa: la documentazione odierna descrive il metodo, non il tasso della settimana scorsa. I controlli successivi riguardano variazioni del tasso, rollover successivo compreso e chiusura: in quei punti confronta il piano con l'addebito effettivo. Si documenta una regola, non una tabella universale di tassi.

10. Esercizio di autoverifica e passi successivi

La prova di questo articolo consiste nel calcolare il costo di mantenimento di una posizione con parametri diversi da quelli del testo. Seguono dati e soluzione guidata; dopo averli elaborati, si può ripetere la stessa sequenza con valori letti nelle specifiche del proprio strumento.

Esercizio.

La regola ipotizza un obiettivo di 90 pip e un'uscita protettiva di 45 pip, entrambi misurati su una base comune di prezzo di riferimento prima dei costi. Parametri di costo: valori illustrativi: spread di 0,80 pip, commissione di apertura e chiusura di 0,50 pip, slippage di ingresso di 0,40 pip, slippage di uscita di 0,80 pip e adeguamento di −0,80 pip per giorno di finanziamento ponderato. Il calendario è quello della sezione 2: rollover alle 00:00 del server nelle notti che terminano dal martedì al sabato, con addebito triplo nella notte tra mercoledì e giovedì. La posizione apre il giovedì mattina e chiude il mercoledì pomeriggio della settimana successiva.

  1. Calcola il numero di notti di calendario, di istanti di rollover e di giorni di finanziamento ponderati. Spiega la divergenza tra la prima e la terza cifra.
  2. Calcola il costo di ingresso e uscita, quello di mantenimento e il costo totale.
  3. Calcola il costo come percentuale dell'obiettivo.
  4. Calcola il tasso di successo di pareggio senza costi e con costi, e la differenza in punti percentuali.
  5. Verifica come cambia il risultato se la posizione viene aperta un giorno prima, il mercoledì mattina, mantenendo invariato il momento di chiusura.
  6. Calcola la variante con un adeguamento di +0,45 pip al giorno anziché −0,80 pip.
  7. Determina il segno del valore atteso a un tasso di successo del 40 % prima di calcolarlo, poi calcolalo.
  8. Converti il tasso dalla convenzione usata nelle tue specifiche. Verifica se ciascuna delle tre indicazioni dà lo stesso valore di −0,80 pip al giorno: −8,0 punti dello strumento, −8,00 USD al giorno per lotto standard e −2,69 % annuo del valore nozionale. Lo strumento è quotato a cinque decimali, il valore del pip è 10,00 USD, il cambio è 1,0840 e la base annua è di 365 giorni. Calcola anche le risposte alle domande 3 e 4 dopo aver letto erroneamente la prima cifra come −8,0 pip anziché punti.
Soluzione guidata.

1. Calendario. Dal giovedì mattina al mercoledì della settimana successiva ci sono sei notti. Nel calendario stabilito, la posizione comprende quattro rollover singoli: venerdì, sabato, martedì e mercoledì alle 00:00, quindi D = 4. Non comprende il peso 3 della notte tra mercoledì e giovedì. La scorciatoia del modello dà 6 − 2 × 1 + 2 × 0 = 4. Non è un pagamento effettuato da qualcun altro.

2. Costo. C_ent = 0,80 + 0,50 + 0,40 + 0,80 = 2,50 pip. C_hold = 4 × 0,80 = 3,20 pip. C = 2,50 + 3,20 = 5,70 pip.

3. Costo rispetto all'obiettivo. C / W = 5,70 ÷ 90 = 0,0633 = 6,3 % dell'obiettivo. Per conservare novanta pip netti, il prezzo deve percorrere 95,70 pip.

4. Tasso di successo di pareggio. Senza costi: p* = L / (W + L) = 45 ÷ 135 = 0,3333 = 33,3%. Con costi: p* = (45 + 5,70) ÷ 135 = 50,70 ÷ 135 = 0,3756 = 37,6%. Differenza: +4,2 punti percentuali, coerente con C / (W + L) = 5,70 ÷ 135 = 0,0422.

5. Apertura un giorno prima. Una posizione aperta il mercoledì mattina comprende anche la notte tra mercoledì e giovedì, l'evento di addebito triplo. Notti di calendario: 7. Eventi di rollover: 5, di cui uno triplo. Giorni di finanziamento ponderati: 4 × 1 + 1 × 3 = 7, ora uguali al numero di notti perché B = 1 e Q = 1. C_hold = 7 × 0,80 = 5,60 pip, C = 2,50 + 5,60 = 8,10 pip, C/W = 9,0 % dell'obiettivo, p* = (45 + 8,10) ÷ 135 = 53,10 ÷ 135 = 39,3%. Aprire un giorno prima aggiunge tre giorni di finanziamento ponderati, 2,40 pip di costo e 1,8 punti percentuali alla soglia, perché 2,40 ÷ 135 = 0,0178.

6. Finanziamento positivo. F = 4 × (+0,45) = +1,80 pip. C = 2,50 − 1,80 = 0,70 pip. C/W = 0,70 ÷ 90 = 0,8 % dell'obiettivo. p* = (45 + 0,70) ÷ 135 = 45,70 ÷ 135 = 33,9%, 3,7 punti percentuali sotto la variante con finanziamento negativo.

7. Valore atteso. Il segno si può determinare prima del calcolo: il tasso di successo ipotizzato del 40 % supera la soglia del 37,6 %, quindi il valore atteso deve essere positivo. Il calcolo lo conferma: E = 0,40 × 90 − 0,60 × 45 − 5,70 = 36,00 − 27,00 − 5,70 = +3,30 pip per operazione. Il margine è però stretto: nella variante del punto 5, con una soglia del 39,3 %, lo stesso tasso di successo dà E = 36,00 − 27,00 − 8,10 = +0,90 pip.

8. Unità del tasso. −8,0 punti / 10 punti per pip = −0,80 pip. Anche −8,00 USD / 10 USD per pip dà −0,80 pip. Un tasso annuo del −2,69 % su un nozionale di 108.400 USD, con una base di 365 giorni, dà −7,98893 USD giornalieri, ossia −0,79889 pip. Dopo l'arrotondamento, i risultati sono vicini. Un errore di dieci volte si verifica quando −8,0 punti vengono letti erroneamente come −8,0 pip: C = 2,50 + 4 × 8 = 34,50 pip, C/W = 38,3 % e p* = 58,9 %. Leggere −8 USD come −8 punti nelle unità indicate non dà 8 pip.

Verifica. La soglia con costo positivo supera quella senza costi, mentre un costo negativo la abbassa. In nessuna variante i costi superano l'obiettivo. Il segno del valore atteso concorda con la posizione del tasso di successo rispetto alla soglia. I giorni di finanziamento ponderati della domanda 5 uguagliano le notti perché B = Q; nella domanda 1 sono esattamente due in meno perché B supera Q di uno. Le tre convenzioni della domanda 8 danno lo stesso tasso giornaliero, mentre la variante con la convenzione errata sposta la soglia di 21,3 punti percentuali, non di una frazione di punto. Tutte le grandezze sono in pip; la conversione nella valuta del conto richiederebbe il valore del pip e non è stata eseguita, salvo la conversione delle convenzioni nella domanda 8, che lo richiede per definizione.

Come proseguire con questo calcolo

Il calcolo richiede costi di apertura e chiusura, tassi successivi, pesi e istanti dei rollover compresi. Alcuni dati si leggono prima della decisione; esecuzioni e addebiti successivi vengono confermati dai registri. Un test che osserva segnali senza inviare ordini reali non misura lo slippage effettivo. L'articolo 8.9 distingue le modalità di test sui dati in arrivo.

Le informazioni disponibili prima della decisione comprendono la quotazione corrente, la commissione pubblicata, il tasso di finanziamento con la sua unità e il calendario noto dei pesi. Non promettono le stesse condizioni all'uscita successiva. Il periodo di mantenimento pianificato permette uno scenario per D; gli eventi effettivamente compresi dipendono da quando e in quali quote la posizione viene chiusa.

Dopo l'esecuzione sono disponibili prezzi e orari delle esecuzioni e gli addebiti di finanziamento. Lo slippage va misurato rispetto a un prezzo atteso chiaramente specificato, conservandone il segno. Un registro prospettico senza ordini può valutare la disponibilità dei segnali, ma non produrre slippage reale osservato. Questo elenco di componenti completa il calendario della sezione 2: il calendario determina gli addebiti, mentre l'elenco riconcilia il risultato netto completo.

Il costo come quota dell'obiettivo ne mostra la scala, ma non determina da solo se i costi decidano il risultato. Anche una piccola percentuale dell'obiettivo può assorbire una parte rilevante di un valore atteso ridotto. Con un mantenimento più lungo, confronta il finanziamento con l'intero risultato di prezzo e la sua incertezza.

L'articolo successivo confronta finanziamento e variazioni del cambio su un periodo di mantenimento più lungo. Lo swap è una componente separata del risultato anche per una posizione breve: l'orizzonte ne cambia la somma, non la natura. Nell'articolo 8.6 calcoliamo anche il carry positivo e il rischio che un movimento avverso del cambio superi gli accrediti accumulati.

FAQ — domande frequenti

A quante notti corrispondono quanti addebiti?

Non esiste un'uguaglianza generale. Somma i pesi dei rollover compresi: D = Σ dⱼ. Nel calendario illustrato senza festività, la scorciatoia è notti − 2B + 2Q; per uguagliare le notti occorre B = Q. Una notte che comprende un peso di 3 dà tre giorni, mentre tre notti del fine settimana in un'altra finestra possono darne uno. Festività e altri moltiplicatori richiedono di sommare nuovamente i pesi.

Un'uscita temporale migliora il risultato della regola perché riduce i costi?

Nel modello, i soli costi scendono da 9 a 6 pip. Non dimostra una performance migliore, perché un'uscita temporale crea esiti di prezzo aggiuntivi. Le soglie del 37,3 % e del 36,0 % riguardano un modello ausiliario con due distanze invariate, non la regola completa con stop temporale. Il limite D = 10 dà un budget di swap di 5 pip soltanto a tasso costante e con chiusura eseguita all'ora stabilita.

Un'uscita difensiva posta a 75 pip limita la perdita a 75 pip?

No. Uno stop ordinario specifica una condizione di attivazione, non un'esecuzione garantita. L'illustrazione ipotizza un'esecuzione a 1,06980, una perdita di prezzo di 142 pip e una differenza di 67 pip dallo stop. Le regole o garanzie di esecuzione specifiche vanno verificate nelle condizioni contrattuali; appartengono alla sezione 11.

Un ordine pendente lasciato durante una pausa apre una posizione con i parametri specificati?

Non necessariamente. Con l'esecuzione ipotizzata a 1,07030, lo stop a 1,06900 dista 13 pip. Se l'obiettivo originario resta a 1,09150, la sua distanza aumenta a 212 pip anziché restare a 150. La procedura per conservare o ricalcolare i livelli va specificata prima. Un ingresso migliore da solo non conferma né il tasso di successo né un vantaggio.

Da dove provengono gli input di questo calcolo?

Dalle specifiche dello strumento del tuo broker e dai tuoi registri. Le specifiche forniscono gli adeguamenti giornalieri lunghi e corti, il giorno dell'addebito triplo, l'ora del rollover secondo il server e lo scostamento UTC del server. I tuoi registri forniscono lo slippage ai due estremi, che nessuna specifica indica. Una tabella di punti swap copiata dal confronto di qualcun altro descrive condizioni di un altro broker e di un'altra data, quindi non è adatta a questo calcolo.

I punti swap positivi possono coprire il costo di ingresso?

Possono coprire i costi di apertura e chiusura dopo che gli accrediti si sono accumulati. D = 8 a +0,30 dà 2,40 pip contro costi di 2,00, un saldo di +0,40 prima del movimento del cambio. Non è né un risultato positivo all'apertura né prova di vantaggio; il prezzo e i tassi successivi possono cambiarlo.

Fonti e bibliografia

  1. La parità coperta dei tassi d'interesse perduta: comprendere la base tra valute. Mercato all'ingrosso: la domanda di copertura e i vincoli di bilancio sono associati a scostamenti dalla parità. Non identifica un tasso swap al dettaglio. Ambito della verifica: estratti delle sezioni interpretative e della conclusione; non si dichiara di aver letto l'intera pubblicazione. Accesso verificato: 5 ottobre 2026.
  2. MetaTrader 5 — Osservazione del mercato: specifiche. Tipo di swap, tassi lunghi e corti, moltiplicatori per giorno della settimana e unità. Ambito della verifica: la sezione delle specifiche nella documentazione è stata letta e verificata il 5 ottobre 2026. Accesso verificato: 5 ottobre 2026.
  3. MetaTrader 5 — Impostazioni dei grafici. Lati del prezzo e visualizzazione della linea lettera, usati per distinguere il grafico dall'attivazione. Ambito della verifica: è stata letta la pagina della documentazione; non sono state esaminate sistematicamente le offerte dei broker. Accesso verificato: 5 ottobre 2026.
  4. L'episodio repentino della sterlina del 7 ottobre 2016. Un episodio documentato del mercato all'ingrosso e l'interazione dei fattori che vi hanno contribuito; non una distribuzione delle esecuzioni al dettaglio. Ambito della verifica: la pagina della pubblicazione e un estratto del rapporto, non uno studio completo della microstruttura. Accesso verificato: 5 ottobre 2026.
  5. MetaTrader 5 — Principi di base della negoziazione. Acquisto alla lettera, vendita al denaro e lati di attivazione SL/TP per posizioni lunghe e corte. Non garantisce un'esecuzione alla quotazione. Ambito della verifica: sono state lette le sezioni sui principi di base e sull'attivazione. Accesso verificato: 5 ottobre 2026.

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Jarosław Wasiński

Caporedattore, ForexMechanics.com • Analista macro e FX

Analista indipendente e professionista con oltre 20 anni di esperienza nei mercati finanziari. Attivo nel Forex dal 2004, con un focus sull'analisi fondamentale, la struttura del mercato OTC e la gestione disciplinata del rischio di capitale.

  • Fondatore e caporedattore di MyBank.pl, che offre formazione finanziaria affidabile dal 2004.
  • Autore di centinaia di commenti di mercato approfonditi, analisi strutturali e materiali didattici per trader e investitori.
  • Sostenitore della trasparenza del mercato, promuovendo una formazione basata su dati concreti e report istituzionali (BIS, ESMA, CFTC).

Tutti i contenuti hanno carattere esclusivamente didattico e informativo – non costituiscono consulenza di investimento né alcuna raccomandazione. Ricorda: il trading con leva (Forex/CFD) comporta un elevato rischio di rapida perdita del capitale.