Concetti fondamentali e meccanica del forex: una mappa degli otto articoli della sezione
Prima di aprire una posizione sul forex, è utile capire che cosa mostra la piattaforma: il tasso di cambio, la dimensione della posizione, il margine richiesto e i costi di negoziazione. Questa sezione spiega tali concetti passo dopo passo, dalla notazione delle coppie valutarie al risultato finale dell’operazione. I suoi otto articoli aiutano a leggere le quotazioni, tradurre le variazioni di prezzo in importi monetari e capire come vengono eseguiti gli ordini.
- Struttura di una coppia valutaria – valuta base, valuta quotata, codici ISO 4217, gerarchia e convenzioni di quotazione (art. 2.1).
- Classificazione delle coppie – major, cross ed esotiche. Perché lo zloty è «esotico» e perché il renminbi sta aumentando la propria presenza sul mercato valutario mondiale ma, secondo la BIS, resta ancora dietro alla sterlina (art. 2.2).
- Quotazioni, bid/ask e tassi incrociati – due prezzi, lo spread, la parte principale della quotazione detta big figure e il calcolo del tasso EUR/JPY a partire da due coppie con il dollaro (art. 2.3).
- Pip, pipette e tick – l’unità convenzionale di variazione del cambio, il suo valore monetario e perché 45 pip su EUR/USD sono diversi da 45 pip su EUR/PLN (art. 2.4).
- Dimensione della posizione: lotti – il lotto standard, mini e micro, la dimensione del contratto, il nozionale e il valore del pip, oltre al calcolo inverso dal valore del pip al volume, con tabelle per conti in zloty (art. 2.5).
- Leva e margine – come funziona la leva, quanto margine blocca il broker, quando si avvicina lo stop-out e perché nell’UE la leva per i clienti al dettaglio è limitata a 1:30 (art. 2.6).
- Tipi di ordine e modalità di esecuzione – ordini a mercato, limite, stop, stop-loss e take-profit, e il ciclo di vita di un ordine: attivazione, esecuzione e slippage, con le conseguenze sul prezzo ottenuto (art. 2.7).
- Spread, commissioni e swap – le principali componenti del costo di un’operazione, come calcolarle e confrontarle tra conti (art. 2.8).
1. Perché questa sezione è fondamentale
Nella prima sezione del corso abbiamo descritto il mercato valutario da una prospettiva generale: che cos’è, come è nato, come funziona, le sue dimensioni e il suo ruolo nell’economia. Quegli articoli forniscono il contesto: il forex è l’infrastruttura del commercio mondiale, con un volume giornaliero di circa 9,5 mila miliardi di dollari, non un «gioco per trader» (dati definitivi BIS per aprile 2025).
Questa sezione affronta la meccanica: come si costruisce la quotazione sullo schermo, che cosa c’è dietro ogni cifra, come funziona la leva, quanto costa ciascuna operazione e quali strumenti servono a controllare il rischio. Senza queste basi, strategia, analisi e gestione del rischio non hanno un fondamento.
Le perdite possono derivare anche da semplici errori meccanici: una dimensione errata della posizione, un margine frainteso o uno spread ignorato che può ampliarsi improvvisamente al rollover, oltre che da strategie sbagliate. I concetti di questa sezione sono parametri di negoziazione presenti nelle specifiche di ogni strumento, non soltanto definizioni teoriche. Questo testo è una mappa: organizza e presenta gli argomenti, mentre la meccanica viene sviluppata negli otto articoli 2.1–2.8.
2. Il linguaggio del mercato: la terminologia come strumento operativo
Il gergo del mercato valutario è un modo codificato di comunicare i parametri di un’operazione, non serve a creare un’aura di esclusività. Una frase di un dealer sul mercato interbancario racchiude in poche parole strumento, direzione e dimensione; su una piattaforma al dettaglio, le stesse informazioni si trovano nei campi del modulo d’ordine e nelle specifiche dello strumento.
La differenza tra i partecipanti al mercato sta in ciò che leggono nella stessa notazione. Un principiante vede in EUR/USD un simbolo e un prezzo. Un trader esperto ricava dalla quotazione completa le valute base e quotata, i lati bid e ask e lo spread, e valuta la liquidità e il rischio di slippage in relazione all’orario e alle condizioni di mercato. Le conseguenze delle lacune sono quantificabili: confondere la valuta base con quella quotata inverte la direzione dell’esposizione; un valore del pip errato produce una posizione più grande di quanto previsto dal rischio assunto; e la differenza tra uno stop-loss ordinario e uno garantito, se il broker offre quest’ultimo, emerge soltanto in presenza di un gap di prezzo. Ciascuno di questi elementi ha un proprio articolo in questa sezione, con i calcoli che permettono di verificarlo autonomamente.
3. Dall’astrazione agli zloty: la prospettiva polacca
La maggior parte dei manuali di forex è scritta dalla prospettiva di un trader con un conto in dollari: EUR/USD = 1,0842, pip = 10 USD, lotto standard = 100.000 EUR.
Una precisazione iniziale: la meccanica delle quotazioni deriva dal mercato valutario, ma un cliente al dettaglio acquisisce spesso esposizione tramite contratti CFD, derivati che seguono i prezzi del mercato sottostante senza consegna fisica delle valute.
Se il conto è denominato in zloty, una scelta comune tra i clienti polacchi, i calcoli diventano più complessi. Un pip su 1 lotto di EUR/USD vale 10 USD, ma quanto vale in zloty? Dipende dal tasso USD/PLN. Il margine su 0,1 lotti di EUR/USD con leva 1:30 è 0,1 × 100.000 × 1,0850 ÷ 30 ≈ 362 USD, cioè circa 1.447 PLN con USD/PLN = 4,00; questo valore in zloty varia con il cambio. Lo swap su una posizione lunga EUR/USD è, per esempio, −5,20 USD al giorno: un importo illustrativo, mentre quello effettivo si trova nelle specifiche del broker. Anche in questo caso l’importo in zloty dipende dalla conversione corrente.
In questa sezione ogni articolo che contiene calcoli li presenta sia in dollari sia in zloty con un tasso semplificato di USD/PLN = 4,00 PLN, di carattere illustrativo. È una necessità, non una concessione al lettore polacco. Senza convertire il valore del pip nella valuta del conto, non si può determinare in modo affidabile l’effetto monetario di una variazione di prezzo. Il calcolatore del valore del pip risolve questo problema in un secondo.
La prospettiva polacca emerge anche in un contesto che va oltre l’aritmetica. Lo zloty viene generalmente incluso tra le valute dei mercati emergenti, e le coppie che lo contengono sono talvolta definite esotiche nella classificazione al dettaglio, come abbiamo spiegato nell’articolo dedicato. Nella pratica ciò significa spread più ampi, minore liquidità al di fuori della sessione europea e costi di negoziazione più elevati su EUR/PLN e USD/PLN. La pubblicazione della tabella A della NBP, tra le 11:45 e le 12:15, può essere un riferimento importante per valutazioni e regolamenti. Le decisioni del Consiglio di politica monetaria polacco possono muovere lo zloty di diverse centinaia di pip in una sola sessione. È un contesto che non si trova in un manuale in inglese e che è indispensabile se si opera con capitale denominato in zloty.
In tutto il corso gli esempi usano tassi semplificati: USD/PLN = 4,00 PLN ed EUR/USD = 1,0850. È uno strumento didattico, non una previsione. Le cifre tonde rendono i calcoli chiari e facili da riprodurre su carta. Nel trading reale i tassi cambiano ogni frazione di secondo e i calcolatori delle piattaforme, come OANDA, Myfxbook o quelli integrati in MT5, effettuano automaticamente le conversioni. Conta capire la logica dei calcoli, non memorizzare numeri specifici.
4. Mappa della sezione: otto articoli, una logica
Otto articoli in ordine logico: dalla costruzione della quotazione, passando per la misurazione dei movimenti e la gestione della dimensione della posizione, fino agli strumenti di negoziazione e ai costi. Possono essere letti singolarmente, ma i concetti si basano l’uno sull’altro, quindi è preferibile seguire l’ordine.
2.1. Struttura di una coppia valutaria
Il punto di partenza dell’intera sezione: che cos’è una coppia valutaria e come leggerla. In modo preciso: valuta base, che rappresenta la merce; valuta quotata, che ne esprime il prezzo; codici ISO 4217, solitamente formati da due lettere del codice del paese e una del nome della valuta, con eccezioni come EUR; gerarchia convenzionale di quotazione che stabilisce quale valuta compare a sinistra della coppia; e convenzioni di quotazione: termini americani, termini europei e l’insidia terminologica di «diretta o indiretta», il cui significato cambia a seconda del paese da cui si osserva. L’articolo spiega anche perché le quote delle valute nelle statistiche BIS sommano al 200%: ogni operazione valutaria è contemporaneamente un acquisto di una valuta e una vendita dell’altra.
2.2. Classificazione delle coppie: major, cross ed esotiche
Lo standard ISO 4217 organizza i codici delle valute e di alcune unità di regolamento; esistono migliaia di combinazioni teoriche di coppie, ma il mercato ne quota attivamente solo una piccola parte. Nella pratica le coppie si dividono in tre gruppi. Major – le coppie più liquide con il dollaro; in genere se ne elencano sette, e la somma delle loro quote, calcolata dall’annesso definitivo BIS 2025, è circa il 59% del volume di negoziazione. Cross – coppie senza il dollaro, come EUR/GBP o GBP/JPY. Il termine «minor» viene usato in modo non uniforme e non coincide esattamente con cross. Esotiche – coppie con valute dei mercati emergenti, tra cui lo zloty. L’articolo spiega anche perché USD/CNY rappresenta già circa l’8,2% del volume mondiale, benché il renminbi come valuta resti dietro alla sterlina, e perché la Polonia è «sviluppata» nelle classificazioni azionarie ma «esotica» sul forex.
2.3. Quotazioni, bid/ask e tassi incrociati
Su un mercato attivo ci sono due prezzi: bid – il prezzo al quale vendi, oppure chiudi una posizione lunga, e ask – il prezzo al quale compri. La differenza tra ask e bid è lo spread: a mercato invariato, una posizione aperta su un lato della quotazione viene valutata sul lato opposto, quindi il suo risultato iniziale equivale al costo dello spread. L’articolo analizza questo meccanismo: da dove nasce lo spread, perché cambia con l’attività dei principali centri finanziari e che cosa significano «big figure» e «handle» nella comunicazione tra dealer. Poi passa ai tassi incrociati : come calcolare EUR/JPY da EUR/USD e USD/JPY; come ricavare bid e ask di un cross dai bid e ask delle coppie componenti, e solo successivamente il suo spread; e come l’arbitraggio triangolare limita le incoerenze tra i cambi. Nella pratica, le differenze di breve durata vengono sfruttate soprattutto da sistemi automatizzati a bassa latenza.
2.4. Pip, pipette e tick
Sul forex, anziché dire «il cambio è salito di 0,0045», si dice «si è mosso di 45 pip». Per la maggior parte delle coppie un pip è una variazione di 0,0001, alla quarta cifra decimale; per molte coppie con lo yen è 0,01. Fa fede la convenzione di quotazione del simbolo specifico. Una pipetta è 1/10 di pip: la quinta cifra della quotazione nei simboli con precisione estesa. Un tick è, nella pratica al dettaglio, un singolo aggiornamento della quotazione; il passo minimo di prezzo dipende dallo strumento e dalla piattaforma. L’articolo contiene formule, una matrice del valore del pip per varie coppie e calcoli passo dopo passo per EUR/USD, USD/JPY, USD/CHF ed EUR/PLN. A parità di volume, su 1 lotto, 45 pip di EUR/USD valgono 450 USD, mentre su EUR/PLN valgono 450 PLN. Gli stessi pip danno un risultato in una valuta diversa e richiedono un percorso diverso di conversione in un conto in zloty.
2.5. Dimensionamento della posizione: lotti
Il numero nel campo Volume è una sintesi: il suo significato dipende dal numero di lotti, dalla dimensione del contratto nelle specifiche del simbolo e dal cambio della coppia. L’articolo passa dai lotti alle unità, al nozionale e al valore del pip, e mostra il calcolo inverso: come ottenere il volume necessario dal valore desiderato di un singolo pip, con tabelle per conti in zloty e dollari. Uno strumento utile è il calcolatore della dimensione della posizione.
2.6. Leva e margine
Una leva di 1:100 significa che 1.000 USD sul conto possono garantire un’esposizione equivalente a 100.000 USD. Su una posizione che utilizza tutta la leva disponibile, un movimento di mercato dell’1% equivale all’intero deposito, anche se nella pratica il broker inizierà a chiudere le posizioni prima, quando il livello di margine raggiunge la soglia di stop-out. L’articolo spiega il meccanismo: la formula del margine, cioè quanto riserva il broker; il livello di margine; le soglie di margin call e stop-out; e i limiti per i clienti al dettaglio nell’UE: 1:30 sulle coppie major, 1:20 sulle altre e 1:2 sulle criptovalute (ESMA). In Polonia si applica la decisione KNF n. DAS.456.2.2019, che consente a un cliente al dettaglio con status di cliente esperto una leva fino a 1:100, ma soltanto nelle classi di CFD indicate e dopo il rispetto delle condizioni previste dalla decisione. I dettagli sono nella sezione sulla normativa.
2.7. Tipi di ordine e modelli di esecuzione
Che cosa succede dopo aver premuto «Compra»? L’articolo descrive i tipi fondamentali di ordine: a mercato, limite, stop, stop-loss e take-profit ; inoltre illustra il ciclo di vita dell’ordine, perché attivazione ed esecuzione sono diverse, le modalità di esecuzione istantanea e a mercato, le riquotazioni e lo slippage del prezzo. Spiega perché un ordine limite non garantisce l’esecuzione, che può essere anche parziale, mentre uno stop-loss non garantisce un prezzo specifico.
2.8. Spread, commissioni e swap
Infine, i costi: spread, commissione e swap , più slippage e conversione valutaria, che completano il conto complessivo. Lo spread deriva dalla differenza tra i prezzi ask e bid: una posizione aperta su un lato della quotazione viene valutata sul lato opposto, quindi a mercato invariato il suo risultato iniziale equivale esattamente al costo dello spread. Sui conti con spread grezzo, il broker addebita solitamente una commissione separata, per ciascun lato dell’operazione oppure per l’intero ciclo di apertura e chiusura. Il finanziamento overnight, o swap, viene applicato una volta superato l’orario di rollover, e il tasso dipende dalla direzione della posizione, dalle specifiche del simbolo e dal margine del fornitore. Per molte coppie, un giorno della settimana prevede un moltiplicatore triplo, indicato nelle specifiche. Su una posizione mantenuta per una settimana, lo swap può superare lo spread; se la chiudi prima del rollover, non viene addebitato. L’articolo propone formule, tabelle comparative e risponde alla domanda: «Conviene un conto con spread incorporato oppure uno con spread grezzo più commissione?»
5. Come leggere questa sezione: a chi si rivolge e che cosa aspettarsi
Questa sezione insegna a capire esattamente che cosa succede dopo aver premuto Compra o Vendi; non insegna a guadagnare. Non presuppone esperienza di trading: bastano una lettura attenta e un’aritmetica semplice.
Che cosa non c’è: strategie, segnali, raccomandazioni e promesse di profitto. Che cosa c’è: definizioni basate su fonti istituzionali (BIS, ESMA, CFTC, CME, KNF e NBP), formule spiegate passo dopo passo, calcoli in dollari e zloty, tabelle comparative e avvertenze chiare dove il mercato è pericoloso. Secondo i dati ESMA del periodo di intervento sul prodotto del 2018, il 74–89% dei conti CFD al dettaglio perdeva denaro; i broker pubblicano le percentuali attuali nelle proprie avvertenze sul rischio. Quel dato è un riferimento per il tuo approccio al rischio, non uno strumento per spaventarti.
Leggi in ordine da 2.1 a 2.8. Non comprenderai il valore del pip (2.4) senza la struttura delle coppie (2.1); non sceglierai un lotto (2.5) senza il valore del pip; non valuterai il rischio della leva (2.6) senza i lotti; e non capirai i costi (2.8) senza lo spread dell’articolo 2.3. La sequenza non è casuale.
6. Che cosa segue: le prossime sezioni del corso
Dopo questi otto articoli comprenderai la meccanica del mercato valutario: quotazioni, misurazione dei movimenti di prezzo, dimensione della posizione, leva, ordini e costo di ogni operazione.
La prossima sezione, Partecipanti al mercato , risponde alla domanda: chi si trova dall’altro lato delle tue operazioni? La struttura del mercato influisce sui prezzi, sullo spread e sulle modalità di esecuzione. I partecipanti hanno obiettivi, orizzonti e necessità diversi, che si traducono nella liquidità e nelle quotazioni visibili sulla piattaforma.
Inizia dal primo articolo: struttura di una coppia valutaria.
Domande frequenti
Devo leggere la sezione 1 prima di passare a questa?
Non è necessario, ma è vivamente consigliato. La sezione 1 spiega che cos’è il mercato forex, come è nato, come funziona e quali sono le sue dimensioni: fornisce il contesto dei concetti tecnici della sezione 2. Se sai che cos’è il mercato OTC, che cos’è l’indagine triennale BIS e perché il dollaro partecipa a circa l’89% delle operazioni, pari all’89,1% secondo i dati definitivi BIS 2025, puoi iniziare qui. Se questi concetti non ti sono familiari, torna alla sezione 1.
Questa sezione insegna a fare trading sul forex?
Non direttamente. Insegna meccanismi, concetti e calcoli: le fondamenta del trading. Qui non troverai strategie, segnali o raccomandazioni. Ma dopo averla letta capirai ciò che vedi sulla piattaforma: quanto è grande una posizione, quanto vale un determinato movimento di prezzo, quale margine è richiesto e quali componenti formano il costo dell’operazione.
Servono conoscenze matematiche avanzate?
No. Moltiplicazioni, divisioni e percentuali. Forniamo le formule con spiegazioni passo dopo passo e un esempio numerico risolto. La statistica avanzata compare soltanto nella sezione sulla gestione del rischio, dove viene comunque spiegata per parti.
In quale ordine devo leggere gli articoli?
È meglio procedere in ordine da 2.1 a 2.8. I concetti si basano l’uno sull’altro: struttura della coppia → classificazione → quotazioni e spread → pip → lotti → leva → ordini → costi. Ogni articolo può essere letto da solo, ma la comprensione è più profonda se si conoscono i concetti dei testi precedenti.
Perché gli esempi sono in zloty e non soltanto in dollari?
Perché un conto in zloty è una scelta comune tra i clienti al dettaglio polacchi e i manuali scritti dalla prospettiva del dollaro non aiutano a convertire il valore del pip, il margine o lo swap in questa valuta. Usiamo un tasso semplificato di USD/PLN = 4,00 PLN per rendere chiari i calcoli. Nel trading reale controlli il cambio sulla piattaforma.
Che cos’è un pip e quanto vale?
Per la maggior parte delle coppie un pip è una variazione di 0,0001 alla quarta cifra decimale; per molte coppie con lo yen è 0,01. Fa fede la convenzione di quotazione del simbolo. Su un lotto standard di EUR/USD, pari a 100.000 EUR, 1 pip = 10 USD ≈ 40 PLN, con un tasso illustrativo di USD/PLN = 4,00. Su un mini lotto vale 1 USD; su un micro lotto, 0,10 USD. Dettagli, formule e tabelle nell’ articolo 2.4.
Che cos’è la leva 1:30?
Una leva di 1:30 significa che ogni zloty o dollaro di capitale proprio può garantire un’esposizione 30 volte maggiore. Avere 1.000 PLN sul conto permette di aprire una posizione con valore nozionale di 30.000 PLN. Profitti e perdite crescono in proporzione al valore dell’intera posizione, non al deposito. 1:30 è la leva massima sulle coppie major per i clienti al dettaglio nell’UE senza status di cliente esperto (ESMA); la decisione della KNF polacca consente fino a 1:100 a un cliente esperto nelle classi di CFD indicate. Dettagli nell’ articolo 2.6.
Quanto costa fare trading sul forex?
Tre componenti principali: spread : la differenza tra i prezzi bid e ask, che incide sul risultato di una posizione aperta e chiusa sui lati opposti della quotazione; commissione : un costo separato applicato secondo il tariffario del conto, per esempio per ciascun lato dell’operazione, per l’intero ciclo di apertura e chiusura oppure per lotto; e swap : finanziamento overnight. Lo slippage e i costi di conversione valutaria completano il conto totale. Con uno spread illustrativo EUR/USD di 0,5–1,5 pip e un valore del pip di 0,10 USD su un micro lotto, il costo d’ingresso è circa 0,20–0,60 PLN; su un mini lotto è circa 2–6 PLN. Un esempio di commissione su un conto con spread grezzo è 3,50 USD per lato, cioè 7 USD per aprire e chiudere 1 lotto. I tassi swap dipendono dalla coppia, dalla direzione della posizione e dalle specifiche del simbolo; li trovi presso il broker. L’articolo 2.8 scompone questi costi nei loro fattori fondamentali, con tabelle comparative.
Posso aprire un conto con un broker dopo questa sezione?
Tecnicamente sì: comprenderai ciò che vedi sulla piattaforma. Ma questa sola sezione non fornisce una strategia o un sistema di gestione del rischio: sono temi delle parti successive del corso. Se vuoi esercitarti, inizia con un conto demo : molti broker regolamentati nell’UE offrono conti demo con capitale virtuale e quotazioni reali. Una demo elimina il rischio di perdere fondi reali, ma non riproduce completamente le emozioni né tutte le condizioni di esecuzione di un conto reale.
Da dove provengono i dati di questa sezione?
Da fonti primarie: Indagine triennale delle banche centrali BIS 2025 : volumi, quote delle valute e centri di negoziazione; ESMA : dati sulle perdite dei clienti CFD e norme sulla leva; CME Group : specifiche dei contratti futures; ISO : codici valutari dello standard 4217; NBP : fixing e contesto polacco; KNF : comunicazioni sui rischi; e manuali accademici di Lyons, Harris e King/Osler/Rime. L’elenco completo delle fonti si trova alla fine di ciascun articolo.
Fonti
- BIS (2026), Triennial Central Bank Survey 2025 – OTC foreign exchange turnover, final statistical annex [Indagine triennale delle banche centrali: volumi valutari OTC, annesso statistico definitivo], giugno 2026: volume medio giornaliero di 9.510.240 milioni di USD, circa 9,5 mila miliardi.
- BIS (2025), comunicato sui risultati preliminari: Global FX trading hits $9.6 trillion per day in April 2025 [Volume giornaliero mondiale delle negoziazioni valutarie secondo i risultati preliminari], 30 settembre 2025: dati preliminari di settembre 2025; le tabelle definitive di giugno 2026 riportano un volume medio giornaliero di 9.510.240 milioni di USD.
- BIS (2025), Global FX markets when hedging takes centre stage [I mercati valutari mondiali quando la copertura assume un ruolo centrale], BIS Quarterly Review [Rassegna trimestrale BIS], dicembre 2025.
- ESMA (2018), Product intervention measures on CFDs [Misure di intervento sul prodotto relative ai CFD] : dati sulle perdite dei conti al dettaglio nel periodo di intervento (74–89%).
- ISO (2015), ISO 4217:2015 – Codes for the representation of currencies [Codici per la rappresentazione delle valute], Organizzazione internazionale per la normazione.
- CME Group (s.d.), Introduction to FX: Understanding FX Quote Conventions [Introduzione al mercato valutario: comprendere le convenzioni di quotazione].
- CFTC (s.d.), CFTC Glossary [Glossario CFTC] : definizioni ufficiali dell’autorità di vigilanza statunitense.
- KNF (2017), Komunikat dotyczący ryzyk związanych z inwestowaniem na rynku Forex (m.in. slippage) [Comunicazione sui rischi degli investimenti nel forex, incluso lo slippage].
- KNF (2019), Decyzja nr DAS.456.2.2019 z 1 sierpnia 2019 r. w sprawie interwencji produktowej dotyczącej CFD [Decisione di intervento sul prodotto relativa ai CFD] : limiti di leva e status di cliente esperto.
- SNB (2015), Swiss National Bank discontinues minimum exchange rate and lowers interest rate to −0.75% [La Banca nazionale svizzera elimina il cambio minimo e riduce il tasso d’interesse], comunicato del 15 gennaio 2015.
- FCA (2015), News for customers of Alpari (UK) Limited [Informazioni per i clienti di Alpari (UK) Limited] : ingresso di Alpari (UK) in amministrazione speciale.
- NBP (s.d.), Tabele kursów średnich walut obcych [Tabelle dei tassi di cambio medi delle valute estere] : metodologia del fixing [consultato: febbraio 2026].
- Lyons R.K. (2001), The Microstructure Approach to Exchange Rates [L’approccio di microstruttura ai tassi di cambio], MIT Press.
- King M.R., Osler C.L., Rime D. (2013), The market microstructure approach to foreign exchange [L’approccio di microstruttura al mercato valutario], Journal of International Money and Finance [Rivista accademica di moneta e finanza internazionale], vol. 38.
- FTSE Russell (2018), FTSE Russell reclassifies Poland from Emerging Market to Developed Market status [FTSE Russell riclassifica la Polonia da mercato emergente a mercato sviluppato], 24 settembre 2018.