Qualità dell’esecuzione: slippage, requote e best execution
Il prezzo visualizzato sulla piattaforma può differire dal prezzo di esecuzione del tuo ordine. Contano anche la commissione, lo spread al momento dell’operazione, il tempo di risposta e il fatto che l’ordine venga effettivamente eseguito. Anche piccole differenze possono cambiare il risultato di una strategia, soprattutto se l’obiettivo è di pochi pip. Questo articolo spiega come registrare gli ordini di un conto reale, calcolare lo slippage favorevole e sfavorevole e confrontare i risultati in condizioni simili. Un diario di esempio e un calcolo annuale aiutano a trasformare queste osservazioni in costi senza trarre conclusioni premature sulla causa di una singola esecuzione.

- La qualità dell’esecuzione è un costo nascosto di negoziazione: lo spread del listino è solo l’inizio. Slippage, requote e rifiuti possono raddoppiare il costo reale di un’operazione
- Lo slippage può essere asimmetrico: la distribuzione si descrive con tre quote: positiva, nulla e negativa. Se lo slippage negativo prevale su un campione ampio, controlla prima le condizioni di negoziazione, gli orari e il tuo flusso. Dalla distribuzione non si deduce il modello di esecuzione: è il tema del seguente articolo 12.2
- Requote e rifiuti erodono il vantaggio in due modi diversi: un rifiuto elimina l’ingresso, un requote lo peggiora. Cinque requote durante gli NFP di solito non sono cinque ingressi persi, ma un ingresso a un prezzo nettamente peggiore e un R:R calcolato prima della pubblicazione che non è più valido. Per questo tasso di esecuzione, tasso di requote e tasso di rifiuto si contano separatamente
- La demo non serve a valutare l’esecuzione, ma a imparare la piattaforma, la logica del sistema e i propri errori operativi: perché il modello di esecuzione di un conto demo è stabilito dal broker, non da uno standard obbligatorio. Alcune imprese dichiarano che le condizioni demo corrispondono a quelle reali; altrove la simulazione attenua le asperità dell’esecuzione. Solo il denaro reale produce numeri significativi
- La strategia di esecuzione degli ordini è obbligatoria, ma appartiene a una specifica società – MiFID II richiede la best execution all’entità giuridica indicata nel contratto, non al marchio. La relazione annuale RTS 28 non è più obbligatoria in ogni Stato membro che abbia completato il recepimento, e lì la sua assenza non è più un segnale d’allarme. Nei cinque Stati UE che non avevano notificato misure di recepimento, l’obbligo potrebbe essere ancora in vigore
- Misura l’esecuzione con i numeri: un diario con sedici campi per ordine, un campione raccolto finché mediana e tre quote smettono di oscillare, mediana e percentili dello slippage, tasso di esecuzione. Infine usa lo slippage medio con segno per il costo annuo e la mediana per descrivere un’esecuzione tipica, affiancandoli al costo di spread e commissione
1. Perché la qualità dell’esecuzione decide il risultato
Una strategia nel backtest genera 1,4 pip per operazione, calcolati rispetto allo spread di listino di 0,2 pip. Sul conto reale lo spread risulta di 0,8 pip, lo slippage medio è di −0,3 pip per esecuzione e il 12% degli ordini non si concretizza affatto quando aumenta la volatilità. La qualità dell’esecuzione, ossia tempo di elaborazione dell’ordine, prezzo e probabilità di esecuzione, è una componente diretta del costo di ogni operazione, reale quanto una commissione o uno swap. Il settore usa un termine: execution alpha, la differenza tra il risultato ipotizzato e quello effettivamente ottenuto, dovuta alla sola esecuzione. Per un cliente retail comprende voci che agiscono prevalentemente in una direzione: spread più ampio di quello pubblicizzato, slippage in entrata e in uscita, ingressi persi. Da qui l’osservazione che nella pratica retail l’execution alpha risulta di solito negativo, e va letto proprio così: come un’osservazione editoriale, non un parametro del prodotto. Non vi sono dietro un’entità nominata, un conto o un periodo di misurazione, e non ho trovato dati pubblici comparabili per l’intero mercato retail. Se risulti negativo per te, e di quanto, lo stabilisce la tua misurazione del paragrafo 6. Anche il divario tra backtest e conto reale non è raro: si presenta regolarmente quando qualcuno testa su una demo idealizzata e poi trasferisce la strategia sul reale senza misurare l’esecuzione.
Ipotesi: EUR/USD, 0,10 lotti, entrata e uscita con ordini a mercato, vantaggio nel backtest di 1,4 pip per operazione calcolato con uno spread di 0,2 pip.
Spread oltre l’ipotesi del backtest: 0,8 − 0,2 = 0,6 pip per operazione (lo spread si paga una volta per ogni coppia entrata–uscita).
Slippage: 0,3 pip × 2 esecuzioni = 0,6 pip per operazione.
Vantaggio dopo i costi di esecuzione: 1,4 − 0,6 − 0,6 = 0,2 pip per operazione.
I rifiuti si contano separatamente perché non riducono il vantaggio per operazione, ma il numero di operazioni. Su 100 segnali ne vengono eseguiti 88, quindi il risultato annuo è 0,2 × 88 = 17,6 pip anziché 1,4 × 100 = 140 pip. Moltiplicare il vantaggio per (1 − tasso di rifiuto) è un errore di categoria e produce un numero diverso dal conteggio delle opportunità perse.
Per uno swing trader con un obiettivo di 80 pip, 0,3 pip di slippage sono rumore. Per uno scalper con un obiettivo di 3 pip è il 10% del profitto ceduto in partenza. La qualità dell’esecuzione non è ugualmente importante per ogni stile operativo, ma è misurabile per tutti. E per ogni stile esiste una soglia sotto la quale la strategia smette di funzionare.
Tre elementi del costo di esecuzione invisibili in un listino:
- Slippage: differenza tra prezzo richiesto e prezzo di esecuzione. Può essere positivo (a tuo favore) o negativo (a tuo sfavore)
- Requote e rifiuti: il broker rifiuta di eseguire al prezzo richiesto. Perdi l’ingresso e devi inviare nuovamente l’ordine a un prezzo peggiore
- Ampliamento dello spread: lo spread si amplia con la volatilità, al rollover e all’apertura della sessione. Lo spread pubblicizzato è un minimo, non la norma
Ogni elemento è misurabile, ma lo storico delle posizioni chiuse non contiene sempre tutti i dati necessari. Una demo può simulare slippage e rifiuti, ma non può stabilire come si comportino su un conto reale. La misurazione richiede registri di prezzi, richieste e risposte; il broker potrebbe non fornire un rapporto già pronto sui costi di esecuzione. Gli strumenti utili sono descritti nel paragrafo 6, insieme ai limiti da verificare prima di usarli.
2. Slippage: cos’è e perché può essere asimmetrico
Lo slippage è la differenza tra il prezzo al quale hai inviato un ordine e quello al quale è stato eseguito. Fai clic su Compra a 1,08420 e l’esecuzione arriva a 1,08425: sono 0,5 pip di slippage negativo. Fai clic su Compra a 1,08420 e l’esecuzione arriva a 1,08415: sono 0,5 pip di slippage positivo, a tuo favore.
Su un mercato reale lo slippage può verificarsi quando i prezzi cambiano tra l’invio e l’esecuzione dell’ordine. La durata dipende da conto, infrastruttura e condizioni, quindi non esiste un valore universale in millisecondi. Le differenze di prezzo possono essere piccole in un mercato tranquillo e liquido, ma non puoi presumere una distribuzione simmetrica: incidono anche direzione e momento dell’ingresso, dimensione e tipo dell’ordine. Misura lo slippage di entrambi i segni in condizioni comparabili.
Il problema emerge quando la distribuzione dello slippage è spostata. Per accorgersene non basta un numero: servono tre quote e due misure di posizione. Una distribuzione dello slippage si descrive sempre allo stesso modo: percentuale di osservazioni positive, percentuale di zeri, percentuale di osservazioni negative, più mediana, un percentile di coda e la singola osservazione più grande. La quota di zeri viene spesso tralasciata, ma conta: un’elevata quota di esecuzioni esattamente al prezzo richiesto dice qualcosa sul tipo di esecuzione e su come il broker tratta un ordine all’interno della finestra di deviazione, non sull’onestà. Senza quella quota, soglie come «meno del 30% di osservazioni positive» non sono interpretabili, perché non sai da cosa sia composto il restante 70%.
Come si presenta nella pratica una distribuzione del genere con numeri concreti, insieme al protocollo completo per registrare ogni ordine, è mostrato nel paragrafo 7.
La stessa distribuzione spostata può derivare da diversi motivi e nessuno è visibile dal conto di un cliente. Può dipendere dal profilo del tuo flusso: se i tuoi ingressi coincidono sistematicamente con un impulso, compri sopra la mediana del mercato senza l’intervento di nessuno. Può dipendere dal tipo o dalla dimensione dell’ordine, dall’orario in cui operi o dal meccanismo di un fornitore di liquidità più a monte nella catena. Può anche derivare dal modo in cui il broker gestisce la propria esposizione.
Lo slippage aumenta quando la liquidità è scarsa: sessione asiatica, minuti intorno al rollover (17:00 ora di New York, vedi la nota del paragrafo 5), apertura domenicale. Aumenta anche durante la pubblicazione di dati macroeconomici, quando i market maker ritirano le quotazioni e il book si assottiglia. In quei momenti nessun modello di esecuzione protegge dallo slippage: la domanda non è «si è verificato slippage?», ma «come si presenta la distribuzione dell’intero campione separando le finestre di volatilità elevata dalla sessione normale?».
Come leggere i dati sullo slippage di un broker: se dichiara «slippage medio 0,0 pip», verifica se intende la media aritmetica, in cui positivi e negativi si compensano, o la mediana. Una media aritmetica di 0,0 può significare il 40% di osservazioni positive a +0,2 pip e il 60% negative a −0,13 pip. Verifichiamo: 0,40 × (+0,2) + 0,60 × (−0,13) = +0,08 − 0,078 = +0,002 pip, ossia circa zero: è uno zero autentico, non un trucco.
Qui occorre separare due aspetti che vengono continuamente confusi. Asimmetria del valore atteso significa che la distribuzione dello slippage ti sottrae sistematicamente denaro; nell’esempio sopra non è presente. Asimmetria di frequenza significa ricevere più spesso un’esecuzione peggiore, anche se il peggioramento è minore; qui è chiaramente presente: 60% contro 40%. Per strategie il cui risultato dipende dal raggiungimento di un livello specifico, come ingressi limite, stop-loss stretti e breakout da un intervallo ristretto, un piccolo peggioramento più frequente può danneggiare più di quanto suggerisca il valore atteso, perché determina se il livello sia stato raggiunto o meno. Chiedi quindi la distribuzione, non la media, e valuta separatamente i due tipi di asimmetria.
Lo slippage sugli ordini stop-loss e take-profit merita un’attenzione specifica, e i due casi vanno tenuti distinti, perché vengono continuamente trattati come equivalenti pur comportandosi in modo diverso. Una volta toccato il suo livello, uno SL diventa un ordine a mercato e da quel momento è pienamente esposto allo slippage: uno SL a 15 pip dall’ingresso con 2 pip di slippage significa una perdita reale di 17 pip. Un TP si comporta diversamente: nelle strategie di esecuzione di alcune imprese è un ordine limite, eseguito al prezzo specificato dal cliente o a uno migliore: quindi senza slippage negativo, ma con il rischio di non essere eseguito affatto. Presso altre imprese e su altre piattaforme, la documentazione prevede espressamente che un ordine di presa di profitto sia soggetto a slippage. Non è una proprietà del mercato, ma un parametro di uno specifico contratto: cerca la risposta nella strategia di esecuzione degli ordini e nella specifica dello strumento dell’entità con cui hai firmato, non in una regola universale
Calcola la conseguenza sulla geometria della posizione in entrambe le varianti, perché danno risultati diversi. Con un ingresso con stop di 15 pip e obiettivo di 30 pip, il rapporto rendimento/rischio è 2:1 sulla carta. Se lo slippage interessa soltanto lo SL (2 pip), il rapporto reale è 30 / 17 = 1,76:1. Se la strategia della tua impresa ammette slippage anche sul TP, aggiungilo sull’altro lato: con 1 pip si ottiene 29 / 17 = 1,71:1. La terza variante, in cui il TP è un ordine limite e semplicemente non viene eseguito, non realizza l’obiettivo previsto: la posizione resta aperta e l’esito finale dipende dai prezzi successivi e da come viene chiusa. Registra questo caso separatamente come uscita non eseguita. Su mille operazioni ogni variante produce un totale diverso: per questo non devi indovinarla, ma ricavarla dai documenti e verificarla nel tuo diario.
Non tutti i tipi di ordine si comportano allo stesso modo. Un ordine limite funziona diversamente da un ordine stop, e la differenza è asimmetrica. Per definizione un limite non può essere eseguito a un prezzo peggiore di quello indicato: ottieni quel prezzo o uno migliore, oppure l’ordine non viene eseguito e perdi l’ingresso. Un ordine stop, compresi stop-loss e stop d’ingresso, funziona al contrario: una volta toccato il livello diventa un ordine a mercato e il suo slippage non ha un limite superiore. Per questo un limite non eseguito e uno stop eseguito molto lontano sono due costi diversi che non devono mai finire nella stessa colonna: il primo riduce il numero di operazioni, il secondo aumenta la perdita di un’operazione. L’eccezione allo slippage illimitato su un ordine stop è un prodotto contrattuale separato, non una modalità di esecuzione: un ordine stop garantito, in cui, a fronte di un costo, il broker assume il rischio di gap e si impegna contrattualmente a eseguire al livello indicato anche quando il mercato lo salta. Non è un tipo di ordine standard: alcune imprese lo offrono su strumenti selezionati, di solito con proprie condizioni su orari, distanza minima dal prezzo e modalità di addebito del costo. La disponibilità e l’esatta copertura si ricavano dalla specifica dello strumento e dalle condizioni contrattuali, proprio come per il comportamento del take-profit descritto sopra.
Un gap del fine settimana è il caso limite della stessa meccanica. Il mercato chiude venerdì e apre domenica a un livello diverso: tra quei due prezzi non ci sono stati scambi, quindi nemmeno un prezzo a cui eseguire. Uno stop-loss ordinario collocato nel gap viene eseguito al primo prezzo disponibile dopo l’apertura, non al livello inserito. Nessuna modalità di esecuzione lo cambia: non è una caratteristica del broker, ma una discontinuità delle quotazioni. L’unica cosa che cambia l’esito per il cliente è l’ordine stop garantito descritto sopra, se il contratto e la specifica dello strumento lo prevedono e soltanto nella misura stabilita da quei documenti.
Dal mercato: CHF, 15 gennaio 2015. La BNS ha abbandonato il cambio minimo EUR/CHF. Gli stop-loss non erano una garanzia: erano ordini a mercato nel caos. Gli spread svanivano, le quotazioni sparivano, le esecuzioni arrivavano a centinaia di pip di distanza. Presso alcuni broker i conti dei clienti sono scesi sotto zero. FXCM Inc. ha dichiarato in un comunicato del 15 gennaio 2015 che i saldi negativi sui conti dei clienti avevano generato un credito dovuto alla società di circa USD 225 milioni[7]. Quella cifra era un valore preliminare pubblicato il giorno dell’evento e continua a circolare in questa veste ancora oggi, di solito con la precisazione che non era una perdita, ma un importo dovuto dai clienti al broker.
I dati definitivi dicono altro, per questo qui i due numeri sono affiancati. Nel rapporto annuale sul modulo 10-K per l’esercizio 2016, depositato presso la SEC nel marzo 2017, la stessa società compare con un altro nome: il 24 febbraio 2017 FXCM Inc. è stata rinominata Global Brokerage, Inc., ed è questo il nome del soggetto registrato sul frontespizio e nel blocco delle firme del rapporto, datato 17 marzo 2017. Lì Global Brokerage, Inc. ha dichiarato, in una citazione tradotta dalla lingua del documento: «Abbiamo subito perdite da saldi debitori dei clienti per circa $275,1 milioni il 15 gennaio 2015 e al 31 dicembre 2015 avevamo recuperato circa $9,8 milioni, per una perdita netta dopo i recuperi di $265,4 milioni nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2015»[7]. Ossia: USD 275,1 milioni di saldi debitori dei clienti, di cui circa 9,8 milioni recuperati entro fine 2015, mentre i restanti USD 265,4 milioni sono stati dichiarati dalla società come perdita netta per il 2015. L’affermazione «non era una perdita» è falsa alla luce dei dati definitivi: è stata recuperata solo una piccola parte dei saldi negativi dei clienti e il resto ha inciso sul risultato della società. Per coprire quella voragine l’entità, all’epoca ancora FXCM Inc., ha ottenuto un finanziamento di salvataggio.
Alpari (UK) Limited è stata posta nel regime speciale di amministrazione per imprese di investimento il 19 gennaio 2015, come annunciato dalla FCA in un avviso ai clienti[8]; la società è stata successivamente sciolta il 7 settembre 2018 e compare nel registro Companies House con lo stato «Dissolved» (sciolta)[8]. Quanto scritto qui su entrambe le entità è una descrizione storica di eventi del 2015–2018 e non si riferisce ad alcuna entità o marchio attuale; lo stato di entrambe è stato verificato nei documenti fonte il 24 agosto 2026. La conclusione del 15 gennaio 2015 è circoscritta, e tale resta: in un vuoto estremo di liquidità, l’esecuzione smette di essere un ritocco cosmetico della strategia e diventa il principale parametro di rischio. Non è un’affermazione su alcun broker attivo oggi.
3. Requote e rifiuti degli ordini
Un requote si verifica quando il broker rifiuta di eseguire l’ordine al prezzo richiesto e ne propone uno nuovo, di solito peggiore. In modalità Instant Execution un ordine viene eseguito al prezzo richiesto o entro la deviazione massima dichiarata (parametro «deviazione» / «deviazione massima» nella finestra dell’ordine), oppure, se il mercato si è mosso fuori da quella finestra, viene rifiutato o riquotato. Non è una garanzia di prezzo: entro la deviazione impostata ricevi un prezzo diverso senza ulteriore conferma, e anche in questa modalità gli ordini stop e i gap delle quotazioni sono soggetti a slippage. In modalità Market Execution non vi sono formalmente requote, perché non c’è un prezzo da confermare: l’ordine viene eseguito al prezzo disponibile al momento dell’elaborazione, che può essere arbitrariamente lontano da quello richiesto. L’assenza di requote non significa però esecuzione garantita: in entrambe le modalità è possibile un rifiuto per mancanza di liquidità, superamento di un limite di volume o errore di validazione.
Cosa fanno i requote alla geometria della posizione: calcolo con valori illustrativi. Consideriamo un giorno di pubblicazione alle 08:30 ora di New York (ET), convertita nel tuo orario locale per quella data, il dato NFP e un setup completamente definito: ingresso previsto a 1,0840, stop-loss a 1,0830 (10 pip di rischio), take-profit a 1,0870 (30 pip di profitto), quindi R:R di 1:3. L’ordine Instant riceve cinque requote in otto secondi; al sesto tentativo viene eseguito a 1,0862.
Ricalcoliamo cosa è successo ai numeri. Lo stop-loss resta a 1,0830, perché è stabilito dalla struttura del grafico, non dal prezzo d’ingresso: il rischio cresce da 10 a 32 pip (1,0862 − 1,0830). Il take-profit resta a 1,0870, quindi il potenziale si riduce da 30 a 8 pip (1,0870 − 1,0862). Il R:R scende da 1:3 a 8/32 = 1:0,25. Stessa analisi, stesso livello, stesso piano, ma una posizione che non vale la pena aprire. In modalità Market Execution lo stesso trader avrebbe ricevuto un’esecuzione senza requote, ma con slippage corrispondente allo stesso movimento del prezzo. Non sono due costi diversi, ma due forme dello stesso costo: il mercato è scappato prima che l’ordine fosse elaborato.
La conclusione pratica è una e riguarda il comportamento, non il broker: stabilisci in anticipo un limite ai nuovi tentativi: due, per esempio. Il terzo clic dopo un requote è raramente una decisione fondata sul merito, e ogni ulteriore tentativo peggiora la geometria dell’ingresso in un modo invisibile sul grafico a posteriori
La differenza tra requote e rifiuto: un requote propone un nuovo prezzo che il trader può accettare o meno. Un rifiuto è un diniego netto: l’ordine non viene eseguito e non vi è alcuna proposta alternativa. Nella pratica, sulle piattaforme MT4/MT5, entrambi appaiono simili al trader: una finestra con un messaggio e la necessità di fare nuovamente clic.
Quando un requote è normale:
- Durante pubblicazioni di dati macroeconomici (NFP, CPI, decisioni delle banche centrali): la liquidità scompare brevemente, lo spread salta e il prezzo si muove di una dozzina o più di pip in millisecondi
- All’apertura della sessione dopo il fine settimana: un gap di prezzo causa una discontinuità nelle quotazioni
- Su coppie valutarie esotiche con scarsa liquidità, anche in condizioni di mercato normali
Quando un requote è sospetto:
- Su EUR/USD nel pieno della sessione di Londra con volatilità normale: questo strumento ha la liquidità più profonda al mondo
- Solo sugli ordini redditizi: i requote non compaiono quando il prezzo si muove contro di te
- Sempre nella stessa direzione: ogni requote propone un prezzo peggiore, mai migliore
- Su ordini più grandi del solito: il tuo volume abituale passa senza problemi, mentre un volume diverse volte maggiore riceve un requote. Un numero come «5 lotti» è qui un’osservazione editoriale, non una soglia di prodotto: non vi sono dietro un’entità nominata, un conto, uno strumento o un periodo di osservazione, e una soglia in lotti dipende da strumento, ora, tipo di conto ed entità. È misurabile l’effetto: il costo d’ingresso aumenta con la dimensione dell’ordine, che va quindi registrata per ogni osservazione; altrimenti manca un termine di confronto
I requote hanno anche un effetto che non compare in alcuna metrica di esecuzione: dopo tre rifiuti consecutivi, un trader inizia a inseguire il prezzo, invia un ordine a mercato senza limite ed entra con una posizione più grande del previsto per «recuperare» l’ingresso perso. Il costo di quella reazione può superare quello del requote stesso, ma ne è responsabile il trader, non il broker.
4. Tasso di esecuzione e tasso di rifiuto
Queste due metriche vengono spesso descritte come speculari, anche se tra loro si colloca il requote. Per i primi tentativi conclusi di ordini a mercato usa tre esiti reciprocamente esclusivi che sommino al 100%: esecuzione, requote e rifiuto. Conta qui l’esecuzione parziale tra le esecuzioni e riportane separatamente il volume. Ordini limite pendenti, cancellazioni e scadenze hanno stati diversi: non forzarli nei rifiuti, ma definisci per loro una popolazione e un termine di osservazione separati.
- Tasso di esecuzione: percentuale di ordini eseguiti al primo tentativo, indipendentemente dal prezzo
- Tasso di requote: percentuale di ordini a cui il broker ha risposto con una nuova proposta di prezzo; l’ordine non è stato eseguito, ma nemmeno rifiutato
- Tasso di rifiuto: percentuale di ordini rifiutati senza proposta alternativa
Solo questa suddivisione fornisce numeri sommabili e confrontabili tra periodi. Se il tuo strumento riporta un «tasso di esecuzione» senza dire dove abbia conteggiato i requote, non sai cosa stai misurando. Registra nello stesso modo l’insieme su cui conti: le tre percentuali calcolate su tutti gli ordini inviati e su un sottoinsieme scelto, per esempio solo ingressi senza ordini di chiusura, sono due misurazioni diverse e non devono necessariamente dare lo stesso numero. La percentuale di esecuzione calcolata soltanto sugli ordini d’ingresso viene chiamata più avanti tasso di esecuzione degli ingressi.
Sulle soglie assolute. L’articolo non indica deliberatamente un unico valore «corretto» del tasso di esecuzione, perché non esiste separatamente da strumento, ora, tipo e dimensione dell’ordine e condizioni di mercato; non ho inoltre trovato una fonte primaria pubblica che lo pubblichi per il mercato retail in una forma confrontabile tra imprese. Né vi è qui una soglia assoluta per la dimensione del campione, anche se proprio quella soglia viene spesso citata come unica eccezione alla regola precedente. Il numero di esecuzioni a cui le conclusioni diventano credibili dipende dall’ipotesi verificata, dalla dimensione dell’effetto attesa, dal livello di confidenza adottato e dalla potenza del test. L’articolo non ha basi da cui ricavare queste quattro quantità, quindi non ne deduce alcun numero e non le sostituisce con una soglia tonda. La dimensione del campione entra quindi secondo lo stesso criterio di tutto il resto: in modo comparativo. Raccogli finché l’aggiunta di qualche altra decina di esecuzioni non sposta più visibilmente mediana e tre quote; i campioni confrontati devono provenire da condizioni corrispondenti, tenendo conto delle differenze di dimensione: stesso strumento, stessa ora, stesso tipo di ordine e stessa dimensione, sul tuo conto in due periodi diversi oppure presso due imprese. È un criterio pratico, non un test statistico: dice quando smettere di raccogliere dati, non quale rischio di errore assumi.
Separatamente, sul conto demo. Un tasso di esecuzione del 100% viene spesso presentato come una certezza per ogni conto demo. Non lo è: il conto demo è implementato dal broker e non esiste un unico modello obbligatorio di esecuzione vincolante per tutti questi conti. Alcune imprese dichiarano nella documentazione che le condizioni operative demo sono uguali a quelle del conto reale; le guide di piattaforma di alcuni fornitori prevedono espressamente slippage su demo e cancellazione di un ordine non eseguito immediatamente dopo l’invio. Ciò che vale nel tuo caso si stabilisce in due passaggi: leggi la descrizione del conto demo e la guida della piattaforma della tua stessa impresa, poi invii lo stesso ordine su demo e sul reale, con stesso strumento, stessa ora e stessa dimensione, e registri entrambe le esecuzioni nel diario. Nulla di questo cambia minimamente la tesi dell’articolo: la demo non è un test dell’esecuzione reale. Cambia il motivo: non «perché ovunque ci sono 100% e zero slippage», ma perché dall’altra parte nessuno deve accettare l’operazione e il funzionamento della simulazione è una decisione del broker che non conosci finché non la verifichi.
Il paragrafo 9 scompone il meccanismo di questa differenza; per il tasso di esecuzione conta una conseguenza: su demo la percentuale dipende dalla regola seguita dal server demo, mentre sul conto reale dipende dalla disponibilità di una controparte e dalle altre fasi della catena di esecuzione. Sul reale ogni ordine attraversa una catena: validazione → instradamento → abbinamento → conferma. A ogni fase può essere ritardato, rifiutato o eseguito a un prezzo diverso.
Il tasso di esecuzione conta soprattutto per strategie basate su ingressi precisi: breakout, ritorni a un livello, reazioni ai dati macroeconomici. Se la strategia genera 3 segnali al giorno e viene rifiutato 1 ordine d’ingresso su 3, perdi il 33% delle opportunità. Se i rifiuti si concentrano sui segnali con il movimento di prezzo più rapido, la perdita effettiva supera la sola percentuale di rifiuti: non vengono esclusi ingressi casuali, ma quelli con il valore atteso più alto. Verifica quella distribuzione dei rifiuti nel diario; da esso non si possono ricavare le cause nella catena di esecuzione.
Cosa misurare e come:
- Tasso di esecuzione in condizioni normali: calcolalo separatamente per le sessioni senza pubblicazioni di dati. Interpretalo soltanto per confronto con la tua precedente misurazione o con un secondo conto in condizioni identiche
- Tasso di esecuzione durante la volatilità: misuralo separatamente nelle finestre di pubblicazione dei dati (NFP, ECB, FOMC). Un calo in quelle finestre è atteso presso ogni impresa: conta la sua entità rispetto al confronto, non il fatto in sé
- Tasso di requote e tasso di rifiuto separati: stesse finestre, stessa suddivisione. Sommati al tasso di esecuzione devono dare il 100%
- Tempo di esecuzione: mediana e 95º percentile del tempo tra invio e conferma. Riporta entrambi: la sola mediana nasconde la coda
- Ripartizione per strumento: se i rifiuti si concentrano su un simbolo, hai un’osservazione da verificare nella specifica dello strumento e nella strategia di esecuzione degli ordini. Non hai ancora una conclusione sul modello di esecuzione
Prima di misurare il tempo, stabilisci esattamente cosa stai misurando. Il «tempo di esecuzione» non è una sola grandezza, ma la somma di diversi tratti, la maggior parte dei quali non è visibile separatamente:
- ping di rete: tempo impiegato da un pacchetto per raggiungere il server e tornare, senza alcuna elaborazione dell’ordine
- terminale → server di accesso: invio dell’ordine dalla piattaforma
- validazione: verifica di margine, volume, livelli degli stop e orari di negoziazione
- instradamento: indirizzamento dell’ordine a una sede di esecuzione
- esecuzione: abbinamento e determinazione del prezzo
- conferma: ritorno delle informazioni al terminale e aggiornamento dell’interfaccia
Da qui una regola violata da quasi ogni pubblicità: 2 ms di ping non significano 2 ms di esecuzione. Il ping misura il tratto 1, mentre il costo nasce soprattutto nei tratti 3–5. Il registro della piattaforma fornisce soltanto la somma dei tratti 2–6: il cliente retail non ne vede la scomposizione.
Vale la pena monitorare la distanza tra mediana e 95º percentile. Se la mediana è 80 ms e ogni ventesimo ordine richiede 800 ms, hai un’osservazione, non una diagnosi: verifica se tali osservazioni si concentrino nelle finestre di volatilità elevata, confrontale con un secondo conto negli stessi orari e cerca nei documenti le condizioni di rifiuto e ritardo degli ordini. Ciò che non devi dedurre da una simile misurazione sono intenzioni o architettura dal lato del broker: entrambe le conclusioni richiedono un documento, non un registro del terminale. I possibili meccanismi dietro quella distanza sono descritti nel articolo 12.6 sull’infrastruttura di esecuzione.
Confrontare i tassi di esecuzione tra broker ha senso soltanto in condizioni identiche: stesso strumento, stessi orari e dimensioni degli ordini simili. Un broker con il 97% di esecuzione su EUR/USD durante Londra e uno con il 92% su GBP/JPY durante l’Asia non sono confrontabili. Controlla le variabili o confronterai mele con pere.
Vale la pena misurare anche il tasso di esecuzione parziale, ossia la percentuale di ordini eseguiti in parte. La possibilità stessa di esecuzione parziale sul conto dipende dalla specifica dello strumento e dal modello di esecuzione descritto nel contratto: su alcuni conti retail è esclusa, su altri consentita. Se avviene su volumi per cui la specifica non la prevede, è un’osservazione da chiarire nei documenti e in un reclamo, non una prova autonoma di qualcosa.
5. Ampliamento dello spread: un costo variabile, non fisso
Lo spread pubblicizzato sul sito di un broker è quello minimo o la media di un periodo di bassa volatilità. Lo spread a cui operi davvero cambia ogni secondo, in funzione di liquidità, ora del giorno, eventi macroeconomici e strumento.
Perché uno spread fisso nel backtest falsa il risultato: calcolo con valori illustrativi. Consideriamo un EA di scalping con obiettivo di 3 pip e stop-loss di 3 pip, testato con uno spread fisso di 0,6 pip. Con quell’ipotesi ogni operazione costa 0,6 pip, ossia il 20% dell’obiettivo, e una strategia con il 62% di successi risulta positiva: 3 × 0,62 − 3 × 0,38 = 0,72 pip lordi, dai quali, dedotto il costo di 0,6 pip, restano +0,12 pip per operazione. Basta però che per il 10% del tempo operativo lo spread sia 3 pip anziché 0,6 perché il costo medio salga a 0,6 × 0,9 + 3,0 × 0,1 = 0,84 pip, sopra gli 0,72 pip lordi: il risultato per operazione scende così da +0,12 pip a −0,12 pip; e in quel 10% dei casi lo spread da solo ha assorbito l’intero obiettivo. Il backtest non ha modellato una variabile, proprio quella che ha deciso il risultato. Non è una storia su un sistema particolare, ma un calcolo che puoi rifare con i tuoi parametri in cinque minuti.
I numeri di questa tabella sono illustrativi e possono essere usati soltanto come tali. Non derivano da una misurazione di questo sito, non descrivono le quotazioni di alcuna impresa specifica e non vi sono dietro un conto nominato, un periodo o un insieme di tick: l’etichetta conto raw/zero con commissione separata non li sostituisce. Mostrano soltanto la relazione tra condizioni: all’incirca quanto può crescere lo spread in una finestra di pubblicazione dei dati o all’apertura settimanale rispetto a una sessione tranquilla. Non confrontarli con una specifica di prodotto o un listino del broker, perché non sono lo stesso tipo di dato. Su un conto in cui la remunerazione del broker è inclusa nello spread, ogni livello sarebbe proporzionalmente più alto. Ogni numero della tabella dipende dal conto, dallo strumento e dalle condizioni di mercato al momento della lettura. L’unica rilevazione vincolante è un registro dei tick del proprio conto.
| Evento / condizioni | Spread tipico EUR/USD | Picco dello spread | Durata |
|---|---|---|---|
| Sessione di Londra (normale) | 0,1–0,3 pip | 0,5 pip | continuo |
| Sessione asiatica (bassa liquidità) | 0,3–0,8 pip | 1,5 pip | continuo |
| NFP / FOMC | 0,1–0,3 pip | 3–8 pip | 5–60 secondi |
| Rollover (17:00 ora di New York) | 0,3–1,0 pip | 2–5 pip | 1–3 minuti |
| Apertura domenicale | 1–3 pip | 5–15 pip | 5–30 minuti |
| Flash crash (evento isolato) | non definito: quotazioni discontinue | senza limite superiore | secondi–minuti |
Non solo NFP. Spread ed esecuzione sono influenzati anche da: fixing (il benchmark WM/Refinitiv Closing Spot Rates, fissato alle 16:00 ora di Londra; «WM/Reuters» è il nome storico), rollover, festività locali, fine mese e trimestre, decisioni delle banche centrali dei mercati emergenti e interventi sia verbali sia effettivi. Ognuno modifica liquidità, instradamento e condizioni di esecuzione.
Una nota sull’ora del rollover: il riferimento è 17:00 a New York e la corrispondenza con il proprio fuso cambia due volte l’anno. Per gran parte dell’anno la differenza tra l’ora dell’Europa centrale e New York è di sei ore, quindi le 17:00 a New York corrispondono alle 23:00 locali nell’Europa centrale (CET o CEST). Gli Stati Uniti iniziano però l’ora legale prima dell’Unione europea e la terminano dopo, quindi due volte l’anno si applica un assetto transitorio: in primavera dalla seconda all’ultima domenica di marzo, ossia due o tre settimane secondo il calendario; in autunno dall’ultima domenica di ottobre alla prima di novembre, esattamente una settimana. In entrambe le finestre la differenza scende a cinque ore, quindi le 17:00 a New York corrispondono alle 22:00 CET. L’ora 24:00 che circola nelle descrizioni del rollover non deriva da nessuno dei due assetti: la differenza tra i fusi non cresce mai a sette ore, si riduce soltanto a cinque. Se il tuo fuso non è CET, rifai lo stesso calcolo rispetto a New York anziché copiare un orario. Conferma comunque l’ora del rollover del tuo conto nella specifica dello strumento: l’orario del server del broker non deve necessariamente coincidere con alcuno di questi fusi.
La tabella sopra mostra EUR/USD, lo strumento più liquido sul mercato. Su coppie esotiche (USD/TRY, USD/ZAR) e metalli (XAUUSD) l’ampliamento può essere incomparabilmente maggiore, perché la liquidità è minore. Questo articolo non fornisce cifre per quegli strumenti ed è una decisione deliberata: per metalli e coppie esotiche tra imprese non cambia soltanto il livello dello spread, ma la stessa definizione di pip e la dimensione del contratto; un valore copiato da un altro broker o conto non è confrontabile con nulla. Leggi l’entità da un registro dei tick del tuo specifico simbolo, presso la tua impresa, nella finestra dell’evento che ti interessa: solo un numero del genere entra nel tuo modello dei costi.
Conseguenze per il trader:
- I backtest con spread fisso sono finzione: ogni backtest serio dovrebbe usare spread variabili dai dati tick, o almeno lo spread medio aumentato con un margine di 2–3 volte per la volatilità intorno ai dati macroeconomici
- Uno stop-loss non protegge dall’ampliamento dello spread: se lo SL è a 15 pip dall’ingresso e lo spread si amplia a 10 pip, la distanza effettiva dello SL si riduce a 5 pip. Gli NFP possono causarne l’esecuzione a 30 pip dal livello nominale
- Un minimo pubblicizzato non sostituisce la misurazione: registra lo spread del conto reale tick per tick. Confronta diverse finestre effettive di pubblicazione NFP del calendario con finestre corrispondenti senza pubblicazioni e con il minimo pubblicizzato dal broker; conserva data, fuso orario e tipo di conto.
Dal mercato: il movimento violento della sterlina del 7 ottobre 2016. Il Comitato dei mercati della BRI ha dedicato all’evento un rapporto specifico, pubblicato il 13 gennaio 2017 con il titolo «The sterling »flash event« of 7 October 2016»[9]. Per questo articolo conta il meccanismo, non il minimo del cambio in sé, dato che piattaforme diverse hanno registrato livelli diversi. Qui vale la pena lasciare la parola al rapporto, che è più prudente di quanto venga solitamente ripetuto. Divide l’episodio in tre fasi e descrive la seconda come «un periodo di meno di 10 minuti di disfunzione estrema in cui la sterlina è scesa ulteriormente, è rimbalzata e ha poi scambiato in un ampio intervallo». Secondo il rapporto, questo è avvenuto con volumi inferiori e un gruppo più ristretto di partecipanti. Gli scambi quindi continuavano: il rapporto indica volumi, tra cui circa GBP 252 milioni su GBP/USD in una sola piattaforma negli otto secondi della prima fase. A interrompersi è stata la continuità delle quotazioni: la liquidità limitata della principale piattaforma spot si è esaurita, lo stesso movimento dei prezzi ha rimosso ordini pendenti dai book di molte piattaforme elettroniche, alcuni fornitori hanno ritirato le quotazioni e i divari tra operazioni consecutive sono aumentati. Per un ordine del cliente ciò significa non tanto che mancasse del tutto un prezzo, quanto che il prezzo di esecuzione poteva discostarsi dal livello dell’ordine di un’entità non prevista da un tipico modello di rischio, una notizia peggiore dell’assenza di prezzo, perché riguarda una situazione in cui uno stop-loss ordinario funziona formalmente e tuttavia non limita la perdita all’importo previsto. Il rapporto stesso osserva che i livelli minimi della sterlina sono stati «estremamente fugaci», e che la liquidità ha impiegato molto più tempo a tornare rispetto alla durata della caduta. Ho letto il rapporto il 23 agosto 2026.
Una conclusione circoscritta a questa puntata: quando la liquidità scompare, il costo d’uscita non ha un limite superiore e uno stop-loss ordinario smette di essere uno strumento per limitare la perdita a un importo stabilito. Un modello di rischio che ipotizzi uno slippage massimo sullo stop-loss è, in tale scenario, un’ipotesi, non una protezione. Quanto lo stop garantito descritto nel paragrafo 2 cambi questo quadro in tali condizioni è stabilito dal contratto e dalla specifica dello strumento, non dal nome del prodotto. È un’osservazione sul mercato, non su un broker particolare.
6. Come misurare la qualità dell’esecuzione nella pratica
Le opinioni nei forum non sono una misurazione. Una recensione di un broker non è una misurazione. Le stelle in una classifica di affiliazione sono pubblicità, non analisi. La cosa più vicina a una misurazione affidabile della qualità dell’esecuzione è il tuo conto reale; restano inoltre i documenti dell’impresa e i vecchi elenchi delle sedi, il cui stato attuale è descritto nel paragrafo 8. Entrambi descrivono però sedi, non le tue esecuzioni. Esistono diversi strumenti per estrarre questi dati: differiscono per quanti campi della seguente scheda ricevi effettivamente, ed è la prima cosa da controllare prima di fidarti.
Inizia dal protocollo, non dallo strumento. Dati privi di tutti i campi non costituiscono una prova: né in un reclamo, né nel confronto con un secondo conto, nemmeno in un ragionamento con te stesso fra tre mesi. Il modello seguente contiene sedici campi da registrare per ogni singolo ordine. Copialo in un foglio di calcolo e compilalo dalla prima operazione.
| # | Campo | Cosa inserire |
|---|---|---|
| 1 | Entità giuridica | denominazione completa della società dal contratto, non il marchio |
| 2 | Conto | numero e tipo di conto (standard / raw / zero), valuta del conto |
| 3 | Piattaforma | nome e versione del terminale, server, connessione (linea domestica / VPS e sua ubicazione) |
| 4 | Simbolo | simbolo esatto con suffisso, per es. EURUSD.r, non «EUR/USD» |
| 5 | Dimensione | volume in lotti |
| 6 | Tipo di ordine | mercato / limite / stop / SL / TP; modalità di esecuzione (Instant / Market) |
| 7 | Ora | timestamp dell’invio al secondo, preferibilmente al millisecondo |
| 8 | Fuso orario | fuso registrato (ora del server o locale), indicato esplicitamente |
| 9 | Prezzo di riferimento | prezzo richiesto e momento in cui è stato rilevato: clic, invio o ricezione da parte del server |
| 10 | Prezzo di esecuzione | prezzo riportato nella conferma |
| 11 | Direzione | acquisto / vendita: senza questo dato non si può determinare il segno dello slippage |
| 12 | Slippage | differenza in pip con il segno: positivo = a tuo favore |
| 13 | Stato | eseguito / riquotato / rifiutato / parzialmente eseguito |
| 14 | Spread | spread al momento dell’invio dell’ordine |
| 15 | Condizioni di mercato | sessione normale / finestra di pubblicazione dati / bassa liquidità: categoria fissata in anticipo |
| 16 | Messaggio del server | testo del messaggio nel diario della piattaforma, ove disponibile |
La procedura passo dopo passo:
La tabella seguente organizza cosa misurare e su quale campione. Nessuna colonna contiene una soglia assoluta, inclusa la colonna «Campione». Quello che vi compare è un ordine di grandezza: un’indicazione di quanti dati vadano raccolti all’incirca prima che un confronto diventi leggibile, non un confine oltre il quale il risultato sia significativo. Qui non si può indicare una soglia di significatività senza un’ipotesi da verificare, una dimensione dell’effetto attesa, un livello di confidenza e un’analisi di potenza: l’articolo non li stabilisce per te. Tutto funziona soltanto come confronto di due misurazioni nelle stesse condizioni, tenendo conto delle dimensioni di entrambi i campioni.
| Passaggio | Cosa misurare | Come | Campione (ordine di grandezza) | Conclusione |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Mediana dello slippage (con segno) | diario del modello sopra o registro MT4/MT5 | centinaia di esecuzioni | Interpreta segno ed entità della mediana soltanto per confronto: la stessa mediana su un secondo conto in condizioni identiche o sullo stesso conto in un altro trimestre |
| 2 | Distribuzione dello slippage | Tre quote: % positive, % nulle, % negative + p90 della coda | centinaia di esecuzioni | Interpreta soltanto per confronto con una seconda misurazione nelle stesse condizioni, non rispetto a una soglia assoluta |
| 3 | Tasso di esecuzione / requote / rifiuto | Tre categorie disgiunte che sommano al 100% | centinaia di esecuzioni | Confronto con un secondo conto in condizioni identiche; separatamente per la sessione normale e per le finestre di pubblicazione dati |
| 4 | Tempo di esecuzione | Mediana e 95º percentile in ms dal diario della piattaforma | centinaia di esecuzioni | Un divario mediana–p95 crescente e correlato con la volatilità: osservazione da verificare ulteriormente nei documenti, non diagnosi |
| 5 | Spread reale e pubblicizzato | Dati tick del conto rispetto al listino del broker | nell’ordine di una settimana operativa | Confronta la distribuzione dello spread misurato con il valore di listino negli stessi orari: contano persistenza e direzione dello scostamento, non una singola rilevazione |
| 6 | Spread durante la volatilità | Registro dello spread negli orari NFP / FOMC | alcuni eventi | Confronta il picco dello spread con la mediana dello stesso strumento fuori dalla finestra di pubblicazione e inserisci la differenza nel modello come costo dell’evento |
Strumenti:
- Servizi statistici esterni (per esempio MyFxBook): collegato il conto con una password investitore, sincronizzano lo storico delle operazioni e ne calcolano statistiche proprie. Questo non significa che calcolino slippage e latenza: nella documentazione e nella descrizione dell’interfaccia di programmazione del servizio non ho trovato conferma che espongano il prezzo richiesto e l’ora d’invio dell’ordine, senza i quali nessuna delle due grandezze è calcolabile. Verifica nella documentazione del tuo strumento quali dei sedici campi ricevi davvero e da quale momento di riferimento calcoli lo slippage. Criterio di scelta: usalo se non vuoi elaborare i dati a mano e accetti la definizione di misurazione altrui
- FX Blue: analisi esterna del conto basata sullo storico delle operazioni estratto dalla piattaforma. Talvolta si attribuisce a questo fornitore un documento chiamato «Broker Transparency Report», che confronterebbe la qualità dell’esecuzione tra broker su dati di migliaia di conti. Non ho confermato né il documento né il numero di conti nella documentazione del fornitore, quindi non riporto quell’elenco né un altro al suo posto. Tratta lo strumento come il precedente: controlla prima cosa misuri esattamente sui tuoi dati
- Diario MT4/MT5: il diario del terminale registra le operazioni di negoziazione completate con i timestamp. La disponibilità di due timestamp separati per lo stesso ordine, invio ed esecuzione, dipende da piattaforma, versione del terminale e impostazioni del server del broker: non è una regola universale. Controlla sul tuo diario prima di basarvi una misurazione della latenza. Dati grezzi, ma da elaborare manualmente
- Il proprio script: un EA che registri ogni esecuzione con tutti i sedici campi del modello sopra. Criterio di scelta: l’unica via se vuoi definire tu il momento di riferimento e avere dati confrontabili tra broker. Richiede programmazione in MQL4/MQL5
Confronto tra broker. Confrontare i broker ha senso soltanto testando lo stesso strumento, negli stessi orari, sulla stessa piattaforma, con dimensioni dell’ordine simili e connessione/VPS identici. Altrimenti non misuri il broker, ma la differenza di condizioni.
Un calcolatore dei costi di esecuzione: con segno e commissione. La versione più diffusa della formula contiene il valore assoluto di una misura dello slippage. È un errore che invalida l’intero paragrafo 2: il valore assoluto cancella il segno, quindi un broker che offre un miglioramento sistematico del prezzo risulta identico a uno che sottrae lo stesso importo. Lo slippage entra nel calcolo con il suo segno:
costo = spread + commissionenormalizzata − (slippage medio × 2)dove:
- spread: media ponderata per il costo nella tua finestra operativa, con pesi corrispondenti alla dimensione della posizione; con spread uguali in entrata e uscita si conta una volta per round turn. Con spread diversi, il costo rispetto a Mid è metà della somma degli spread d’entrata e uscita.
- commissionenormalizzata: commissione round turn convertita in pip per la dimensione della tua posizione. Nei conti raw/zero è di solito una parte del costo maggiore dello spread, perciò ometterla falsa il risultato. La normalizzazione della commissione è sviluppata nel articolo 12.4 sui costi reali di negoziazione
- slippage medio — con segno: negativo aumenta il costo, positivo lo riduce. Con volumi uguali e la stessa media in entrata e uscita, moltiplicalo per 2; altrimenti calcola separatamente i due lati o somma i costi monetari registrati. La mediana descrive un’esecuzione tipica, non il costo aggregato.
Gli ingressi persi si contano separatamente e in un’altra unità. Rifiuti e limiti non eseguiti non sono un costo per operazione: riducono il numero di operazioni nell’anno. Non entrano quindi nella formula sopra, ma nel calcolo annuale: numero di segnali × quota di rifiuti e ordini limite non eseguiti tra gli ingressi = ingressi persi. Non sostituire lì (1 − tasso di esecuzione degli ingressi) prima di aver verificato da cosa sia composto il resto: include anche i requote, e un requote a cui rispondi con un nuovo ordine produce un ingresso a un prezzo peggiore, non un ingresso perso. Quanto gli ingressi persi incidano sul risultato dipende dal fatto che tu perda segnali a caso o proprio quelli migliori. È una seconda grandezza, non un altro modo di scrivere la stessa.
Il modello resta semplificato e questo è il limite dichiarato: non distingue i tipi di ordine, non copre esecuzioni parziali e non considera il costo di finanziamento delle posizioni overnight né conversioni valutarie; queste componenti appartengono al 12.4.
Importante: i dati di strumenti esterni (MyFxBook, FX Blue) possono differire dai log grezzi della piattaforma per differenze nella misurazione del tempo e nell’attribuzione dello slippage. Se i risultati di due fonti concordano, hai un segnale forte. Se differiscono, verifica la metodologia di ciascuna e affidati a quella che misura più vicino alla fonte (log MT4/MT5 > MyFxBook > recensione in un forum).
Il processo di misurazione richiede disciplina. Non basta guardare tre operazioni recenti e trarre una conclusione. Serve un approccio sistematico: raccogliere dati per un periodo sufficiente a coprire condizioni diverse, nell’ordine di un mese operativo e non tre giorni, separarli per condizioni di mercato (sessione normale, dati macroeconomici, bassa liquidità), calcolare mediana e percentili, non soltanto la media facilmente distorta. Solo allora hai un argomento fondato sui dati e non su un’impressione.
7. Un campione di 20 ordini e la distribuzione dello slippage
Finora abbiamo trattato cosa misurare. Ecco un campione tabellare di venti esecuzioni illustrative con le definizioni del modello. Per leggibilità, la tabella mostra prezzi, direzione, slippage, spread e stato; gli altri campi sono specificati nelle ipotesi e non vengono ricostruiti timestamp e messaggi individuali. In un diario reale registra tutti i sedici campi per ogni ordine.
Questi dati non derivano da una misurazione eseguita da noi. Non abbiamo conti presso broker e non pubblichiamo test non eseguiti. Il campione seguente è stato costruito come schema formale: mostra quali campi debbano comparire nel diario e come calcolare la distribuzione a partire da essi. I numeri della tabella non vanno trattati come dati su alcuna impresa reale, né come valori «tipici del mercato». I numeri reali li raccogli tu con la procedura del paragrafo 6.
Condizioni del campione (campi costanti nell’intera finestra di misurazione):
- Entità giuridica: campo obbligatorio: nel tuo foglio inserisci qui la denominazione completa della società dal contratto; nel campione illustrativo è volutamente vuoto, perché non si riferisce ad alcuna impresa reale
- Conto: tipo raw con commissione separata, valuta di regolamento USD
- Strumento: EUR/USD, dimensione 0,10 lotti per ogni ordine
- Tipo di ordine: ordine a mercato (Market Execution), ingressi e uscite
- Finestra di misurazione: sessione di Londra, 10:00–12:00 CET, giorni senza pubblicazioni di dati macroeconomici
- Numero di tentativi: 20 esecuzioni (sono troppo poche per una conclusione: vedi la precisazione sotto la tabella)
- Prezzo di riferimento e sua definizione: prezzo bid/ask visibile nel terminale al momento dell’invio dell’ordine (non al clic né alla ricezione da parte del server)
- Modalità di rilevazione: diario del terminale MT5, timestamp al millisecondo, ora del server
- Unità dello slippage: pip EUR/USD (1 pip = 0,0001), segno positivo = prezzo più favorevole al cliente
| # | Direzione | Prezzo richiesto | Prezzo di esecuzione | Slippage (pip) | Spread | Stato |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | acquisto | 1,08412 | 1,08409 | +0,3 | 0,2 | eseguito |
| 2 | vendita | 1,08455 | 1,08455 | 0,0 | 0,2 | eseguito |
| 3 | acquisto | 1,08501 | 1,08503 | −0,2 | 0,2 | eseguito |
| 4 | acquisto | 1,08477 | 1,08482 | −0,5 | 0,3 | eseguito |
| 5 | vendita | 1,08390 | 1,08390 | 0,0 | 0,2 | eseguito |
| 6 | vendita | 1,08362 | 1,08363 | +0,1 | 0,2 | eseguito |
| 7 | acquisto | 1,08344 | 1,08347 | −0,3 | 0,3 | eseguito |
| 8 | acquisto | 1,08298 | 1,08312 | −1,4 | 1,1 | eseguito |
| 9 | vendita | 1,08331 | 1,08331 | 0,0 | 0,2 | eseguito |
| 10 | vendita | 1,08307 | 1,08305 | −0,2 | 0,3 | eseguito |
| 11 | acquisto | 1,08289 | 1,08287 | +0,2 | 0,2 | eseguito |
| 12 | acquisto | 1,08325 | 1,08329 | −0,4 | 0,3 | eseguito |
| 13 | vendita | 1,08368 | 1,08368 | 0,0 | 0,2 | eseguito |
| 14 | acquisto | 1,08401 | 1,08407 | −0,6 | 0,4 | eseguito |
| 15 | vendita | 1,08437 | 1,08436 | −0,1 | 0,2 | eseguito |
| 16 | vendita | 1,08466 | 1,08470 | +0,4 | 0,2 | eseguito |
| 17 | acquisto | 1,08492 | 1,08501 | −0,9 | 0,8 | eseguito |
| 18 | acquisto | 1,08454 | 1,08454 | 0,0 | 0,2 | eseguito |
| 19 | vendita | 1,08428 | 1,08425 | −0,3 | 0,3 | eseguito |
| 20 | acquisto | 1,08386 | 1,08407 | −2,1 | 1,6 | eseguito |
La distribuzione calcolata dalle venti righe sopra:
| Misura | Valore | Come è stata calcolata |
|---|---|---|
| Quota di slippage positivo | 20% | 4 osservazioni su 20 (#1, #6, #11, #16) |
| Quota di slippage nullo | 25% | 5 osservazioni su 20 (#2, #5, #9, #13, #18) |
| Quota di slippage negativo | 55% | 11 osservazioni su 20: le tre quote sommano al 100% |
| Mediana | −0,15 pip | media del 10º e dell’11º valore della serie ordinata: (−0,2 + −0,1) / 2 |
| Media aritmetica | −0,30 pip | somma di −6,0 pip divisa per 20 |
| p90 della coda sfavorevole | −1,4 pip | il peggior 10% delle osservazioni è costituito da 2 righe (−2,1 e −1,4); il valore soglia è il secondo |
| Maggiore osservazione sfavorevole | −2,1 pip | ordine #20 |
| Maggiore osservazione favorevole | +0,4 pip | ordine #16 |
Come leggerla. Nota la differenza tra mediana (−0,15) e media (−0,30): la media è due volte peggiore perché due osservazioni di coda, −1,4 e −2,1, la trascinano verso il basso. È proprio per questo che tutto il paragrafo 6 indica di usare la mediana per descrivere l’esecuzione tipica e un percentile per la coda. Riportare soltanto la media sovrastimerebbe il costo di un’operazione tipica; soltanto la mediana nasconderebbe che una volta ogni dieci ordini lo slippage raggiunge −1,4 pip o peggio, oltre nove volte la mediana.
Nota anche la quota di zeri. Un quarto degli ordini è stato eseguito esattamente al prezzo richiesto: non è un segnale né positivo né negativo. Dice soltanto che in quei momenti il prezzo non è cambiato tra invio ed elaborazione. Senza quella colonna, «20% positivo, 55% negativo» sembrerebbe molto più allarmante, perché il lettore attribuirebbe implicitamente il 25% mancante alla categoria negativa.
Slippage convertito in costo annuo
La distribuzione descrive l’esecuzione tipica e la sua coda. Il costo annuo risponde a un’altra domanda: qual è l’importo complessivo e come si confronta con spread e commissione? Calcoliamo un profilo con le unità. Manteniamo anche la variante basata sulla mediana, esplicitamente indicata come scenario di esecuzione tipica e non come costo aggregato del campione osservato. Tutti i valori sono illustrativi, come il campione sopra.
Ipotesi:
- strumento EUR/USD, dimensione della posizione 0,10 lotti (EUR 10.000 di nozionale)
- valore di 1 pip a tale dimensione: USD 1,00
- 500 operazioni chiuse all’anno, ciascuna con un ingresso e un’uscita, quindi 1.000 esecuzioni
- slippage medio con segno dal campione: −0,30 pip per esecuzione; la mediana di −0,15 pip resta la misura dell’esecuzione tipica e la base di uno scenario separato
- spread ipotizzato per questo calcolo: 0,4 pip per coppia entrata–uscita. Questo non è la mediana del campione sopra: la mediana dei venti valori nella colonna «Spread» è 0,2 pip, mentre 0,4 è la media arrotondata delle stesse osservazioni (7,6 / 20 = 0,38). Per un profilo annuale scegliamo volutamente un valore sopra la mediana di una finestra di due ore di Londra, perché un anno operativo comprende anche sessione asiatica, pubblicazioni di dati e rollover; si può adottare un numero maggiore purché lo si chiami ipotesi e non misurazione. Per il costo aggregato dello spread usa una media ponderata misurata nella tua finestra operativa, non da un listino né da questa tabella
- commissione del conto raw: USD 6,00 per lotto round turn (USD 3 per lato)
Il calcolo:
| Componente | Calcolo | Costo annuo | Quota |
|---|---|---|---|
| Slippage | 0,30 pip × 1.000 esecuzioni × USD 1,00 | USD 300 | 37,5% |
| Spread | 0,4 pip × 500 operazioni × USD 1,00 | USD 200 | 25% |
| Commissione | USD 6,00 × 0,10 lotti × 500 operazioni | USD 300 | 37,5% |
| Costo totale di esecuzione | 300 + 200 + 300 | USD 800 | 100% |
Interpretazione. Con una media di −0,30 pip, lo slippage costa USD 300 e rappresenta il 37,5% degli USD 800 di costo annuo di esecuzione, quanto la commissione. Non compare in un tariffario. Il precedente calcolo, 0,15 × 1.000 × USD 1 = USD 150, poi 150 + 200 + 300 = USD 650 (quote del 23%, 31% e 46%), descrive uno scenario in cui ogni esecuzione subisce lo slippage della mediana. Non è il costo aggregato del campione: la coda rende la media peggiore della mediana. Somma direttamente i costi monetari o usa una media con segno e pesi appropriati; conserva la mediana per descrivere l’esecuzione tipica.
Tre limiti del calcolo che non vanno taciuti. Primo, né la media né la mediana calcolate su venti osservazioni sono stabili: ripeti il calcolo sul tuo campione più ampio e stabilizzato. Secondo, il calcolo copre soltanto l’esecuzione: esclude il finanziamento delle posizioni overnight e ogni conversione nella valuta del conto, entrambi potenzialmente superiori all’intero totale sopra; la scomposizione completa del costo complessivo appartiene al articolo 12.4. Terzo, gli ingressi persi restano fuori dal calcolo: non aumentano il costo di un’operazione, ma riducono il numero di operazioni e si contano separatamente, come descritto nel paragrafo 6.
Se lo slippage medio con segno nella tua misurazione risulta positivo, la stessa formula funziona al contrario e riduce il costo annuo. Non è un caso da manuale: è proprio per questo che lo slippage entra nella formula con il segno e non in valore assoluto.
8. La strategia di esecuzione degli ordini: a chi appartiene e cosa ne consegue
Inizia dalla domanda posta meno spesso nei testi sulla qualità dell’esecuzione, ma che viene per prima: di chi è davvero la strategia di esecuzione degli ordini che stai leggendo. Un «broker» è di solito un marchio commerciale. Firmi un contratto con una società specifica: un’entità giuridica con denominazione completa, sede legale, numero di autorizzazione e autorità di vigilanza. Lo stesso marchio è spesso servito da più società in giurisdizioni diverse, ciascuna con una propria strategia di esecuzione, fornitori di liquidità e regime di tutela dei clienti. La qualità dell’esecuzione non appartiene a un logo, ma all’entità dall’altra parte della tua operazione.
La conseguenza pratica è diretta. Prima di valutare la strategia, accerta tre cose e registrale nel diario di misurazione come campo n. 1:
- Denominazione completa della società dal contratto: non dall’intestazione della pagina, ma dal piè di pagina dei documenti legali, dal modulo di apertura e dalla conferma del conto. Tutti e tre devono indicare la stessa entità
- Autorità di vigilanza competente per la società: e, separatamente, la base su cui la società può servire un cliente residente nel tuo paese (autorizzazione nazionale, succursale, notifica transfrontaliera)
- Conferma in un registro: non tramite un link pubblicitario. Il posto giusto è il registro pubblico dei soggetti vigilati della tua autorità nazionale, insieme agli elenchi di notifiche delle imprese di investimento estere; come esempio pratico, per le imprese operanti in Polonia è il motore di ricerca dei soggetti della KNF e i relativi elenchi di notifiche[11]. Per le entità UE vi sono anche i registri ESMA[12]
Cosa comprende l’obbligo di best execution e cosa no
L’obbligo è reale e deriva dall’articolo 27(1) della direttiva 2014/65/EU (MiFID II)[1]. Un’impresa di investimento deve adottare tutte le misure sufficienti per ottenere il miglior risultato possibile per il cliente, considerando prezzo, costi, rapidità, probabilità di esecuzione e regolamento, dimensione e natura dell’ordine e ogni altra considerazione pertinente.
Per un cliente retail, tuttavia, quel catalogo ha un criterio prevalente, la cui omissione è l’errore più frequente nei testi sull’esecuzione rivolti ai clienti retail. Ai sensi del secondo comma dell’articolo 27(1) della direttiva 2014/65/EU[1], il miglior risultato possibile per un cliente retail è determinato dal corrispettivo totale: il prezzo dello strumento finanziario insieme ai costi di esecuzione, ossia tutte le spese sostenute dal cliente direttamente collegate all’esecuzione dell’ordine. La frase sopra è una riformulazione della disposizione, non una citazione: il testo ufficiale è nella versione linguistica dell’atto al riferimento [1]; è stato verificato il 23 agosto 2026.
I criteri per valutare l’esecuzione sono sviluppati nell’articolo 64 del regolamento delegato (UE) 2017/565 della Commissione[10] — ma con un ruolo più circoscritto di quello solitamente attribuitogli. L’articolo 64(1) impone di considerare quattro criteri nel determinare l’importanza relativa dei fattori di esecuzione, qui in traduzione del testo ufficiale inglese: «Nell’eseguire gli ordini dei clienti, le imprese di investimento tengono conto dei seguenti criteri per determinare l’importanza relativa dei fattori di cui all’articolo 27(1) della direttiva 2014/65/EU». I criteri sono le caratteristiche del cliente, inclusa la sua classificazione, quelle dell’ordine, quelle degli strumenti finanziari oggetto dell’ordine e quelle delle sedi di esecuzione a cui può essere diretto. Nessun paragrafo di quell’articolo contiene una condizione che dia precedenza a fattori diversi da prezzo e costo.
La condizione di precedenza si trova nel considerando 101 dello stesso regolamento e recita letteralmente, qui tradotto dall’inglese: «Rapidità, probabilità di esecuzione e regolamento, dimensione e natura dell’ordine, impatto sul mercato e qualsiasi altro costo implicito di transazione possono avere precedenza sulla considerazione immediata di prezzo e costo solo nella misura in cui siano funzionali a ottenere il miglior risultato possibile in termini di corrispettivo totale per il cliente retail»[10]. La condizione va letta esattamente così: rapidità e probabilità di esecuzione possono compensare un prezzo peggiore, ma soltanto in termini di corrispettivo totale e alla condizione indicata. Un «non possono» categorico è inesatto quanto attribuire quella condizione all’articolo 64. Distinguere le unità di un atto non è una formalità: un considerando spiega finalità e direzione interpretativa delle disposizioni, mentre l’obbligo di best execution trova fondamento nell’articolo 27(1) della direttiva 2014/65/EU e nell’articolo 64 del regolamento, non nel solo considerando. Il testo di entrambi è stato verificato il 24 agosto 2026.
L’effetto pratico sulla misurazione resta uguale, ma senza il falso tono categorico: deve dimostrarlo chi invoca la rapidità. Un broker che vanta «esecuzione in 20 ms» non ha dimostrato nulla ai sensi dell’articolo 64 o del considerando 101 finché non mostra che, in termini di corrispettivo totale, questo offre al cliente retail un risultato migliore di un prezzo e un costo inferiori, quindi finché non mostra prezzo e costi. Vale anche l’inverso: l’obbligo riguarda condotta diligente e processo complessivo, non il miglior prezzo in ogni singola operazione; una cattiva esecuzione non è una violazione, mentre una serie con distribuzione calcolata può giustificarne l’esame.
Nota che la regola del corrispettivo totale è legata alla classificazione del cliente. Il passaggio da cliente retail a professionale cambia la ponderazione dei fattori di esecuzione e l’estensione delle tutele obbligatorie. Le conseguenze sono descritte nel articolo 12.7; qui basta sapere che la misurazione viene interpretata secondo il regime applicabile alla tua classificazione, non a un «cliente medio».
Cosa è cambiato: abrogata la base giuridica della relazione annuale sulle sedi di esecuzione
La base della relazione annuale sulle cinque principali sedi di esecuzione era l’articolo 27(6) della direttiva 2014/65/EU, sviluppato dal regolamento delegato (UE) 2017/576, noto come RTS 28[6]. Quella disposizione è stata abrogata. La direttiva (UE) 2024/790 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 febbraio 2024 afferma chiaramente all’articolo 1(4)(c), riguardo all’articolo 27 di MiFID II: «il paragrafo 6 è soppresso»[2]. La stessa direttiva ha anche sostituito il contenuto dell’articolo 27(3): ha eliminato il precedente obbligo di pubblicare dati sulla qualità dell’esecuzione (RTS 27), sostituendolo con quello di informare il cliente della sede in cui è stato eseguito l’ordine. Ha invece abrogato integralmente l’articolo 27(2), la precedente disposizione che vietava di ricevere remunerazioni per indirizzare gli ordini dei clienti a una specifica sede quando ciò violasse i requisiti su conflitti di interessi e incentivi: un divieto condizionato, sostituito dall’articolo 39a incondizionato di MiFIR discusso nella prossima sottosezione. La differenza conta per lo stesso motivo della distinzione fra articolo 64 e considerando 101: abrogare e sostituire contenuti sono operazioni diverse su unità diverse di un atto. Il termine di recepimento è fissato dall’articolo 2(1) della direttiva: «Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 29 settembre 2025»[2].
Prima dell’entrata in vigore dei recepimenti nazionali, ESMA ha pubblicato il 13 febbraio 2024 una dichiarazione sulla riduzione della priorità delle azioni di vigilanza (ESMA35-335435667-5871). Nel documento stesso la frase al riguardo recita, qui in traduzione dalla lingua originale: «Alla luce di quanto sopra, da oggi fino al prossimo recepimento nel diritto nazionale in tutti gli Stati membri, ESMA si aspetta che le autorità nazionali competenti (NCAs) non diano priorità alle azioni di vigilanza sulle imprese di investimento relative all’obbligo periodico di pubblicare le relazioni RTS 28»[3]. La versione della stessa frase con una data specifica — «dal 13 febbraio 2024 fino al prossimo recepimento nella legislazione nazionale in tutti gli Stati membri della revisione di MiFID II» — non proviene dal documento, ma dalla notizia ESMA che lo accompagna[3]. Attribuire quel testo al documento stesso è un errore, e la differenza non è cosmetica: il documento dice «da oggi», quindi l’inizio del periodo si ricava soltanto insieme alla data di pubblicazione.
Lo stesso documento precisa espressamente che l’obbligo può continuare fino al recepimento: «Le imprese di investimento potrebbero ancora dover pubblicare queste relazioni nel 2024 e fino alla data di recepimento della direttiva nel rispettivo Stato membro»[3]. La maggior parte degli Stati membri compare nella tabella della Commissione europea sulle misure di recepimento della direttiva 2024/790 fra quelli che hanno notificato misure complete, ma secondo lo stato della tabella al 7 agosto 2026, cinque Stati membri non avevano notificato alcuna misura: Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna[4]. È lo stato delle notifiche a quella data, non una prova dell’assenza di normativa nazionale. La tabella è stata ricontrollata il 9 ottobre 2026; per una specifica impresa verifica quando è entrato in vigore il recepimento nazionale applicabile.
Il termine di recepimento — «entro il 29 settembre 2025» (articolo 2(1) della direttiva 2024/790)[2]. Secondo lo stato della tabella della Commissione al 7 agosto 2026, Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna non avevano notificato alcuna misura di recepimento[4] — si tratta di notifiche, non di una prova indipendente che l’obbligo continui; verifica il diritto nazionale. La cella vuota nella colonna «situazione attuale» per il paragrafo 6 è un’affermazione, non una svista: nulla ha sostituito la relazione abrogata.
| disposizione | operazione | cosa comprendeva | situazione attuale |
|---|---|---|---|
| Articolo 27(6) di MiFID II (sviluppato dal regolamento delegato (UE) 2017/576, noto come RTS 28)[6] | abrogato — direttiva 2024/790, articolo 1(4)(c): «il paragrafo 6 è soppresso»[2] | relazione annuale sulle cinque principali sedi di esecuzione | – |
| Articolo 27(3) di MiFID II | contenuto sostituito | obbligo di pubblicare dati sulla qualità dell’esecuzione (RTS 27) | obbligo di informare il cliente della sede in cui è stato eseguito l’ordine |
| Articolo 27(2) di MiFID II | abrogato integralmente | divieto condizionato di ricevere remunerazione per l’instradamento degli ordini quando violi i requisiti su conflitti di interessi e incentivi | articolo 39a incondizionato di MiFIR |
Cosa ne consegue per te: tre conclusioni.
- L’assenza di una relazione RTS 28 non è più un segnale d’allarme per una società operante in uno Stato membro che abbia completato il recepimento. Dopo il recepimento della direttiva 2024/790, una tale società non è tenuta a pubblicare un elenco annuale: scartarla per questo significherebbe scartarla perché rispetta la legge vigente. L’affermazione non vale però per tutta l’Unione: negli Stati senza misure notificate, secondo la tabella della Commissione al 7 agosto 2026 Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna[4] — l’obbligo può continuare fino al recepimento, in linea con la riserva ESMA citata sopra. Se il contratto è con un’entità di uno di quegli Stati, un rapporto mancante resta una domanda da porre, non una casella da spuntare
- Restano in vigore l’obbligo di best execution e quello di disporre di una strategia di esecuzione degli ordini e renderla disponibile — è stata abrogata la rendicontazione, non il principio. L’onere della prova si è spostato dalla relazione già pronta al documento della strategia, alle condizioni contrattuali e alla tua misurazione
- Le vecchie relazioni possono ancora essere leggibili. Alcune imprese conservano sul sito elenchi fino al 2023–2024 e poche continuano a pubblicarli volontariamente. Come materiale storico sono utili, ma sono una fotografia del passato, non una descrizione dell’instradamento attuale
Se trovi un simile documento, leggilo come prima: cerca la tabella delle cinque sedi e verifica se al primo posto, con una quota vicina al 100%, vi sia un’entità dello stesso gruppo. È un’osservazione sulla struttura dell’esecuzione da confrontare con quanto l’articolo 12.2 dice sul modello di esecuzione, senza dedurne la qualità dell’esecuzione, perché la relazione descrive sedi, non singole esecuzioni.
Il pagamento per il flusso di ordini è vietato nell’UE, con un’esclusione prevista dalla legge
Il pagamento per il flusso di ordini, remunerazione ricevuta da un’impresa di investimento da un terzo per indirizzargli ordini dei clienti, non è nell’Unione europea una pratica «da divulgare». È vietata. Il regolamento (UE) 2024/791 del 28 febbraio 2024 ha inserito l’articolo 39a in MiFIR, vietando alle imprese di investimento di ricevere qualsiasi compenso, commissione o beneficio non monetario da terzi, sia per eseguire ordini di clienti retail e di clienti che hanno optato per il trattamento professionale presso una specifica sede, sia per inoltrare tali ordini a un terzo affinché li esegua presso una specifica sede[5]. Anche questa è una riformulazione della disposizione, non una citazione; il testo completo è nell’atto al riferimento [5]. La disposizione è entrata in vigore il 28 marzo 2024.
Il regolamento consentiva una deroga transitoria: uno Stato membro in cui le imprese svolgevano tale attività prima del 28 marzo 2024 poteva esentarle dal divieto per i clienti nazionali fino al 30 giugno 2026[5]. ESMA tiene un elenco degli Stati che hanno utilizzato la deroga, che comprende soltanto la Germania, con data di notifica 21 marzo 2024; il termine per le notifiche è scaduto il 29 settembre 2024, quindi l’elenco è chiuso[14]. Dal 1 luglio 2026 la deroga è scaduta. Ho letto l’elenco il 24 agosto 2026.
La scadenza della deroga non significa però che il divieto operi senza alcuna esclusione — ed è questa la distinzione persa nella frase abbreviata su un divieto valido in tutta l’Unione «senza eccezioni». A scomparire è stata la deroga nazionale, transitoria e limitata nel tempo. Separatamente, in modo permanente e nello stesso articolo 39a(1) di MiFIR, esiste una esclusione prevista dalla legge per rimborsi e sconti sulle commissioni di transazione delle sedi di esecuzione. La Commissione europea l’ha illustrata in una risposta pubblicata nella banca dati di domande e risposte ESMA il 3 marzo 2026 in questi termini, qui tradotti dalla lingua originale: «Sì, le imprese di investimento possono usare rimborsi e sconti per ridurre le commissioni dei clienti, ma soltanto se rispettano e possono dimostrare di rispettare tutte le seguenti condizioni dell’articolo 39a(1) di MiFIR»[13]. Le condizioni sono tre e sono cumulative: «(a) il rimborso o lo sconto sulle commissioni di transazione delle sedi di esecuzione è consentito dalla struttura tariffaria approvata e pubblica della pertinente sede di negoziazione nell’Unione o della pertinente sede di un paese terzo», «(b) il rimborso o lo sconto avvantaggia esclusivamente il cliente e non l’impresa» e «(c) non determinano un beneficio monetario per l’impresa di investimento»[13]. Citare soltanto la parte sul vantaggio al cliente, senza la tariffa della sede e l’assenza di beneficio monetario per l’impresa, cambia il contenuto dell’esclusione. La risposta è stata letta il 24 agosto 2026.
Le condizioni sono cumulative; l’onere di dimostrarle spetta all’impresa, non al cliente. La base è il testo originale della risposta della Commissione europea pubblicata nella banca dati di domande e risposte ESMA il 3 marzo 2026, letta il 24 agosto 2026.[13]
| condizione | traduzione del testo originale (articolo 39a(1) di MiFIR, secondo la risposta della Commissione) | cosa comprende |
|---|---|---|
| (a) | «il rimborso o lo sconto sulle commissioni di transazione delle sedi di esecuzione è consentito dalla struttura tariffaria approvata e pubblica della pertinente sede di negoziazione nell’Unione o della pertinente sede di un paese terzo» | il rimborso deve derivare da una tariffa approvata e pubblica di una sede di esecuzione, nell’Unione o in un paese terzo |
| (b) | «il rimborso o lo sconto avvantaggia esclusivamente il cliente e non l’impresa» | il rimborso va interamente al cliente, non all’impresa |
| (c) | «non determinano un beneficio monetario per l’impresa di investimento» | il beneficio non procura un guadagno monetario all’impresa |
In pratica questo significa che non ogni beneficio ricevuto da una sede di esecuzione dimostra una violazione. Il divieto dell’articolo 39a di MiFIR è reale e riguarda tutta l’Unione, ma concerne le remunerazioni trattenute dall’impresa. Un rimborso derivante dalla tariffa approvata e pubblica di una sede, trasferito interamente al cliente e senza beneficio monetario per l’impresa, rientra nell’esclusione. Spetta all’impresa dimostrare le tre condizioni, non a te.
Questa modifica trasforma una voce morta della lista in un utile test di giurisdizione — ma a due fasi, non una. Prima: verifica se il beneficio descritto rientri nell’esclusione dell’articolo 39a(1), cioè se sia un rimborso o una riduzione di una commissione di transazione derivante dalla tariffa approvata e pubblica di una sede e trasferito interamente al cliente. Se vi rientra, non hai un segnale d’allarme, ma un meccanismo consentito di riduzione dei costi. La seconda fase riguarda soltanto ciò che ne resta fuori: se i documenti descrivono ricevere e trattenere remunerazioni dalle sedi come elemento del modello di attività, non informano che «il broker divulga qualcosa», ma che molto probabilmente il contratto non viene concluso con una società soggetta al regime UE. Torni allora alla prima domanda di questo paragrafo: quale società, quale autorità di vigilanza e su quale base presta servizi a un cliente del tuo paese.
Segnali d’allarme nei documenti: la versione attuale
- Non riesci a stabilire di chi sia il documento: una strategia di esecuzione senza denominazione completa della società nel piè di pagina, o con un nome diverso da contratto e modulo di apertura. È il segnale più grave, perché invalida ogni altra constatazione
- Strategia di esecuzione assente o priva di contenuto: il documento dice «puntiamo alla best execution», ma non descrive fattori e pesi, sedi di esecuzione né modalità di revisione della strategia. Questo sostituisce il vecchio segnale «manca RTS 28»
- Struttura di esecuzione descritta soltanto in termini generici: «più fornitori di liquidità» senza dire se l’ordine sia eseguito contro l’impresa stessa o inoltrato oltre. Un’impresa che lo descrive chiaramente offre più elementi di valutazione di una che lo evita
- Remunerazione dalle sedi di esecuzione trattenuta dall’impresa nei documenti di un’entità che dichiara di operare nell’UE: una contraddizione con l’articolo 39a di MiFIR. Prima di considerarlo un allarme, verifica se il beneficio sia un rimborso o una riduzione di commissione di transazione nell’esclusione dell’articolo 39a(1): quel tipo va interamente al cliente ed è consentito. Il segnale è un beneficio che resta all’impresa; verifica allora quale società del gruppo sia realmente coinvolta
- Documento senza data né informazioni sulla revisione: la strategia di esecuzione è soggetta a revisione periodica. Un documento non databile non è adatto al confronto con la tua misurazione
9. Esecuzione demo e reale
Un conto demo è una simulazione di negoziazione, non negoziazione. In comune ha l’interfaccia della piattaforma e la logica dei tipi di ordine; differisce ciò che succede dopo l’invio. Il meccanismo della differenza è concreto: su un conto demo non vi sono controparte, coda di ordini o esposizione da gestire, quindi l’abbinamento è simulato sul server demo secondo una regola semplificata. L’esecuzione demo tende perciò a essere più fluida del reale, non perché il broker sia più onesto, ma perché nessuno dall’altra parte deve accettare l’operazione. «Tende» conta: il grado di attenuazione dipende da come l’impresa ha costruito il server demo, non da una regola di tutto il mercato; la documentazione di alcune imprese dichiara inoltre condizioni demo uguali al reale.
Tutto nella tabella dipende dall’entità giuridica e dalla giurisdizione e, in secondo luogo, da conto e strumento. La colonna «Demo» descrive l’effetto tipico dell’assenza di controparte, non un parametro vincolante per tutti i conti demo. Un tale parametro non esiste: il modello demo è stabilito dal broker. Verifica ogni riga con descrizione del conto demo e guida della piattaforma della tua impresa, poi con un confronto demo-reale sullo stesso strumento e negli stessi orari.
| Parametro | Demo | Reale |
|---|---|---|
| Tasso di esecuzione | Di solito superiore a quello del conto reale, perché non esiste una controparte che debba accettare l’ordine; non è però un valore garantito: la documentazione di alcune piattaforme prevede l’annullamento, sul conto demo, di un ordine non eseguito immediatamente | Inferiore al 100% e variabile; più basso nelle finestre di pubblicazione dei dati. Il valore va ricavato dalle proprie misurazioni, non da una tabella |
| Slippage | Spesso nullo, perché l’abbinamento è simulato, ma non per definizione: alcune guide delle piattaforme prevedono espressamente lo slippage, anche su un ordine di presa di profitto | Variabile, in funzione della liquidità e del modello del broker |
| Spread | Dipende dall’implementazione: talvolta fisso o minimo, talvolta alimentato dalla stessa fonte del conto reale; verifica la documentazione della tua società | Variabile; si amplia durante la volatilità, al rollover e in condizioni di scarsa liquidità |
| Riquotazioni | Di solito assenti, se il server demo non riproduce la modalità Instant Execution: un parametro da verificare, non una regola | Possibili in modalità Instant Execution, frequenti in prossimità dei dati macroeconomici |
| Tempo di esecuzione | Di solito breve e stabile: l’ordine viaggia sulla rete fino al server demo del broker, ma non passa né attraverso l’instradamento né attraverso l’abbinamento con una controparte | Variabile; misura la mediana e il 95° percentile, non una singola lettura |
| Liquidità | Illimitata dal lato della simulazione: il broker non deve trovare una controparte | Limitata; dipende dagli LP, dall’ora del giorno e dallo strumento |
| Esecuzione parziale | Di solito non si verifica, perché non esiste una coda di ordini; è però una caratteristica dell’implementazione, non una regola valida per tutti i conti demo | Possibile con ordini di grandi dimensioni o in condizioni di scarsa liquidità |
| Storico del conto | Nessuno: il conto non interessa a nessuno tranne che a te | Il conto ha uno storico di volumi e risultati; il modo in cui la società lo gestisce è descritto nella sua politica di esecuzione degli ordini e nelle condizioni contrattuali; vedi 12.2 |
La conseguenza è semplice: un flusso operativo testato esclusivamente in demo gonfia artificialmente la qualità di un sistema. Una strategia che in demo ottiene un’esecuzione a ogni livello, slippage nullo e spread fisso si scontrerà con la realtà sul conto reale, e il risultato potrà essere radicalmente diverso.
C’è un’altra differenza che il conto demo, per definizione, non può riprodurre: su un conto reale le tue operazioni creano un’esposizione effettiva per la società, mentre sul conto demo non ne creano alcuna. Dal punto di vista della misurazione, ciò significa che la distribuzione dei risultati può differire tra gruppi di conti con diversi profili di volume negoziato, e che un cliente al dettaglio non vedrà direttamente tale differenza, ma solo indirettamente, confrontando i propri numeri con quelli di un secondo conto. Come una società gestisce l’esposizione risultante e in quale punto di questo meccanismo nasce un conflitto di interessi è spiegato qui: articolo 12.2. Questo articolo si limita all’osservazione.
Il flusso di test corretto:
- Demo – verifica la logica della strategia, la correttezza del codice dell’EA e la meccanica di entrate e uscite. Non giudicare i risultati finanziari in questa fase
- Un microconto reale – esecuzione reale con la minor somma possibile. L’importo, in questo caso, è un budget di test che stabilisci tu: deve essere sufficiente a raccogliere un campione con dimensioni degli ordini vicine a quelle previste e a coprire i costi di esecuzione che calcolerai più avanti. Non è il deposito minimo del prodotto – è un parametro di una specifica società e va ricavato dai suoi documenti, non da questo articolo. Opera per un periodo che comprenda condizioni di mercato diverse e continua la raccolta finché i numeri oscillano ancora. Considera questa fase un audit della società, non un test della strategia
- Misurazione dell’esecuzione – slippage (mediana + asimmetria), tasso di esecuzione, spread reale rispetto a quello pubblicizzato. Confrontali con i risultati del conto demo: la differenza mostrerà la portata dell’illusione
- Decisione – confronta il costo di esecuzione misurato con il vantaggio della strategia e dividi il primo per il secondo. Questo rapporto è un numero comparativo, non una soglia: da solo non risolve nulla finché non lo confronti con una seconda misurazione, ossia la stessa strategia su un secondo conto, lo stesso conto in un altro trimestre o le stesse regole su un altro strumento e in altri orari. La conclusione varia in modo continuo: minore è la quota del vantaggio assorbita dal costo di esecuzione, più è facile incorporarlo nel modello e continuare a operare; maggiore è tale quota, più si restringe l’insieme di orari e strumenti in cui la strategia regge. Quando il costo si avvicina al vantaggio, a essere in discussione è la strategia stessa, non la scelta della società: cambiare broker non cambierà l’aritmetica. Questo articolo non fissa alcun limite numerico, perché non esiste una fonte che ne stabilisca uno
Un errore comune: un trader testa in demo per tre mesi, ottiene un guadagno del 40%, deposita una somma elevata su un conto reale e perde il 15% nel primo mese. La differenza non è sfortuna né psicologia, benché la psicologia abbia un suo ruolo: è una discrepanza sistematica tra l’ambiente sterile della demo e l’esecuzione reale. Un microconto offre il primo contatto con l’esecuzione reale, ma non fingere che 0,01 lotti dicano tutto sulle esecuzioni di ordini più grandi; la dimensione dell’ordine è una delle variabili che stai misurando.
Quanto costa un audit di questo tipo: calcoli con valori illustrativi. Calcoliamo invece di stimare, con ipotesi dichiarate apertamente: è il budget di un test di esempio, non un importo consigliato né un deposito minimo. Un microconto da USD 200, EUR/USD a 0,05 lotti, 100 operazioni in 30 giorni, un conto raw: una commissione di USD 6,00 per lotto, apertura e chiusura comprese, dà 6,00 × 0,05 × 100 = USD 30; uno spread di 0,4 pip, con un valore del pip di USD 0,50, dà 0,4 × 100 × 0,50 = USD 20; lo slippage, con una media ipotizzata di −0,15 pip su 200 esecuzioni, è 0,15 × 200 × 0,50 = USD 15. Sono circa USD 65 di costi di esecuzione, indipendenti dal risultato delle operazioni stesse, esclusi il costo di finanziamento delle posizioni mantenute durante la notte e le eventuali conversioni valutarie: entrambi vanno aggiunti separatamente a questo budget. È questo il costo dei dati, e nessuno te li fornirà in altro modo.
Da dove nasce il divario tra demo e conto reale: calcoli con valori illustrativi. Consideriamo un EA che genera 14 segnali al giorno per 10 giornate di negoziazione, su EUR/USD a 0,10 lotti. Sono 140 segnali. Supponiamo che sul conto demo di questa società lo slippage medio sia di 0 pip e il tasso di esecuzione delle entrate sia del 100%: è un’ipotesi dello scenario, non un parametro comune a tutti i conti demo. Sul conto reale lo slippage medio è di −0,7 pip e il tasso di esecuzione delle entrate è dell’89%; ipotizziamo inoltre che tutta la quota mancante sia costituita da rifiuti, non da riquotazioni seguite da un nuovo ordine.
Calcoliamo separatamente i due effetti, perché sono due grandezze diverse conteggiate su due insiemi diversi. Entrate perse: un tasso di esecuzione delle entrate dell’89% significa che, su 140 segnali, circa 15 non si sono mai concretizzati; quei 15 non sono un costo in dollari, ma operazioni mancanti nelle statistiche. Restano 125 operazioni, che, supponendo che ogni uscita venga eseguita, corrispondono a 250 esecuzioni, perché ogni operazione comprende un’entrata e un’uscita. Costo dello slippage: 0,7 pip × 250 esecuzioni = 175 pip, che, con un valore del pip di USD 1,00, danno USD 175 di costo che il backtest non ha modellato affatto. Qui l’ordine conta: se lo slippage fosse stato calcolato su 280 esecuzioni, cioè su tutti i 140 segnali, quegli stessi quindici sarebbero entrati due volte nel calcolo, una come esecuzione con slippage e una come entrata persa. È esattamente ciò da cui mette in guardia la sezione 1: i rifiuti non aumentano il costo di un’operazione, ma riducono il numero di operazioni nell’anno.
10. Cosa fare con i risultati delle misurazioni
Raccogliere dati di esecuzione è solo metà del processo. L’altra metà consiste nel prendere una decisione sulla loro base. Molti trader misurano, vedono un problema e non fanno nulla. Perché cambiare broker richiede impegno, cambiare strategia significa ammettere un errore e accettare i costi significa rinunciare all’illusione di un trading gratuito.
I dati delle misurazioni consentono tre possibili conclusioni. Ciascuna richiede una risposta diversa, e nessuna consiste nell’aspettare che le cose migliorino da sole.

Conclusione 1: cambiare società. La base è un insieme di osservazioni, non una singola soglia: una distribuzione dello slippage chiaramente spostata a tuo sfavore su un campione raccolto finché la mediana e le tre quote si sono stabilizzate, un tasso di esecuzione sensibilmente inferiore rispetto a un secondo conto nelle stesse condizioni, riquotazioni concentrate su un lato del mercato e un divario crescente tra mediana e p95 del tempo di esecuzione. Nessuno di questi numeri significa qualcosa da solo: soltanto l’insieme completo, confrontato con una seconda misurazione, costituisce un argomento. Prima di decidere, verifica però un aspetto dalla tua parte: se le tue entrate cadono sistematicamente nel momento di un impulso, perché in tal caso il cambio di società trasferirà la stessa distribuzione sul nuovo conto.
Conclusione 2: adattare la strategia alla realtà dell’esecuzione. La misurazione mostra slippage di entrambi i segni e un tasso di esecuzione elevato, ma da sola non dimostra l’equità. Nello scenario ipotizzato, i costi di esecuzione assorbono il vantaggio. Lo scalping con un vantaggio di 0,8 pip non funziona matematicamente con uno spread di 0,3 pip e uno slippage medio di −0,4 pip; lo si vede soltanto applicando correttamente la formula della sezione 6. Lo slippage vi entra due volte, perché si verifica sia all’entrata sia all’uscita, per cui il costo è 0,3 + 2 × 0,4 = 1,1 pip per operazione: più dell’intero vantaggio, e questo prima della commissione, che il calcolo non include affatto. La scorciatoia 0,3 + 0,4 darebbe 0,7 pip e un margine apparente. Confronta i costi di un altro broker, ma non dare per scontato che cambiare società ripristini automaticamente il vantaggio. Valuta un orizzonte temporale più lungo, obiettivi più ampi e strumenti con costi di esecuzione inferiori. Una strategia deve avere un vantaggio sufficiente a sopravvivere ai costi reali. La stessa disciplina vale nel calcolo del margine: un cuscinetto si calcola sempre con la formula completa, in cui lo slippage entra due volte. La scorciatoia lascerebbe 0,1 pip di margine sul vantaggio; la formula completa mostra che non esiste alcun margine: basta un solo moltiplicatore mancante per tenere in vita un sistema che matematicamente non funziona più.
Conclusione 3: accettare i costi e incorporarli nel modello. Il costo di esecuzione misurato rientra nel budget della strategia. Uno slippage medio ipotizzato di −0,2 pip, ossia 0,4 pip per coppia di entrata e uscita, a fronte di un vantaggio di 3 pip è un costo accettabile. Incorpora nel modello il costo di esecuzione reale: non lo spread del listino, ma lo spread misurato più lo slippage misurato più il tasso di esecuzione misurato. Se la strategia resta redditizia dopo aver contabilizzato i costi reali, hai una strategia che sopravvivrà al contatto con il mercato. È questo il punto: un sistema che funziona con i costi di esecuzione pienamente considerati, non malgrado essi.
Cosa non fare:
- Non ignorare i dati – l’errore più comune. Un trader vede una distribuzione spostata e la giustifica con un singolo evento macroeconomico. La suddivisione del campione per condizioni di mercato descritta nella sezione 6 serve proprio a verificarlo, anziché decidere in base a un’impressione
- Non cambiare società senza una misurazione – una decisione basata su un’opinione letta in un forum scambia un’incognita con un’altra. Misura presso ciascuna società e confronta condizioni identiche
- Non ottimizzare i backtest per uno spread fisso – un backtest con spread variabile ricavato dai dati tick produce risultati peggiori, ma riproducibili su un conto. Un backtest con spread fisso produce risultati che non si possono replicare nel trading
- Non operare con un capitale elevato senza un audit dell’esecuzione – un microconto costa quanto una cena. Depositare USD 10.000 presso un broker con slippage asimmetrico comporta un costo che cresce a ogni transazione
Una singola cattiva esecuzione durante l’NFP non è una prova. Un campione ampio e stabilizzato con una distribuzione spostata in modo persistente, confrontato con una seconda misurazione nelle stesse condizioni, costituisce un argomento; ed è la parola più forte che il tuo diario consente di usare in questo caso.
La misurazione non è un esercizio da svolgere una sola volta. La qualità di esecuzione cambia nel tempo: un broker può cambiare fornitore di liquidità, modificare l’instradamento o introdurre un nuovo plug-in della piattaforma. Misura ogni trimestre e confronta i risultati con le misurazioni precedenti. Se lo slippage aumenta mentre le condizioni dalla tua parte — strumento, orari, dimensione e natura delle entrate — non sono cambiate, hai un’osservazione da chiarire nei documenti della società, non una conclusione definitiva sulla sua parte della catena.
Se decidi di cambiare, non chiudere subito il vecchio conto. Apri un microconto presso la nuova società e svolgi una misurazione identica: stesso strumento, stessi orari, stessa dimensione, stesso modello a sedici campi e un campione che copra condizioni comparabili, tenendo conto dell’incertezza di entrambe le misurazioni quando le dimensioni dei campioni differiscono. Trasferisci il capitale solo quando i dati confermano il vantaggio. Una misurazione parallela è l’unico modo per distinguere il cambio di società da un cambiamento delle condizioni di mercato avvenuto nello stesso momento.
Il primo passo concreto è questo: crea un foglio di calcolo con le sedici colonne della sezione 6, inserisci nel primo campo la denominazione completa della società indicata nel contratto e inizia a registrare ogni ordine. Quando la mediana e le tre quote smettono di oscillare aggiungendo ulteriori osservazioni, torna ai numeri e calcola il costo annuo di esecuzione con il metodo della sezione 7. Quel numero non lo troverai né in un listino né in una classifica.
FAQ – Qualità di esecuzione nel Forex
Che cos’è lo slippage ed è sempre negativo?
Quante transazioni servono per valutare la qualità di esecuzione di un broker?
Si può usare un conto demo per valutare la qualità di esecuzione di un broker?
Che cos’è la best execution e dove trovo la politica del broker?
Quale tasso di esecuzione è accettabile presso un broker retail?
Di chi sto misurando davvero la qualità di esecuzione: del marchio o di una società specifica?
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Fonti e bibliografia
Fonti consultate il: 23 agosto 2026; le voci [3], [4], [7] e [8] sono state rilette e il testo delle citazioni è stato verificato il 24 agosto 2026. Lo stesso giorno è stato accertato il testo ufficiale dell’articolo 64 e del considerando 101 del regolamento 2017/565, inserito nell’articolo sotto forma di citazioni letterali, qui riportate in traduzione dalla lingua originale; entrambi gli indirizzi della voce [10] conducono alle disposizioni da cui provengono le citazioni. Le voci [13] e [14] sono state aggiunte il 24 agosto 2026. La numerazione corrisponde ai rimandi nel corpo dell’articolo.
- Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID II), articolo 27: obbligo di eseguire gli ordini alle condizioni più favorevoli per il cliente e criterio del corrispettivo totale per un cliente al dettaglio. EUR-Lex, CELEX 32014L0065.
- Direttiva (UE) 2024/790 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 febbraio 2024 che modifica la direttiva 2014/65/UE: articolo 1(4)(c) («il paragrafo 6 è soppresso»), che abroga l’articolo 27(6) della MiFID II, e articolo 2(1), che fissa il termine di recepimento al 29 settembre 2025. EUR-Lex, GU L dell’8 marzo 2024.
- ESMA, dichiarazione pubblica «Deprioritisation of supervisory actions on the obligation to publish RTS 28 reports in light of the agreement on the MiFID II/MiFIR review», rif. ESMA35-335435667-5871, 13 febbraio 2024 – il testo del documento (PDF). Separatamente, per il testo che reca la data del 13 febbraio 2024: la relativa pagina delle notizie ESMA.
- Commissione europea, tabella delle misure di recepimento della direttiva (UE) 2024/790 per Stato membro: la maggior parte degli Stati membri appartiene al gruppo che ha notificato misure di recepimento completo; secondo lo stato della tabella al 7 agosto 2026, cinque Stati membri non avevano notificato alcuna misura di recepimento: Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna. finance.ec.europa.eu.
- Regolamento (UE) 2024/791 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 febbraio 2024 che modifica il regolamento (UE) n. 600/2014 (MiFIR): il nuovo articolo 39a, il divieto di ricevere remunerazioni per l’instradamento degli ordini dei clienti, l’esclusione permanente da tale divieto di rimborsi e sconti sulle commissioni di transazione prevista dall’articolo 39a(1) e la deroga transitoria valida fino al 30 giugno 2026. EUR-Lex, GU L dell’8 marzo 2024.
- Regolamento delegato (UE) 2017/576 della Commissione dell’8 giugno 2016 (RTS 28): norme tecniche per la pubblicazione annuale delle informazioni sulle sedi di esecuzione. L’atto resta nell’ordinamento, ma la sua base nell’articolo 27(6) della MiFID II è stata abrogata. EUR-Lex, CELEX 32017R0576.
- Due documenti sulla stessa vicenda, riportati intenzionalmente insieme perché differiscono nell’importo e nella classificazione. Valore preliminare: FXCM Inc., comunicato stampa «FXCM Comments on Swiss Franc Movement», 15 gennaio 2015: saldi negativi dei conti dei clienti dovuti alla società per circa USD 225 milioni dopo la decisione della BNS del 15 gennaio 2015. globenewswire.com – il comunicato è stato pubblicato come allegato 99.1 a un rapporto corrente Form 8-K e l’allegato stesso reca la data del 15 gennaio 2015; la data del 16 gennaio nel percorso dell’indirizzo deriva dai metadati di distribuzione, non dal contenuto del documento. Dati definitivi: il rapporto annuale Form 10-K per l’esercizio 2016, depositato presso la Securities and Exchange Commission statunitense nel marzo 2017 da Global Brokerage, Inc. (FXCM Inc. fino al 24 febbraio 2017): USD 275,1 milioni di saldi debitori, circa USD 9,8 milioni recuperati, USD 265,4 milioni di perdita netta dopo i recuperi per il 2015. sec.gov, EDGAR.
- Financial Conduct Authority, «News for customers of Alpari (UK) Limited»: avviso che la società è stata sottoposta allo Special Administration Regime il 19 gennaio 2015. fca.org.uk. Stato dell’entità dopo la conclusione del procedimento — sciolta il 7 settembre 2018, voce «Dissolved» — nel registro britannico delle imprese, numero 05284142: Companies House.
- Markets Committee, Bank for International Settlements, «The sterling »flash event« of 7 October 2016», rapporto pubblicato il 13 gennaio 2017. bis.org.
- Regolamento delegato (UE) 2017/565 della Commissione del 25 aprile 2016 che integra la direttiva 2014/65/UE – articolo 64 (criteri per l’esecuzione alle condizioni migliori) e considerando 101 (la condizione per dare precedenza a fattori diversi dal prezzo e dal costo immediati). Due disposizioni diverse dell’atto: la citazione sui criteri proviene dall’articolo 64(1), quella sulla precedenza dal considerando 101. GU L 87 del 31.3.2017, pp. 1–83; il testo dell’articolo 64 segue la versione consolidata del 2 agosto 2022. EUR-Lex, versione consolidata; il testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
- Un esempio di registro nazionale: l’Autorità di vigilanza finanziaria polacca (KNF), lo strumento di ricerca dei soggetti vigilati e gli elenchi delle notifiche delle imprese di investimento estere che operano in Polonia. Ogni Stato dell’UE e del SEE mantiene un registro equivalente presso il proprio regolatore: verifica quello della tua giurisdizione. knf.gov.pl.
- Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ESMA Registers: registri delle imprese di investimento e delle sedi di esecuzione nell’Unione europea. registers.esma.europa.eu.
- ESMA, banca dati di domande e risposte, voce ESMA_QA_2557, «Investment firms’ use of rebates and discounts to lower fees for clients under the payment for order flow (PFOF) prohibition»; risposta fornita dalla Commissione europea, pubblicata sul sito ESMA il 3 marzo 2026; base giuridica indicata: articolo 39a(1) del MiFIR. Non indico la data di registrazione della domanda stessa perché il sito la riporta in un formato ambiguo. esma.europa.eu, ESMA_QA_2557. Voce aggiunta il 24 agosto 2026.
- ESMA, «List of EU Member States using the temporary exemption from the payment for order flow (PFOF) prohibition under the MiFIR review», rif. ESMA35-335435667-5923, 27 marzo 2024: elenco mantenuto ai sensi dell’articolo 39a(2) del MiFIR. L’unico Stato nell’elenco è la Germania, con data di notifica del 21 marzo 2024; il documento riporta anche il termine per la notifica: 29 settembre 2024. esma.europa.eu. Voce aggiunta il 24 agosto 2026.